23 febbraio 2009

PER NON ABBANDONARE LA RETTA VIA, NEMMENO NEI MOMENTI PIU' BUI

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.

E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.

La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.

Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

Francesco De Gregori

17 febbraio 2009

RISCOPRIRE UN MITO DELL'INFANZIA

Ragazzi, che riscoperta!!! Mi sono scaricata con e-mule le puntate di Lady Oscar andate in onda per la prima volta in Italia nel 1982 su Italia 1, e veramente è stato un tuffo nel passato; sono tornata bambina!!! Mi sono talmente immersa nell'atmosfera che ho fatto delle ricerche intensive su Internet, e ho scoperto un mondo di fans ancora appassionatissimi, spesso miei coetanei, che hanno creato moltissimi siti e blog sull'argomento.
In particolare ne ho scoperti alcuni (http://www.larosadiversailles.com/, http://www.larosadiversailles.it/, http://www.palazzodellarosa.it/, http://www.nitronic.it/anime/Miky/Oscar/Versailles%20no%20bara.htm, http://www.ladyoscar.com/forum/) che contengono ogni possibile e immaginabile notizia o curiosità su Ryoko Ikeda, l'autrice del manga degli anni '70 da cui poi è nato l'anime, su come è nato il manga stesso, sul lavoro svolto da questa disegnatrice dilettante (ma di mano eccezionalmente fine!!!) per delinare trama e personaggi fra storia e fantasia. Sono venuta a sapere che la fonte da cui trasse ispirazione per l'argomento fu la biografia romanzata di Maria Antonietta di Stephen Zweig, scritta negli anni '30 e giunta in Giappone in una traduzione dal tedesco non fedelissima; il che spiega le imprecisioni che qua e là caratterizzano il manga della Ikeda, tant'è che qualche anno più tardi ne venne realizzata una seconda edizione, rivista e corretta grazie al lavoro di un esperto traduttore giapponese che conosceva molto bene il tedesco e depurò l'opera di Zweig dagli errori della prima edizione.
E poi ho scoperto informazioni di ogni tipo su quando e sotto quale forma sono stati (a più riprese) pubblicati i manga in Italia, dalla prima edizione completa della Fabbri, preceduta solo da una incompleta sul Corriere dei Piccoli e pesantemente censurata in quanto non destinata a un pubblico di adolescenti come in Giappone, bensì di bambini, fino alla nuovissima e "filologica" edizione 2008 della Dynamics in sei numeri, di cui sono per ora usciti solo i primi due, che mi sono prontamente accaparrata alla Borsa del Fumetto di via Lecco e che, devo dire, sono davvero belli e molto curati.
Mi sono resa conto del fatto che emergono molte differenze fra il fumetto e i cartoni animati, che hanno dovuto alterare un po' l'ordine di apparizione di alcuni personaggi, presentati in contemporanea nel manga grazie alla sua struttura grafica articolata su più piani, e invece nell'anime presentati necessariamente in sequenza, in puntate diverse.
Nonostante la grande conquista del passaggio dalla staticità al movimento, si perdono nel cartone animato anche molte sfumature nelle espressioni verbali e dei volti dei personaggi, che invece nel manga sono più fini, articolate, ed esprimono in modo anche sottile le diverse personalità e i modi di pensare dei personaggi, nonchè la loro evoluzione fisiognomica e caratteriale dall'adolescenza, quando incrociamo per la prima volta la loro vicende, all'età adulta. E questo, fra l'altro, nonostante l'apparente stereotipo stilistico del fumetto, che invece si trasforma profondamente anche nel corso della sua creazione da parte della Ikeda. I primi episodi si caratterizzano anche per uno stile ironico che via via poi va scomparendo dal fumetto e sarà solo lievemente presente nell'anime, per una diversa scelta stilistica dei disegnatori e del regista, che punterà del tutto sullo stile drammatico.
Oscar, ad esempio, nel manga è già da ragazzina caratterizzata da modi bruschi e freddi, ma anche da una grande passionalità interiore, da un profondo e fiero senso di giustizia, da grande maturità ed equilibrio. Soprattutto rispetto alla coetanea regina, di cui invece si evidenziano le forti contraddizioni: da una parte la generosità e l'ingenuità, che la conducono a gesti munifici oltre ogni ragionevolezza anche nei riguardi di oscuri e pericolosi personaggi, la consapevolezza di essere prima delfina e poi regina di una grande nazione, la volontà di essere all'altezza di questo ruolo e di farsi amare e apprezzare dal suo popolo; dall'altra, una certa leggerezza, una pericolosa vanità, una scarsa attitudine alla riflessione e poca propensione allo studio e alla cultura, una visione della vita scarsamente aderente alla realtà, un fortissimo bisogno di adulazione e, al fondo di tutto ciò, una spaventosa solitudine non mitigata, anzi accentuata, dal rapporto con il marito Luigi XVI, sposato per ragion di Stato e dal quale si sentirà sempre molto lontana per indole e interessi. Tutte caratteristiche approfondite dagli studi storici sulla regina di Francia, e che il manga riprende ed esprime con un linguaggio ricco e sottile.
Anche i due uomini al centro delle travolgenti vicende sentimentali di Lady Oscar emergono nel fumetto a poco a poco nelle loro personalità: Andrè Grandier e il conte svedese Hans Axel von Fersen, realmente esistito, nella sua - pare reale - prestanza fisica, arricchita e completata da una ricca e vasta cultura, acquisita nelle migliori Università e Accademie d'Europa, e da una particolare finezza di modi, che ne fecero davvero uno dei gentiluomini più affascinanti e ambiti alla corte di Francia. Alla Francia Fersen si legò per tutta la vita, folgorato a soli 18 anni da un incontro con Maria Antonietta, con la quale realmente visse un tragico amore impossibile. Andrè è invece personaggio totalmente inventato, eppure realistico (al di là dell'impossibilità assoluta che avrebbe vissuto nella realtà di essere ammesso in una casa di aristocratici a dispetto delle sue umili origini, e di vivere come fido scudiero al fianco di una donna-soldato che mai avrebbe potuto esistere). E' un uomo solido, coraggiosissimo, onesto e leale, molto riservato e umile e del tutto coinvolto, sin dalla giovane età, da un amore inevitabile, totale e totalizzante per la donna con la quale cresce e condivide 20 anni di vita, avventure, gioie, sofferenze. Ovviamente, la Ikeda l'ha pensato e disegnato di una straordinaria bellezza, che emerge nel manga, e anche nell'anime, soprattutto dopo l'incidente che lo priva della vista all'occhio sinistro, quando è già un uomo di più di trent'anni.
A Versailles no Bara (in giapponese La rosa di Versailles, che però è un'alterazione del titolo originale scelto dalla Ikeda che era, al plurale, Le rose di Versailles, con riferimento non solo a Oscar ma a tutte le protagoniste femminili del suo manga) si è ispirato il teatro Takarazuka, formato solo da interpreti femminili, per creare uno dei suoi più grandi successi, replicato ancora oggi in Giappone con cast diversi. Versailles no Bara è stato trasposto anche in un film dal vivo degli anni '70, che ho visto su Internet in qualche sequenza, e che mi è parso ORRENDO!
