5 agosto 2010

25 luglio 2010

LE MIGLIORI DELLA SETTIMANA

Giusto per non perdere il ritmo sulle notizie grottesche dell'ultim'ora, ecco a voi le perle della settimana:

1. Palermo, cameraman ucciso da colpo fucile
Prima di andare in chiesa, alle 14.30 circa, si stavano effettuando le riprese presso la casa dello sposo. Tra le varie pose, si è scelta quella di imbracciare i fucili, regolarmente denunciati dal padre dello sposo. Secondo i carabinieri, i parenti hanno così preso alcuni fucili; tra questi una carabina calibro 22 da cui è partito il colpo fatale che ha centrato l'operatore alla testa. Alla scena erano presenti oltre allo sposo, anche il padre, la madre, la sorella e un cugino, mentre il fotografo in quel momento era fuori dall'appartamento.

Ma ditemi voi in quale altro Paese al mondo può venire l'idea di fare la foto di gruppo delle nozze imbracciando i fucili di famiglia; cose che siamo stati abituati a vedere solo nei film western, o forse nelle parodie dei film western. Devo veramente fare uno sforzo sempre più titanico per credere ancora di vivere in un Paese di gente normale.

2. Tuttavia, anche all'estero la demenza collettiva non sta a guardare. Correrò il rischio di sembrare cinica. O forse addirittura di ESSERLO.
Ma è più forte di me:

Love Parade di Duisburg, sono 19 le vittime della ressa
La morte non ferma le danze. Anneke va a ballare per rilassarsi dopo lo shock. Migliaia di altri hanno continuato a farlo fino a notte fonda, ignari dell'accaduto. Un altro aspetto della vicenda che innesca commenti rabbiosi. Uno per tutti quello di Lubbert, 30enne di Hannover. "E' pazzesco, la festa è proseguita! - dice indignato - Tutti hanno continuato a ballare, anche quelli che avevano perso un amico", continua il giovane, arrabbiato perché gli organizzatori alla fine dai microfoni hanno ringraziato il pubblico "per la splendida giornata". Significativa la testimonianza di un deejay inglese, Mark Knight, che alla Bbc racconta: "Gli organizzatori sono stati chiari, ci hanno detto che lo show doveva andare avanti, non potevamo fermarci per paura di altre ondate di panico. Moltissime persone hanno continuato a essere completamente all'oscuro di quanto fosse successo, una situazione assolutamente surreale".

Non so se considerare più fuori di testa quelli che erano nel tunnel o quelli che hanno deciso di andare avanti a festeggiare. Mentre per quanto riguarda gli organizzatori, ovviamente dovrebbero essere spediti a marcire in galera. Non potrò MAI capire che gusto ci sia a infilarsi in certe calche alle quali somigliano di più i branchi di animali impazziti che non i ritrovi umani.

3. E per concludere, ecco come si fa nell'Italia di oggi a diventare delle celebrità dalla sera alla mattina:

L'intervista da spiaggia diventa un tormentone
Er Calippo e 'na bira potrebbero diventare un must in questo scorcio bollente d'estate. Complice una domenica di caldo sul litorale romano e le consuete interviste ai bagnanti, l'intervistatore di Sky ferma due ragazze e inizia una breve intervista sulle condizioni metereologiche e i rimedi messi in atto per combattere il caldo. Le due rispondono con una pesante cadenza romana e non lesinando le espressioni colorite ("stamo a fa' la colla dar caldo").
La Rete - ma anche la radio, grazie alla trasmissione mattutina del Trio Medusa - fanno il resto e il video diventa un tormentone: è infatti il più visto di oggi su YouTube e ne esiste persino una versione sottotitolata in italiano.

E ovviamente, visto il successone del primo video, le due sono state tampinate di nuovo per il secondo round. Cosa scommettiamo che in autunno queste ce le ritroviamo in tivvù, osannate come due star? Io ne sono CERTA. Ne sentivamo veramente la mancanza...

