7 maggio 2012

SULLE ELEZIONI IN FRANCIA

PRIMO:
Parto dal presupposto che il nostro futuro non sarà più tanto segnato dalle forze politiche, dalle loro strategie e decisioni, dalla destra o dalla sinistra o dal sopra o dal sotto, quanto piuttosto da altri fattori e attori; e questo non lo dico io, caccola qualunque, ma numerosi cervelloni esperti di questi temi.
Un po' per questa consapevolezza, e un po' perché mi devo francamente sforzare, ma proprio parecchio sforzare, per non sposare la tesi dei qualunquisti secondo la quale "sono tutti uguali" - e mi sforzo più per non andare a mescolarmi con loro che per la convinzione che non abbiano almeno un po' ragione; convinzione della quale sempre meno sono convinta, non per quanto concerne le idee ovviamente, bensì per le persone che in questa congiuntura storica le rappresentano - dunque dicevo, un po' per questo e un po' per quello, non sono certo qui a commuovermi a calde lacrime per la vittoria di Hollande. Per quanto Sarkozy mi stesse cordialmente sulle palle, con quella sua arietta da parvenu riverniciato e la sua arrogante ansia di protagonismo e riscatto da quelle che lui stesso considerava di sé le sconvenienti origini di immigrato sfigato.
Ciò detto, poiché siamo in piena era "Mi-tocca-scegliere-il-meno-peggio-fra-quel-che-mi-passa-il-convento", meglio comunque Hollande. O per meglio dire, meglio comunque un socialista (o uno che dichiara di esserlo, mettiamola così) piuttosto che un fascista. Che poi il sedicente socialista sia Hollandesarcazzochiè o Unaltrosarcazzochiè, mi risulta di secondaria importanza.
E ciò per quanto strettamente attiene alla questione politica.
Ma soprattutto...
SECONDO:
Attendevo con ansia il risultato elettorale francese per veder sloggiare dall'Eliseo la donna che più mi sta sulle palle nell'intero panorama del jet set internazionale: LA CARLA'.
La mia scarsa simpatia per la "signora" non è cosa nuova per i lettori di questo blog (si vedano al proposito i post etichettati "Carla Bruni").
Immenso dunque il mio giubilo nello scoprire che all'indomani della pesante sconfitta del marito - che definirei, senza tema di esagerare, l'uomo più opportunisticamente sposato da una donna in tutto il secolo XXI, e anche nel XX da poco concluso - i numerosi detrattori francesi della Carlà si sono scatenati su Twitter, prendendola sanguinosamente per i fondelli.
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh, qual godimento, qual soddisfazione! Qual momento di intensa condivisione di satanici sberleffi all'indirizzo della modella-cantante-compagna-comunista-del-filosofo-comunista-e-dopo-di-suo-figlio-e-poi-ho-cambiato-idea-non-sono-più-di-sinistra-perché-mi-conviene-sposare-questo-tappo-fascista-e-quindi-faccio-di-necessità-virtù-e-mi-metto-le-ballerine-perché-se-no-si-vede-che-gli-piscio-in-testa-e-lui-non-potrebbe-mai-sopportare-di-avere-una-moglie-più-alta-di-lui-e-poi-al-volo-ci-faccio-una-figlia-che-ci-sta-sempre-bene-per-pararmi-il-culo-anche-sul-dopo-presidenza-che-avevo-già-capito-qualche-mese-fa-che-buttava-male-e-quindi-mi-sono-blindata-il-futuro-per-benino-mica-che-questo-se-non-gli-servo-più-come-bella-statuina-mi-scarica-son-più-furba-io-di-lui.
TERZO:
In ogni caso, a sinistra SIAMO SEMPRE MEGLIO, uomini o donne che siamo. E lo siamo primo per il cervello, e secondo se permettete anche per lo stile, che non è acqua e se non ce l'hai non te lo inventi.
Se vogliamo rimanere sul femminile, basta confrontare la Carlà, Master of the Universe della categoria "faccia smorta figa forta" nonché di quella "non so fare una beata minchia ma mi faccio largo grazie ad altre doti", con la neo-première dame, la giornalista Valérie Trierweiler. Primo, appunto, la Trierweiler è una giornalista e non un'ex modella, con tutto il rispetto per le modelle ed ex modelle. Secondo, non ha l'aria di una geisha invecchiata incrociata con una bambola di porcellana a cui sono stati rinforzati di recente gli zigomi con il DAS. Terzo, non ha cambiato fulmineamente guardaroba durante la campagna elettorale del marito, passando dal massimo dello scianto stralusso al look "finto-donnetta della banlieue" nel patetico tentativo (complimenti alla sagacia dei consulenti d'immagine di Nicolas) di farla sembrare "una qualunque" in considerazione dei tempi di crisi, e in tal modo favorire la rielezione del consorte. Quarto, si è messa con Hollande PRIMA che diventasse un uomo molto potente, anzi, a ben vedere MENTRE ancora lui si riprendeva dal tostone politico subito dalla precedente compagna, la Royal, e si metteva a far politica in proprio dopo aver fatto il suo uomo-ombra. E ho come il sentore che preferirà di gran lunga far politica attiva al fianco del marito piuttosto che figliare a scopo politico.
Capito, mia bella gente di destra e mia bella Carlà, come si sta al mondo, come si fa politica e come ci si presenta all'opinione pubblica se si ambisce a fare la moglie di Monsieur le Président (e possibilmente non per una sola legislatura, stile meteora)?  
QUARTO:
Segnalo a margine, a puro scopo liberatorio, cosa penso del parere sul risultato elettorale francese che la "signora" Llera Moravia, di cui ingenuamente pensavo di essermi liberata datosi che da anni non esternava più su tutto e tutti, ha sentito invece l'insopprimibile necessità di esprimere:

"«Moi française» non avrei votato per Hollande."

Ebbene, come sacrosantemente hanno detto stamattina alla rassegna stampa delle 8.00 su Radio Pop, 

E CHISSENEFREGA????????????????????

Laura    

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