A differenza di ciò che accadde in Italia (dove arrivò prima l'anime del manga, ottenendo grandissimi consensi grazie anche all'ottimo doppiaggio, che fece diventare veri e propri divi amati dagli appassionati Cinzia de Carolis, la voce di Oscar, e Massimo Rossi, André), in Giappone sia il fumetto, apparso per la prima volta su un giornalino per ragazze adoloscenti, sia l'anime, non ebbero da subito successo. Questo perchè gli editori non videro di buon occhio l'idea della Ikeda di trattare un periodo storico complesso e di approfondire i caratteri dei personaggi sia in relazione a tormentate vicende private, sia anche in relazione agli avvenimenti storici; la motivazione era che le ragazzine non ne sarebbero state particolarmente interessate, perchè cercavano nei manga solo vicende leggere e di fantasia.
Invece la Ikeda anticipò con le sue scelte ne Le rose di Versailles un direzione precisa che gli shojo manga avrebbero di fatto poi imboccato: un vero e proprio mondo di storie, che rilegge generi ed epoche storiche, in una prospettiva al femminile sì, ma raramente banale, e con alcuni stereotipi (fiori, occhioni grandi, atmosfere idealizzanti), ma anche con tematiche di fondo interessanti e particolari: dai romanzi storici a storie di formazione dove spesso avrebbe assunto peso la componente omosessuale, da storie horror a commedie agre sulla vita delle giovani donne dell'epoca moderna.
La stessa invenzione del personaggio di Oscar (in parte, sembra, ispirato a un cavaliere Francois de Jarjayes realmente esistito, ma che a differenza sua rimase sino alla fine fedele alla causa della monarchia, organizzando un tentativo di fuga dei sovrani come il conte di Fersen), va a toccare questo tema dell'ambiguità sessuale. Lo fa tuttavia con grande delicatezza, e anche con una chiarezza che si perde nel cartone animato; infatti nel manga si torna molto più spesso sulla questione dell'essere donna di Oscar, e su come lei viva la contraddizione violenta fra la sua natura e l'educazione rigidamente maschile e militare impartitale per volere paterno, anche molto prima della parte finale della vicenda in cui esplodono le contraddizioni e le passioni nei rapporti fra Oscar, Andrè, la Regina e Fersen. I quali vivono tutti, fra loro, rapporti complessi e di natura sostanzialmente sentimentale, ma mai tradotti sul piano sessuale a causa dell'educazione maschile di Oscar ma anche degli impedimenti sociali, e più precisamente di rango e gerarchia, da cui non possono liberarsi.
Leggo sul sito http://www.yattaaa.net/pag/pp/articolo_ladyoscar.asp: "Il tema della donna guerriera, rappresentato dal personaggio di Oscar, attraversa trasversalmente sia la società occidentale che quella orientale, entrambe in origine matriarcali e poi diventate patriarcali e maschiliste. Nella letteratura europea troviamo Camilla, guerriera contro Enea nell'Eneide, Armida, che combatte con i paladini nell'Orlando furioso e Clorinda, ne La Gerusalemme Liberata. Ma c'è anche Mademoiselle de Maupin, di Theophile Gautier, che nell'Ottocento rappresenta la massima trasgressione travestendosi da uomo (nel Settecento francese, come Oscar!) e unendosi all'esercito per vivere le avventure che altrimenti le sarebbero precluse. Nella realtà, ci sono stati personaggi tra storia e leggenda come Giovanna d'Arco, santa controversa pare con un destino diverso da quello che l'agiografia ha voluto costruirle attorno (visse e combatté fino ad un'età ben maggiore di quella in cui sarebbe morta sul rogo), o come Anne Bonny e Mary Read, le donne pirata che terrorizzarono le colonie britanniche nei Caraibi nei primi decenni del Settecento. In tempi recenti, in cui le donne soldato, o comunque le donne che prendono panni un tempo maschili legalmente, sono diventate la norma, figure nell'immaginario occidentale di donne forti non sono mancate, basti citare nei telefilm almeno i personaggi di Xena e Buffy e nei fumetti personaggi come Elektra, Witchblade e anche la nostra Legs Weaver. In Oriente le leggende sono piene di ragazze che hanno lasciato il ruolo tradizionale della donna per combattere, e una di queste storie, basate pare su fatti reali, ha dato origine alla leggenda di Mulan, trasposta poi in animazione da Disney. Donne guerriere del resto sono presenti anche nei film cinesi di genere wuxpian, cappa e spada leggendari, di cui alcuni titoli di gran pregio, come Hero e La leggenda dei pugnali volanti, sono arrivati anche nelle nostre sale. Nei manga giapponesi le donne guerriere non nascono né si esauriscono con Lady Oscar, anche se Oscar rimane uno dei personaggi più famosi. L'antesignana di Oscar era Zaffiro, protagonista di Ribbon no Kishi, manga fiabesco di Osamu Tezuka, noto anche da noi come La principessa Zaffiro. Le donne guerriere attraversano tutta la storia dei manga e degli anime, stando sia dalla parte dei buoni che da quella dei cattivi: come dimenticare personaggi come le temibili Mazoniane di Capitan Harlock, lo struggente generale Flora di Jeeg robot d'acciaio, le guerriere Sailor di Sailor Moon, Akane e compagnia in Ranma ½?".
Va anche detto che l'unico momento di incontro sessuale fra Oscar e Andrè conobbe in Italia, nella trasmissione del cartone animato, una censura, come del resto anche molti passaggi del manga che riguardano l'amore e il sesso fra loro (peraltro completamente diversi e molto più ricchi e sfumati della situazione creata nel bosco dai disegnatori del cartone animato), solo in edizioni successive alla Fabbri gradualmente reinseriti. Si può comprendere a causa della diversa destinazione italiana del prodotto; il manga in Giappone è un prodotto appunto destinato ad adolescenti e adulti, fino alla produzione erotica e pornografica, mentre in Italia il cartone animato era rivolto a bambini. Tuttavia devo dire che la scena di sesso, reintrodotta anche nell'anime nelle più recenti riproposte televisive (ancor oggi scena cult per tutti i fans, disponibile con materiali vari su You Tube), non ha veramente nulla di volgare e inadatto a un bambino. E' invece molto dolce e romantica, e non indugia per nulla su dettagli morbosi.
Davvero in questa riscoperta si sono fusi la mia emozione di bambina da un lato ma anche, dall'altro, la possibilità di approfondimento che l'età adulta ora mi permette. E dal punto di vista culturale mi è parso un tema interessante, al di là del prodotto in sè.
Mi sono decisa ad entrare nel mondo dei manga, che da tempo mi attirava, e alla Borsa del Fumetto mi sono veramente persa; ci devo assolutamente tornare!
Laura