Io non so, mi pare che veramente il caldo faccia sciogliere quell'ultimo, striminzito barlume di cervello che rimane nelle teste della gente.
Sono sconcertata...

Laura

18 luglio 2010

FACCIAMOCI DUE RISATE, VA!!!


Per non perdere la buona e sana abitudine di sdrammatizzare, è sempre bene tenere sul comodino una qualche letturina che ci alleggerisca un po' la vita.
Un vero cavallo di battaglia di questa speciale categoria (le letturine che ci alleggeriscono la vita) è (sempre che abbiate a suo tempo apprezzato lo stile surreale di Arbore & Co.) Lo scarafo nella brodazza del grande, grandissimo Mario Marenco (http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Marenco).
Evidentemente non sono l'unica a considerarlo una Bibbia dell'umorismo. Non potevo credere ai miei occhi nello scoprire che su Facebook è nato un "Lo scarafo nella brodazza"... MARIO MARENCO APPRECIATION GROUP: http://www.facebook.com/group.php?gid=21045534974.
Inoltre, su You Tube è possibile recuperare alcuni preziosi frammenti di Alto gradimento e altre chicche marenchiane.
http://www.youtube.com/watch?v=s25AfIikIZk&feature=related (di sconcertante attualità!)

Fantastico!

Laura

MOMENTI FELICI

Carvico, 04.07.10
A casa di Sergio e Cristina

17 luglio 2010

DA DOVE COMINCIARE???

E' proprio necessario che io riprenda il filo del discorso. Cominciavo a sentire la mancanza del mio blogghino!!! Troppo, troppo tempo senza scribacchiare a ruota libera!!!
Ma eccomi qui a porre rimedio.
D'altra parte, questo prolungato silenzio ha avuto le sue buone ragioni... nel giro di un mesetto la mia vita si è rivoluzionata, e devo dire che al momento mi pare spesso di essere... dentro un fotomontaggio!!!
E' sempre strano vivere i cambiamenti, anche quando li abbiamo voluti, inseguiti e cercati con tutte le nostre forze... soprattutto se dalla sera alla mattina, e non per modo di dire, ci si trova catapultati su un pianeta sconosciuto, nel quale ricominciare a darsi dei minimi punti di riferimento. Per quanto il nuovo ambiente appaia ospitale, e segni per me un significativo miglioramento sotto tanti punti di vista, occorre pur sempre un minimo di tempo per capire dove ci si trova.
Per ora è difficile dire molto più di così... sicuramente è necessario raccogliere maggiori elementi. Quindi per adesso avanti tutta, pian pianino e sottocoperta.
E mentre io mi attrezzo per entrare ancora una volta in un nuovo capitolo esistenziale, intorno il nostro Bel Paese (si fa sempre più per dire) corre come un treno impazzito e senza guida verso il disfacimento, la rovina e la putrefazione. Giustamente, il giudice D'Ambrosio rilevava proprio ieri che in confronto all'attuale situazione, Tangentopoli non fu più che un lazzo, uno scherzo, una burletta.
Ancora ci si chiede se si sia finalmente toccato il fondo, o ancora qualcosa di peggio debba succedere. "Cesare" non accenna a quietarsi, e ancora non è chiaro se si agiti come fanno i caimani quando, finalmente abbattuti, danno gli ultimi furenti colpi di coda, oppure se ancora ci debba ammorbare con invitta, per quanto senile, laida e paranoide, energia.
Ma per non passare per la solita pessimista cosmica e portatrice di sfiga sinistroide, voglio elencare qui di seguito alcuni delle molte ragioni che avrei, che tutti avremmo, per sentirci in questo periodo particolarmente sereni e fiduciosi nel futuro:
1. la ritrovata serenità, coronata dalla gravidanza, di Anna Falchi (dopo le note vicissitudini causate dai guai giudiziari dell'ex marito Ricucci, elemento di punta della banda dei "furbetti del quartierino");
2. il fatto che a seguito della vittoria ai Mondiali, anche i nostri vicini spagnoli abbiano dato prova di un competitivo livello di rincoglionimento collettivo: due giorni di caos primordiale per le strade di Madrid, Zapatero piangente (Frassica gli avrebbe conferito il premio CuoreToro), l'allenatore dichiarante che "è una vittoria di tutta la nazione", il portiere pure lui frignante, ma anche limonante selvaggiamente con la fidanzata bonazza/cronista (cronista in quanto raccomandata, s'intende) in diretta interplanetaria;
3. il matrimonio del calciatore olandese Sneijder, che reduce invece dalla smazzulata della sua nazionale si è consolato sposandosi (di raso azzurro vestito, come un cherubino) ovviamente in Italia, teatro negli ultimi anni delle nozze più trash del pianeta (capostipite delle quali furono quelle della coppia Cruise al castello di Bracciano, quando il servizio di sicurezza fu garantito dalle nostre forze dell'ordine, pagate da noi medesimi). Anche lui, Sneijder, si è accasato naturalmente con la modella bonazza (arrivata in chiesa su una carrozza trainata da quattro cavalli bianchi; quando c'è la finezza, c'è la finezza);
4. il fatto che la "Danielona-di-Uomini-e-Donne" (??????????????????????), arrestata per detenzione di droga, sia stata subito assolta perchè "il giudice ha creduto alla teoria del possesso per uso personale" (mi viene un dubbio atroce: se con le mani nella marmellata, anzi nel caso specifico nella polverina, avessero pizzicato Pinco Pallo, l'avrebbero arrestato e rilasciato alla velocità della luce? Vedi cosa vuol dire al giorno d'oggi avere le amicizie che contano perchè si è andati alla tivvù?);
5. sapere che Totti ha fatto l'amore per la prima volta a 12 anni (è vero che ha dichiarato che non ci ha capito molto, però almeno sappiamo che non ha perso anni preziosi; ecco fra l'altro perchè non sa parlare: negli anni della sua formazione era impegnato a fare altro);
6. sapere che la BP, che se ne è allegramente strafottuta per decenni dei rischi che si correvano ad andare a sfrucugliare l'oceano, pretendendo di pescare il petrolio praticamente al centro della Terra, al quarto tentativo di mettere il turacciolo alla bottiglia di champagne ce l'ha fatta, e quindi possiamo festeggiare; alla faccia di quei tre/quattro Stati completamente rovinati nella loro economia, della chiazza oleosa che copre centinaia e centinaia di chilometri quadrati di oceano, della fauna marina e terrestre avvelenata, accecata, intossicata e paralizzata dalla morchia che la ricopre, e per la quale si sta considerando l'eutanasia;