12 febbraio 2009

10 febbraio 2009


CIAO, ELUANA

9 febbraio 2009

UN SACCO DI COSE

Questo week-end è stato veramente PIENO di cose...
Sabato mattina siamo andati al Media World e ci siamo attrezzati con nuove cuffiette iPod, chiavetta USB per i miei andirivieni di documenti da casa al lavoro, così non devo sempre usare la posta elettronica, e soprattutto un fichissimo microfono per registrarci quando suoniamo e cantiamo.
Da una parte sono contenta di averlo comprato, dall'altra lo guardo con un po' di diffidenza e sto prendendo mooolto alla larga il momento di fare i primi esprimenti al pianoforte.
E' stato Oreste a mettermi la pulce nell'orecchio rispetto all'opportunità di mettermi di nuovo in competizione con me stessa ascoltandomi in registrazione, e in effetti la cosa potrebbe essere per ora un po' prematura. Vedremo...
Nel pomeriggio ho messo mano al mio numero di prova di Incontro Italiano, ho terminato il lavoro e l'ho mandato ad Alexander per la sua valutazione. Finora non ho ancora parlato di questa novità proprio perchè devo ancora capire se sarà effettivamente un lavoro fattibile. Ma sono ottimista e penso anche che sarà una cosa divertentissima: dovrò collaborare a questa audiorivista per l'apprendimento dell'italiano da parte di stranieri che conoscono già la nostra lingua ad un buon livello, e desiderano approfondirla attraverso la lettura e l'ascolto di articoli mirati rispetto alle loro capacità di comprensione e anche ai loro interessi. Si suppone che si tratti di un target abbastanza colto, e interessato a svariati argomenti di cultura, società, attualità.
Per cui si partirà sempre da una piccola rassegna stampa, scegliendo due o tre argomenti su cui imperniare il numero nuovo del giornale, e si tratterà anche di fare un'intervista a qualcuno di interessante e legato in qualche modo a uno di questi argomenti. Poi una persona a Roma registrerà i contenuti per il complemento audio, e un insegnante preparerà i contenuti didattici: vocabolario, esercizi di grammatica, sintassi e pronuncia ecc.
Il sito è http://www.maxmondo.com/. Da qui gli abbonati possono scaricare la rivista e anche dei contenuti extra. Un'idea, trovo, carina e intelligente, e anche un'operazione a suo modo culturale. Alexander è il suo inventore e promotore, e sarà il mio interlocutore a distanza.
Sabato sera poi ci attendeva il nostro appuntamento da pensionati: Super Quark di Piero Angela. Potete anche ridere, ma ultimamente, certo sorvolando sul suo aspetto da cartapecora con la dentiera di un dinosauro, le puntate sui personaggi famosi sono veramente una figata, con gli sceneggiati e le ricostruzioni come piacciono a me. Ci siamo sparati Hernan Cortez e la conquista dell'Impero azteco, Mata Hari (bellissimo!!!) e sabato sera la marchesa di Pompadour. Ho persino rinunciato a un film al PC! E ho scoperto che esiste un bel sito dedicato a Madame, http://www.madamedepompadour.com/.
Ieri invece ho fatto delle ricerche in Internet su una possibile vacanza nel nord dell'India, ho suonato un'oretta e mezza (Haendel), e poi sono uscita per un giretto a Sesto con Cristiano, con tappa d'obbligo al mercatino dell'usato, dove mi sono provata un magnifico vestito rosa confetto da Rossella O'Hara che mi sarebbe piaciuto comprarmi per una bella festa di Carnevale, avendone una a cui andare...
Ieri sera ho visto al PC Match Point di Woody Allen. Brutta storia, ben recitata, ma decisamente disturbante. Comunque un bel film.
E oggi siamo di nuovo in pista...
Laura

5 febbraio 2009

UNA DIMENSIONE DIVERSA

Accept what comes to you
totally and completely,
so that you can appreciate it, learn from it,
and then let it go
~ Deepak Chopra ~

Stasera riprendo yoga dopo la bigiata della scorsa settimana a favore dell'inaugurazione da Giò Marconi (si bada un po' al corpo e un po' alla mente), e mi sento particolarmente propensa alla pratica.
Ieri ho comprato lo Yoga Journal (http://www.yogajournal.it/) di questo mese, come sempre per me ricchissimo di spunti di riflessione, e consultando il calendario dei seminari mi sono decisa ad un approfondimento e ho scelto due argomenti che si preannunciano mooooooolto interessanti: una lezione di meditazione Vipassana (http://www.atala.dhamma.org/pub/index.htm). Termine che significa "vedere le cose in profondità, come realmente sono"; è una delle più antiche tecniche di meditazione dell'India; fu riscoperta ed insegnata più di 2500 anni fa come metodo universale per uscire da ogni tipo di sofferenza, la si potrebbe definire come un'arte di vivere), lezione che a dire il vero farebbe parte di un ciclo già cominciato ad ottobre, in cui però potrei inserirmi proseguendo poi una volta al mese fino a maggio, e un seminario di mezza giornata sul suono e la vibrazione nello yoga, che mi permetterà di avvicinarmi all'esperienza nuova dei mantra.
Entrambi gli incontri si terranno al Centro Yoga Mandir di Milano (http://www.yogamandir.org/).
Sono curiosissima di vedere un posto nuovo e conoscere degli approcci alla disciplina diversi da quelli finora sperimentati. Davvero sento che per me è una strada da percorrere, per il mio benessere e la conquista di un miglior equilibrio psicofisico.
E poi adesso, con tanto parlare di crisi economica e sociale, a maggior ragione ha senso ed è importante secondo me e, leggo, per tanti altri, impostare una vita che sappia guardare a ciò che è veramente importante ed essenziale per noi stessi e una buona qualità dell'esistenza: salute fisica, serenità e approccio pacato con le situazioni e il prossimo, generosità nei riguardi di se stessi. La crisi insomma si può anche interpretare positivamente, come un'occasione per ripensare e rifondare, o condurre ulteriormente in una certa direzione "alternativa", il nostro stile di vita.
All'inizio dell'anno mi sono fatta il proponimento di sapermi mantenere su questi sentieri interiori, e per adesso mi pare di comportarmi abbastanza bene.
Speriamo di continuare così!

Laura

3 febbraio 2009

PROGRESSI IN CUCINA E PICCOLI MIRACOLI VEGETALI IN CASA


Domenica sera, per la cena con i nostri amici Luisella e Oreste, ho preparato il seguente menu:
- antipasto a base di sfizioserie: pomodorini, cipolline e carciofini sottolio e due bei cacciatorini
- saltimbocca alla romana, ricettina (dosi per 4 persone): prendere otto fettine di noce di manzo tagliate sottili, passarle leggermente nella farina e coprirle con una/due fette di prosciutto crudo dolce, qualche foglia di salvia e uno/due rametti di rosmarino; avvolgerle delicatamente su se stesse e fermarle con uno stuzzicadente; dorare una casseruola con tre noci di burro e adagiare gli involtini, facendoli cuocere a fuoco lento; nel corso della cottura aggiungere di tanto in tanto, onde evitare che il sugo si asciughi, un po' d'olio, acqua tiepida e vino bianco; nel contempo salare e pepare leggermente una/due volte, non di più. A cottura ultimata, trasferire il tutto in un piatto da portata, e versare sopra gli involtini ancora una noce di burro sciolto. Pronti al consumo!
- insalata verde con arance e pinoli (segreto della cuoca: oltre al sale, aggiungere un pizzico invisibile di pepe e curry)
- plateau di formaggi
- frutta
- torta casereccia al cacao: LA MIA PRIMA TORTA!!! E' vero, l'ho fatta con la busta di miscela già pronta dell'Aia, però era buona! Perfettamente cotta dentro e fuori, e con l'aggiunta creativa di una spolverata di zucchero a velo, che giaceva d'avanzo dal pandoro di Natale e finalmente ha trovato la sua degna collocazione
- mini-dolcetti al cioccolato di Luisella (spettacolari!), prontamente ribattezzati da Oreste "le tettine keniote" a causa di un pinolo decorativo aggiunto dalla cuoca, che pareva effettivamente evocare un capezzolo...
Nella foto, testimonianza della torta di cui vado fiera.
Intanto, in casa succedono strani miracoli vegetali: ho comprato la scorsa settimana alcuni bulbi di narcisi e uno di giacinto, ma sinceramente non pensavo mi diventassero dei baobab nel giro di pochi giorni. Invece... vedere foto per credere!
Laura