7. sapere che Valentino Rossi è già tornato baldanzosamente in sella al suo centauro, riprendendosi a tempo record dallo spappolamento della gamba che si è procurato in gara; gliel'hanno praticamente riappiccicata con l'Attack, pur di rimetterlo in corsa per far sì che nè lui nè tutto il suo entourage, rimanendo "Vale" (ormai sono tutti nostri amici: "Vale", "Simo", alias Simona Ventura ecc. ecc.) fuori uso per troppo tempo, perdessero non sia mai nemmeno un doblone d'oro;
8. la soluzione finalmente definitiva per l'annosa, e davvero fastidiosa, questione dell'evasione fiscale! La Lega, sempre in prima linea nell'affrontare con nerbo e baldanza i problemi più scottanti del nostro Paese, nella persona del sindaco di Cittadella (Padova) Massimo Bitonci ha infatti proposto l'entrata in azione di speciali ronde anti-evasione, che andranno a stanare i mascalzoni casa per casa e, esaminati i loro libri contabili e le loro dichiarazioni dei redditi (che gli ingenui, divorati dalla propria vanagloria, hanno l'imprudente abitudine di esporre in cornici d'argento in bella vista nelle proprie magioni, insieme alla pergamena araldica attestante i loro nobili natali), e comprovata la frode, provvederanno a rimetterli sulla retta via con le maniere forti. Le pene previste vanno infatti da dieci anni di pellegrinaggio obbligatorio a Pontida, con annessa libagione a base di acqua benedetta, a cinque anni di dibattiti settimanali con il Trota, figlio di Umberto Bossi, sul tema "Il significato allegorico delle tre fiere nella Divina Commedia di Dante Alighieri", a due anni di lezioni di boxe con l'altro figlio di Bossi, nelle quali lezioni i ruoli saranno fissi, e cioè il figlio di Bossi medesimo sarà se stesso e l'evasore sarà il punching ball.
Eh, cavolo, ce n'è di belle notizie!!!
...ma allora PERCHE', PERCHE' non mi rasserenano queste cose così belle, dalle quali tutti ci dovremmo sentire sollevati, essendo veramente novità di interesse collettivo???
Di fronte al panorama che ci si para davanti (a confronto del quale persino il Basso Impero romano o la decadenza dei più autoritari e rozzi regimi da Repubblica delle Banane fanno la loro porca figura), non bastano a consolarmi questi sprazzi di positività.
Mi chiedo ogni tanto quanti miei connazionali riescano ancora a tenersi su il morale leggendo i rotocalchi: sui mezzi ne vedo sempre parecchi che li divorano avidamente, per dimenticare le loro vite di merda vivendo quelle virtuali dei vipponi nostrani e stranieri (come nel film Strange Days di Kathryn Bigelow, in cui in un'immaginaria, ma neanche tanto, Los Angeles del Capodanno 1999, alle soglie del nuovo millennio, la gente si fa le pere di video con frammenti di vite altrui, che si possono rivivere appiccicandosi un po' di elettrodi in testa). Ma forse gli italiani stanno scoprendo che anche se GLI ALTRI si sposano in pompa magna, come se tutti fossero ormai re e regine dei sultanati più sfracicati, GLI ALTRI fanno i soldi, GLI ALTRI sono belli e famosi, GLI ALTRI sono già da due mesi in Sardegna, in Toscana, alle Bahamas, in crociera, sugli yacht, a bagnomaria a Formentera, o sui motoscafi sul lago di Como a farsi bruciare le chiappe dai fuochi d'artificio (è successo davvero alla nuova coppia mista-tormentone di questa estate 2010, i Clooney-Canalis, che a momenti vanno a fuoco con gli amici vipponi a causa dei mortaretti sparati troppo vicini)... ebbene, anche se GLI ALTRI se la godono, non si attiva la magica proprietà transitiva per la quale automaticamente anche noi (che invece soffochiamo a 45° all'ombra, nel silenzioso trionfo delle polveri sottili, nell'inferno della metropolitana più rovente, puzzolente e claustrofobica che mai, nell'incubo dell'asfalto che si liquefa sotto i nostri occhi, risolvendoci a cercare refrigerio nei centri commerciali), anche noi ci dovremmo sentire ricchi, belli, famosi, riusciti, realizzati, insomma... DA DIO.
E invece, ma guarda un po', NO. NOI, invece, sfanghiamo, sudiamo (in senso figurato ma anche tragicamente letterale), ci sbattiamo, LAVORIAMO, paghiamo l'affittolebollettelatassarifiutiletasseibollileassicurazioni, facciamo la spesa, puliamo la casa, facciamo da mangiare, puliamo la lettiera della micia, cerchiamo di guadagnarci l'esistenza e, possibilmente, un senso per noi compiuto della medesima. Anche a luglio e ad agosto.
QUESTA è la vita NORMALE, e per alcuni, nella sua normalità, piuttosto fetente, disperata, priva di senso e di giustizia.
Ma a noi, che ce ne frega?
L'importante è che Lindsay Lohan per fortuna scamperà la galera anche questa volta; così potrà continuare a sbronzarsi, a farsi le pere, e a mandare a farsi fottere il prossimo giudice che la condannerà nuovamente fra qualche settimana, scrivendoselo sulle unghie con lo smalto fluorescente (giuro che è vero).
Meno male, ero così in pensiero per quella povera ragazza...