30 gennaio 2009

UNA BELLA INAUGURAZIONE E DUE NUOVI AMICI

Ieri sera inaugurazione di ben tre personali alla galleria Giò Marconi in via Tadino (http://www.giomarconi.com/), con i soliti noti frequentatori di vernissages: giovanotti languidi, generalmente accoppiati, belle fanciulle con le labbra tumide a forma di cuore, vestitini alla Betty Boop e zatteroni ai piedi, radical-chic finto-trasandati, signore datate non ancora guarite dall'ansia di presenzialismo ed esibizionismo, qualche autentico intellettuale veramente sgarrupato e come degno contorno, la solita coppia Cicì e Bubù: artista noto, anche lui datato e con parrucchino o capelli vistosamente tinti, + artista datato non noto, e non ancora rassegnatosi alla mancata notorietà e al mancato successo, che si fa vedere vicino al grosso nome spacciandosi per suo fraterno amico mentre in cuor suo lo brucerebbe per l'invidia. Il ben noto circo degli aficionados ieri sera è convenuto da Giò Marconi per vedere i nuovi lavori di Wade Guyton, artista digitale astratto classe 1972, Catherine Sullivan, videoartista, e Vibeke Tandberg, anche lei in mostra con una video-fotoinstallazione.
Qui sopra potete vedere alcune immagini del loro lavoro.
Le tele digitali di Guyton non mi sono piaciute, le ho trovate rigide e per niente comunicative, nonostante la presenza di elementi volutamente "sporchi" nella perfezione della forma geometrica e della riproduzione digitale.
Invece è senz'altro interessante, ma molto molto difficile per me, soprattutto ad un primo impatto senza previa preparazione, il lavoro a sfondo sociologico della Sullivan: un'installazione distribuita su due stanze e articolata in due proiezioni, un video a colori che consiste nella riproduzione di quello che pare un vecchio filmino di vita familiare, forse una festa di matrimonio in un giardino negli anni '60/'70, e tre schermi sui quali invece vengono trasmessi degli sketches in bianco e nero recitati da attori professionisti, in un clima fra il surreale-grottesco, l'espressionista e anche, direi, non privo di qualche lontana reminiscenza di teatro grotowskiano e kantoriano. Nel comunicato stampa si legge che la ricerca della Sullivan si concentra molto sull'analisi del sociale e dei suoi cambiamenti, ma è chiaro che per capirci qualcosa di più dovrò documentarmi per bene.
Infine abbiamo visto un lavoro anch'esso molto articolato e sperimentale della Tandberg, che era presente, organizzato in esposizione di fotografie di medio-grande formato + proiezione a parete di un filmato in cui l'artista stessa scrive ripetutamente su un foglio delle frasi che progressivamente modifica alterando lettere e sillabe nelle parole che le compongono. La proiezione era ovviamente collegata, nei suoi contenuti e nel suo messaggio, alle fotografie, che però mi hanno colpito di più e indipendentemente dal significato complessivo dell'opera. Ritraggono persone il cui volto viene trasformato in teschio o deformato orribilmente attraverso fotomontaggi ed elaborazioni digitali, facendone così delle creature deformi e spaventose che sembrano discendere dritte dritte dalla maschera sconvolta dell'Urlo di Munch.
Anche questo, quindi, un lavoro molto teso e drammatico, apparentato per sensibilità e tematiche a quello della Sullivan.
Usciti dalla galleria, ci siamo avviati per tornare a casa, e siamo passati davanti alla piccola libreria L'Atalante di via Tadino (http://www.atalante.it/), risolvendoci finalmente ad entrare.
E così abbiamo scoperto i suoi proprietari, Paolo e Vilma, che subito ci sono parsi due tipi interessanti e senz'altro fuori dal coro! Lui appassionato di jazz (ha scritto anche una breve storia del jazz edita anni fa da Bruno Mondadori) e cinema, lei sorridente e affabile, entusiasta e desiderosa di vivere fuori dall'ordinarietà e dall'ovvietà.
Senza indugi gli abbiamo proposto una cenetta etnica, e siamo convinti che ci siano delle buone premesse per una nuova e stimolante amicizia...
Laura

25 gennaio 2009

UN MONDO INQUIETANTE DI FANTASIA SFRENATA

Cristiano mi ha pescato fra i libri del mercatino dell'usato di Sesto un vero gioiello, Hallelujah Anyway dell'illustratore matto Patrick Woodroffe, che mi ha folgorato.
Ho scoperto che ha un sito ufficiale, http://www.patrickwoodroffe-world.com/index.htm, e ho trovato un sacco di immagini dei suoi lavori in Google. Fra l'altro ha un grandissimo successo ed espone frequentemente in vari Paesi, spesso in luoghi di particolare suggestione, e conta diversi appassionati ed estimatori nel mondo del web e dei blog.
La sua è un'arte da grandissimo, direi geniale illustratore, che ci introduce in mondi paralleli ed invisibili ad occhi umani non dotati della luce della fantasia più sbrigliata e della più grande sensibilità per il mondo della natura.
Da sfondi spesso creati utilizzando la fotografia di dettagli naturali, fiori, piante, sabbia, terra, acqua, e poi elaborati con diverse tecniche dell'illustrazione, del disegno e della pittura, emergono figurine delicate, e nello stesso tempo mostruose e inquietanti: sirenette, ninfe, strane creature metà fauno metà pesce o ramarro, serpenti marini, mucche volanti, minuscoli folletti e gnomi che vanno alla ventura, alla scoperta di mondi remoti e universi impossibili su imbarcazioni fatte di gusci di noce, con vele di piume, motori pieni di misteriosi e complicati ingranaggi, stendardi al vento come è d'obbligo per le imbarcazioni di ogni esploratore che si rispetti.
E' un mondo di squame, gocce d'acqua, bolle di sapone, specchi iridescenti, un mondo tutto alla rovescia, a metà strada fra realtà e sogno.
Ci sono una quantità di riferimenti anche molto colti alla poesia medievale, a tutta una letteratura esoterica, fatta di formule magiche, indovinelli, criptici aforismi e segreti per iniziati ai mondi paralleli, che è realmente esistita specialmente in alcune epoche storiche e ha spesso affascinato e attratto gli artisti, fino ai nostri giorni.
Non si può non sognare di chiudere gli occhi e, il libro sulle ginocchia, saltare dentro una delle sue illustrazioni e partire per un viaggio fantastico dentro questo mondo di mostruose e delicate miniature.
Guardate che meraviglia!!!
Laura

23 gennaio 2009

HO SCOPERTO UN PICCOLO-GRANDE EROE

Mi sono imbattuta in un nuovo, piccolo libro assolutamente DELIZIOSO!
E' Firmino, di Sam Savage, un tipo bizzarro che per tutta la vita ha avuto il pallino dei libri, della lettura e della scrittura, e ha sognato di scrivere il suo capolavoro facendo nel frattempo mille mestieri.
E' arrivato alla fine a scrivere questo libretto, pubblicato inizialmente in America da una piccola casa editrice e stampato in non più di mille copie, poi diventato un grandissimo successo editoriale.
Il suo eroe è un tenerissimo personaggio, un perdente di cui ci si innamora, sicuramente fortemente autobiografico: Firmino, appunto, un topo bibliofilo che scopre un folle amore per i libri, ma anche per il vasto mondo, gli uomini - di cui saggia e conosce la pietà e la crudeltà, la bellezza e lo squallore - le donne, di cui diventa grandissimo ed estasiato estimatore, venendo alla luce nella soffitta di un negozio di libri che si trova in un vecchio quartiere di Boston destinato ad essere ben presto travolto dal "nuovo che avanza".
Firmino nasce in una nidiata numerosa, da una mamma sballata e sempre un po' sbronza che un giorno non tornerà più a casa dalle sue scorribande, e deve subito lottare con i suoi nerboruti fratelli per avere accesso alle tette materne e potersi nutrire. Lui infatti è decisamente diverso dagli altri: piccoletto, fragile, ma con la testa grossa e piena di bitorzoli che secondo lui stanno a dimostrare patentemente quali sono i tratti fondamentali del suo carattere e della sua personalità, come spiega un testo di anatomia e psicologia che più volte egli cita sia parlando di se stesso, sia descrivendo lo zuccone di Norman.
Norman è il proprietario della libreria stracolma di libri, "il primo essere umano che io abbia amato", dice Firmino, che lo spia dalle postazioni strategiche che ha individuato all'interno del negozio imparando a conoscerne ogni angolo e recesso e soprattutto ogni libro, prima avidamente divorato, poi altrettanto avidamente letto.
Non mi addentro nella trama del libro per non raccontarne troppi dettagli, ma mi soffermo sul suo protagonista perchè veramente sarebbe, se esistesse, da travolgere di baci.
A parte il fatto che mi ricorda moltissimo Ronnie, il mio amato criceto, c'è tutto in Firmino perchè non si possa far altro che amarlo a dismisura: è un sensibilone, imbranato, romantico e sognatore, ben consapevole della propria assoluta "diversità", che talvolta lo rende fiero sostenitore di se stesso, talvolta lo fa sentire disperatamente solo, brutto e triste.
Ma anche quando ci parla della sua disperazione, non lo fa mai con accenti patetici, ma piuttosto malinconici, e col distacco di una grande intelligenza che gli dà una grande lucidità di fronte a se stesso, alle cose degli uomini, della vita e del mondo.
E' un topo molto saggio ed equilibrato, nonostante i suoi slanci passionali, la forte e sensibile partecipazione ai momenti belli e brutti della vita altrui, o i momenti di apatia per la bruttezza e cattiveria del mondo che si accanisce contro di lui ed è pieno di trappole mortali; come quando viene assalito dalla tristezza e si sdraia nella sua soffitta, polverosa ma tiepida e accogliente, dove è rimasto solo dopo che i fratelli se ne sono andati per il mondo incontro alle loro sorti, e sprofonda meditabondo nella composizione della sua Ode alla Notte "guardandosi le dita dei piedi".
Chi di noi non ha avuto voglia, ogni tanto, di starsene lungo e tirato nel letto a rimuginare sui mali del mondo e sui propri dispiaceri, "guardandosi le dita dei piedi"?
Lo trovo fantastico!
A parte poi gli aspetti più legati al personaggio, la bellezza del libro sta anche nella sua capacità di affrontare molti temi importanti, ma sempre all'insegna di una malinconica leggerezza che non potrebbe essere più distante dalla prosopopea e dalla pedanteria.
Sono a poco più di metà del libro e anche io lo sto divorando, come Firmino divora le sue letture, augurandomi che non si vada incontro a un finale triste... perchè mi sono innamorata di questo dolcissimo topo e non sopporterei di vederlo finire male...
Firmino, sei tutti noi! (O quantomeno sei sicuramente me!)
Laura

20 gennaio 2009

WELCOME MR. PRESIDENT!!!


Ed ecco oggi Barack Obama entrare definitivamente nella Storia con il suo insediamento alla Casa Bianca. Al di là di quanto nel concreto quest'uomo vorrà, o potrà, o saprà davvero fare, resta e sempre resterà nell'immaginario collettivo degli uomini di tutte le razze e le etnie il primo uomo di colore ad arrivare alla presidenza degli Stati Uniti; il simbolo di una minoranza che finalmente ha voce in capitolo.
Questo mi fa un immenso piacere per la comunità afroamericana e per tutti i neri del mondo.
In generale, poi, devo dire che mi ispira maggiore fiducia di altri; mi pare, a guardarlo, più pulito, più sincero, più aperto nel sorriso e nello sguardo, più diretto.
Mi sembra veramente incarnare qualcosa di nuovo, giovane, diverso, il che sembra indispensabile per affrontare quello che attende quel Paese e, di riflesso, anche la nostra realtà. Certo il neoeletto non ha di fronte a sè un compito semplice. La responsabilità, per quanto ovviamente condivisa, è enorme.
Ci aspettano un po' dovunque anni presumibilmente difficili, che senz'altro in questo nostro povero, disastrato Paesucolo, contro cui giustamente tuonava Pier Paolo Pasolini nelle sue sacrosante invettive, non abbiamo le forze e gli strumenti politici e sociali per affrontare con coscienza, vigore, intelligenza.
Per cui mi aggrappo alla speranza in un vento di novità che potrebbe arrivare da oltreoceano e, per quanto non subito, cominciare a farsi sentire anche nel vecchio continente e persino in questa sua sperduta, e perduta, provincia.
Welcome, Mr. President!!!
Laura

19 gennaio 2009

RITORNO ALLA MUSICA - SECONDA PUNTATA

E rieccoci al lunedì...
Ma sono più che soddisfatta di come mi sono fatta fruttare questo fine settimana.
Sabato pomeriggio tre belle ore di studio ben condotto, prima riprendendo Haendel dalla scorsa settimana, ma con calma, metodo e scioltezza, poi dandomi alla lettura di altri brani (MERAVIGLIOSI!!!!!!!) sempre dalle Suites di Haendel, quindi passando a Mendelssohn e infine chiudendo in bellezza con Brahms, che però ho solo fatto in tempo a leggiucchiare velocemente, ma va ripreso per benino.
Ieri invece giro per librerie musicali: le Messaggerie, dove non mettevo piede da SECOLI, e Ricordi in Galleria, che resta ancora la risorsa migliore per chi abbia bisogno di spartiti o voglia curiosare nei CD (naturalmente senza contare la miniera per cultori della Bottega Discantica, che resta il top del top).
Mi sono dimenticata dell'orologio frugando nella musica, ho scovato una bella raccolta di celebri motivi jazz o leggeri degli anni Cinquanta, e mi sono fatta venire delle idee per scaricare un po' di spartiti con e-mule, che poi alla sera ho in buona parte trovato e in quattro e quattr'otto sono nelle mie mani, senza spesa!!! Grande e-mule!!!
Non voglio parlare troppo forte, incrocio le dita e faccio mille altri scongiuri, ma questa volta forse sono davvero sulla buona strada per fare pace con il pianoforte...
SPERIAMO, SPERIAMO!!!
Laura

16 gennaio 2009

E' VENERDI'!!!