Laura

2 luglio 2010

UNA VITA NEL REALITY, UNA MORTE NEL REALITY

La morte di Pietro Taricone, in seguito a un incidente in paracadute di cui non voglio nemmeno immaginare le conseguenze sul suo povero corpo, tantomeno se fosse riuscito a sopravvivere, mi lascia una sensazione di profondo sgomento.
La sua bambina di sei anni: non ha saputo subito, e mi sono domandata cosa si possa silenziosamente scatenare nella testa di un bambino nell'apprendere che all'improvviso (avendo lei saltato i passaggi consequenziali della terribile vicenda) il papà non tornerà più.
La compagna: una tra le tante venute dall'est in cerca di fortuna e tra le pochissime ad averla trovata (o almeno, così si poteva dire fino a una settimana fa), conosciuta in uno di quei luoghi dell'assurdo, un set cinematografico, in cui solo si possono conoscere e innamorare un bel ragazzo meridionale nipote di contadini, catapultato dalla sera alla mattina nel circo folle dello spettacolo, e una ragazzina magra, decisa a uscire dall'anonimato miserello delle sue origini polacche puntando su un visetto dolce, i tratti minuti ma due occhi grandi così, che fino a qualche giorno fa, prima di spegnersi quasi dalle lacrime, volevano divorare la vita, proprio come è stato detto di lui.
Intorno ai due, la morsa di un'attrazione fatale, purtroppo nel senso letterale del termine, per i riflettori, il successo, i soldi, forse non tanto in sè quanto per la possibilità di spenderli per vivere ai confini della realtà, in senso fisico ed emotivo, proprio come suppongo avvenga quando ci si lancia da un aereo con il paracadute.
Non sono d'accordo con quanto è stato scritto in questi giorni sui giornali: che Pietro Taricone si sarebbe distinto fra gli ormai innumerevoli protagonisti delle innumerevoli edizioni del Grande Fratello per il fatto di essere quello "diverso", quello "che non voleva farsi stritolare dal meccanismo televisivo delle comparsate", quello che "sì, voleva recitare, ma voleva arrivarci studiando e capiva che era una strada lunga e impegnativa".
Penso invece esattamente il contrario: che Pietro Taricone non abbia saputo, sostanzialmente perchè privo degli strumenti della cultura benchè probabilmente tutt'altro che stupido, opporre resistenza al richiamo delle sirene della vita spericolata, dell'ossessione del brivido (come si fa ad andare appositamente negli Stati Uniti per lanciarsi con il paracadute esattamente come si può fare, e aveva già fatto, in Italia, per poi tornare dal viaggio e di nuovo andare a lanciarsi con il paracadute?), del buttarsi in avanti senza pace, senza requia, perchè privi di un profondo perchè della propria esistenza, non individuato nemmeno nella paternità.
E così si butta via la vita, e a 35 anni ci si trova sepolti nel cimitero del paese accanto al nonno contadino, e la nonna piange il nipote con gesti e parole che non potrebbero aver meno a che vedere con lo spettacolo che deve continuare, e parlano invece di altri tempi, di un altro mondo e di un altro modo di vivere i lutti: totalizzante, assoluto, e in questa sua assolutezza di un'autenticità che spazza via con la violenza della vita vera, vissuta, l'immondo baraccone dentro il quale il nipote ha creduto, prendendo un tragico abbaglio, di trovare il senso della propria esistenza e la felicità.