Ancora solo un paio d'ore, e poi scatta il week end!
Non è un periodo di particolare sovraccarico lavorativo, però tra una cosuccia e l'altra c'è sempre da fare... tutto quel che nei periodi tragici si lascia da parte per riprenderlo in momenti migliori: archiviazione, riordino di carte e cartacce, pulizia della posta elettronica, corrispondenza spicciola ecc. ecc.
E quindi c'è il desiderio di ritagliarsi del tempo per sè. Penso che domani suonerò ancora, riprendendo il pezzo nuovo di Haendel che ho cominciato a studiare. E ancora non ho visto con calma le foto fatte da Cristiano a Parigi, che attendono la mia solita sistemata.
Ho anche voglia di vedere un qualche bel film... mi piacerebbe Australia, con il nuovo divo superfico Hugh Jackman, ma figurati se Cristiano si spara il polpettone... ci andrò con la mamma, la compagna ideale per il genere.
Senz'altro non mi voglio perdere Milk, con Sean Penn, che però credo debba ancora uscire. Stamattina ho comprato Vanity Fair, un numero insolitamente interessante, e fra le altre cose c'è anche un'intervista a Penn che parla principalmente del film. Deve essere una bella storia, non sapevo niente di questo personaggio e mi è spiaciuto leggere che è finito ammazzato dal rivale politico omofobo contro il quale si batteva, difendendo la causa degli omosessuali negli anni Settanta come consigliere comunale a San Francisco.
Bellissimo anche l'ultimo che abbiamo visto, L'ospite inatteso. La storia realistica, ben recitata e triste ma anche piena di delicatezza e speranza, di un professore universitario, vedovo di una musicista, che fa un incontro del tutto inaspettato con una giovane coppia di immigrati clandestini a New York, lui siriano, lei senegalese, che rivoluzioneranno la sua vita in stato di impasse interiore.
Insomma, c'è in giro del buon cinema per immergersi in storie e vite parallele a quella reale.
Buon fine settimana!
Laura

13 gennaio 2009

LA FRASE DEL GIORNO (TROVATA SUL BLOG http://sherriescreativecorner.blogspot.com/)


"The desire to create is one of the deepest yearnings of the human soul.
No matter our talents, education, backgrounds, or abilities, we each have an inherent wish to create something that did not exist before"

Dieter F. Uchtdorf

11 gennaio 2009

RITORNO ALLA MUSICA

Oggi ho suonato, dopo un sacco di tempo.
Ho finito solo mezz'ora fa, e sono stata al pianoforte quasi cinque ore! Sono stanchissima, dopo tanto tempo senza suonare la concentrazione è difficile da mantenere, ma le dita ci sono ancora.
E devo dire che per essere stata ferma così a lungo, non potevo pretendere di più e di meglio di quel che è venuto fuori.
Ho cominciato con Haendel; prima ho ripreso un paio di brani dalle Suites per tastiera già letti tempo fa, e poi ne ho cominciato uno nuovo, su cui all'inizio viaggiavo bene, poi mi sono intestardita e stavo per entrare nei miei soliti malefici trip, allora ho interrotto e mi sono spostata su Mendelssohn per distrarmi. Ho ripreso quel terribile Preludio che si porta spesso all'ottavo, ma solo una lettura molto molto lenta, prima a mani separate più volte e poi unite.
Poi ho ripreso Haendel, che ha funzionato meglio, anzi, direi che sono già arrivata a un primo livello di buona esecuzione, a un tempo sostenuto che è praticamente quello definitivo. Ho concluso con il mio amato Bach, uno dei soliti corali trascritti da Busoni, che per me hanno il valore e il significato di una vera e propria preghiera, un momento di riflessione sempre commovente, che spesso accompagno con il canto.
E così ho concluso.
Ho rinunciato a uscire, ma tutto sommato sono contenta così, anche per la spontaneità con cui mi sono avvicinata al pianoforte.
E mi sono ben disposta alla nuova settimana.
Laura

8 gennaio 2009

Oggi non sono di buon umore. Non è che sia nemmeno di umore cattivo, ma forse questo non essere niente di preciso è anche peggio.
E' come trovarsi in un limbo, in una dimensione di perenne e perennemente insoddisfatta attesa di qualcosa, di qualche accadimento speciale, di qualche svolta, di qualche... smagliatura nella rete, come diceva Montale: il varco, la via d'uscita che ci permette di sfuggire all'uggiosità del quotidiano, ai gesti ogni giorno uguali, alle stesse azioni compiute alla stessa ora, alle giornate scandite dalla stessa, precisa, identica e stanca ritualità.
Mi dico e mi ripeto che probabilmente la vita è questa, e ho sbagliato io a farmene un'idea di eccezionalità che non aveva concrete ragion d'essere. La vita è questo incedere lento, eppure travolgente dei giorni, nella loro ripetitività, e quindi la grande sfida è quella di saperla rendere COMUNQUE interessante, COMUNQUE degna, COMUNQUE stimolante, perchè non ti si dà così, ma LA DEVI RENDERE così, NONOSTANTE.
NONOSTANTE il lavoro sempre uguale.
NONOSTANTE la mancanza di amicizie.
NONOSTANTE il silenzio, la chiusura, l'assenza, l'egoismo altrui.
NONOSTANTE la piattezza dei paesaggi e i panorami sempre uguali (e brutti) che ci circondano.
NONOSTANTE la previdibilità delle situazioni, la scontatezza, la banalità.
NONOSTANTE.
Ecco, io non so se sono così capace di vivere NONOSTANTE.
Non pensavo che sarebbe stato necessario, e mi sento francamente un po' sguarnita, un po' priva di strumenti e di armi per affrontare questo modo di vivere. E da molto tempo la fantasia e la creatività, che sicuramente sono la risposta, il varco, la via d'uscita, non mi vengono più in soccorso come quando ero piccola, o più giovane.
Comincio a capire intimamente come tanti artisti del nostro tempo, dei "tempi moderni" a partire dal '900, si siano sentiti colpiti, disturbati da questa forma di disagio di fronte alla vita.
Ma sicuramente la risposta non è cercare l'eccezionalità nel vivere di tutti i giorni, perchè è una ricerca destinata al fallimento.
Il mio piccolo avvenimento di oggi è la ripresa delle mie lezioni di yoga.
Mi impigrisce l'idea di prendere la macchina con le strade piene di paciugo lasciate dalla neve di ieri, ma sono sicura che poi, come sempre, sarà contenta di essere andata.
E ne ho anche molto bisogno, dopo quasi un mese di pausa.
Laura

5 gennaio 2009

FOTO DELLA FESTA DI NATALE GARRETTI ASSOCIATI




Oggi sono tornata al lavoro, e ho visto le fotografie scattate la sera della festa di Natale Garretti Associati all'Harbour Club.
Eccoci qua, le gallinelle Garretti!
Io (la bionda), Teresa (la mora), Valeria (la rossa, new entry dello Studio).
Naturalmente sono solo tre delle tante, ma ho fatto una selezione di quelle in cui avevo un faccino presentabile!

31 dicembre 2008

ED ECCOCI ALLE PORTE DEL 2009


Et voilà!
Andati a Parigi, tornati da Parigi... le cose veramente durano il tempo di un respiro...
La Ville Lumière è sempre bella, sempre scintillante, sempre charmant. Certo sarebbe stato meglio godersela non avvolta dai fumi della febbre da Australiana, ma vabbè...
Ed ora,
PROPOSITI PER L'ANNO NUOVO
(pochi, ma sostanziosi)
- prendere la vita così com'è, per quel che di buono mi dà (tanto, a ben vedere...)
- cercare di accettare tutte le possibili e immaginabili diversità che mi vengono incontro (o mi si mettono di traverso) e che di solito mi risultano così... indigeste; riconoscere i segni di apertura e ricerca di dialogo nell'altro, acuire i sensi per cogliere i segnali dell'altro
- essere tendenzialmente più generosa e riconoscente con me stessa per quel che sono e faccio
- darmi continuamente stimoli e slancio verso il futuro, il nuovo, i cambiamenti; non pensare MAI che tutto sia finito, non sentirmi MAI arrivata a un capolinea irreversibile
E naturalmente anche
DESIDERI PER L'ANNO NUOVO
(ancor meno, ma ancor più sostanziosi)
- serenità ed equilibrio interiori
- salute (per me, si intende, ma anche per i miei cari)
BUON SAN SILVESTRO E BUON 2009 A TUTTI!
Laura

25 dicembre 2008

MERRY CHRISTMAS!!!


Buon Natale a me,
che me lo sono davvero guadagnato...

Buon Natale ai miei cari,
che non mi abbandonano un solo attimo...

Buon Natale a Cristiano,
la mia felicità...

Buon Natale a quelli simpatici,
ma anche a quelli che proprio non li sopporto...

Buon Natale a chi non conosco,
soprattutto se, purtroppo, non ha motivi per festeggiare...

Buon Natale a vicini e lontani...

E che la Speranza sia con noi, e dentro di noi, sempre.

7 dicembre 2008

BUON SANT'AMBROGIO A TUTTI!


E anche quest'anno siamo al ponte dell'Immacolata, e Natale si avvicina a grandi passi...
Tre bei giorni di riposo, cazzeggio e qualche regalino.
Di solito in questi giorni preparo anche albero e presepe, quest'anno invece mi sono portata avanti prima. Con l'albero ho voluto fare qualcosa di nuovo, per cui ho puntato tutto su blu e argento, poi mi sono resa conto che era bello ma un po' freddino, più da vetrina di negozio che da casa, e ho aggiunto qualche pallina dorata, di quelle piccole. Ho ottenuto un effetto più caldo, senza tradire lo stile sobrio che volevo ottenere.
Sotto la base ho messo la carta a cielo stellato da presepe, e ho fatto un po' di spazio per le statuine, che quindi vengono a poggiare sul cielo anzichè sulla terra. Mi pare una cosa carina, un po' originale e sognante. Le statuine sono le solite di terracotta messicana, artigianali e davvero graziose, con dei bei visini dagli occhi grandi e dolci. Naturalmente il Bambinello manca, deve ancora arrivare.
Ieri bella giornata, siamo stati in centro e abbiamo visto che per fortuna quest'anno il Comune di Milano ci risparmia gli orridi addobbi da luna park schizofrenico dell'anno passato. Si è puntato su qualcosa di classico e semplice, solo qualche cascata di lampadine oro sulle finestre dei palazzi che si affacciano sulla piazza Duomo, della Galleria e degli edifici di piazza Scala, Palazzo Marino compreso. Le stesse lampadine oro anche sugli alberi intorno al monumento a Leonardo di fronte al teatro e sul grande abete in piazza Duomo. Non sarà il massimo dell'originalità, niente per esempio a che vedere con le belle luci d'artista di Torino, ma meglio così per carità...
L'unica cosa veramente inguardabile resta il megaschermo pubblicitario che ormai troneggia permanentemente fra il Duomo e l'Arengario. Una cosa terrificante...
Ma insomma, in compenso in via Mercanti c'erano le bancarelle, e poi siamo andati alla libreria Remainders di via Dante, dove abbiamo comprato un librone illustrato di ricette francesi per il nonno e un manuale del fai da te con la carta per la figlia del fratello di Cristiano. Cristiano ha visto anche un bel cofanetto su Andrea Zanzotto, che però gli ho sconsigliato di comprare, onde evitare di ritrovarsi con un doppione se per caso Gesù Bambino dovesse avere la stessa idea...
Certo che di libri meravigliosi ce ne sono sempre in quantità... veramente l'imbarazzo della scelta, e Dio sa se non mi sarei fatta qualche regalo, ma l'austerity quest'anno è veramente più che mai d'obbligo.
Oggi invece giornata casalinga, e da fare non me ne mancava certo... ho anche fatto i pacchettini delle cose comprate ieri.
Domani è già in programma la fiera degli Oh bej Oh bej, con il papà e la mamma. Un appuntamento fisso di tutti gli anni, che mi fa sempre contenta.
E per fortuna il lavoro in queste giornate in famiglia non diventa che un puntino invisibile, lontano lontano nei pensieri.
Laura