Laura

UNA CITAZIONE RIASSUNTIVA DEGLI ULTIMI MESI

18 giugno 2010

UNA PROSPETTIVA RICONCILIANTE SUL PASSATO

Ogni tanto mi scappa di andare a curiosare nel sito del Dipartimento arti, musica e spettacolo della Statale, dove ho studiato (chi non ha periodicamente degli attacchi di revival nostalgico e anche un po' narcisistico, scagli la prima pietra).
Beh, in occasione dell'ultima visita sono stata proprio contenta, perchè ho visto che tante cose sono cambiate, in meglio, e ci sono tante attività e iniziative interessanti; addirittura parrebbe che finalmente, come il caro Degrada avrebbe tanto desiderato, ci sia un pochetto di sinergia con il Conservatorio e in generale con la vita culturale e musicale della città.
E poi, hanno provveduto alla catalogazione delle esercitazioni pre-tesi e delle tesi di laurea e alla pubblicazione on line del catalogo, ed eccomi qua (si legge piccolo piccolo, questa pagina corrisponde all'indirizzo http://www.unimi-musica.it/SeM/archivio/catalogo.php):
Una di quelle piccole cose che danno il senso di ciò che si è costruito.

Laura

P.S. Quella qui sopra sarei naturalmente io; ora che ho tagliato i capelli, la somiglianza è IMPRESSIONANTE!!!

17 giugno 2010

UN AMORE DI DONNA

Pomigliano, Marcegaglia alla Fiom
"Il vostro no all'accordo è incredibile"


Io di cose incredibili ne conosco altre: giusto per fare un esempio, il tenore di vita della signora (alla quale volutamente non concedo la "s" maiuscola), rispetto a quello degli operai di Pomigliano.
Il concetto di "incredibile" è veramente relativo...

Laura

15 giugno 2010

NOI SPERIAMO CHE PERDIAMO

Vi posso assicurare che non lo scrivo con compiacimento, nè tantomeno con la puzzetta sotto al naso degli intellettuali che "ah, per carità, io tutto quel che riguarda il fisico no, mi interessa solo la testa". Lo sport mi piace, a patto che sia vissuto da protagonisti e tifosi in modo sano, equilibrato, gioioso ma privo di fanatismi.
Sono innamorata della pallavolo, che avrei praticato volentieri ma ho dovuto sacrificare agli studi pianistici perchè avrebbe messo a repentaglio i polsi e le mani, e resto semplicemente incantata dalle evoluzioni dei campioni del pattinaggio artistico e dalle ginnaste.
Il calcio non mi entusiasma in sè e per sè, perchè lo trovo banale, poco legato all'intelletto e troppo alla pura abilità di gioco, e per nulla "estetico".
Ma quello che negli ultimi anni me lo ha reso veramente insopportabile sono gli eccessi della tifoseria italiota: una manica di mentecatti che dà il meglio di sè, ahimè, quando ci tocca la persecuzione dei Mondiali.
E quest'anno ci tocca; mi sembra sempre che fra un'edizione e l'altra passi un tempo del tutto insufficiente a riavermi dallo scatenamento della demenza dell'ultima volta. E come se non bastasse, in Sudafrica siamo i campioni in carica, con "il titolo da difendere con le unghie e con i denti".
Ricordo ancora con orrore il delirio di onnipotenza e identificazione dei miei compatrioti nei campioni del mondo e, in particolare, in Capitan Deodorante (alias Fabio Cannavaro; si veda in proposito il mio post del 14.05.09), nel 2006.
Una roba che neanche le folle oceaniche brasiliane per Ayrton Senna da vivo (e ancor più da morto), le quali almeno avevano e hanno a tutt'oggi la giustificazione dell'ansia e dell'illusione disperata del riscatto sociale. Ed ecco il punto: mi sa tanto che più passano gli anni e più, in queste occasioni agonistiche, si registra una sempre maggior somiglianza delle italiche masse intronate dalla tivvù con la povera gente dei cosiddetti "Paesi del Terzo Mondo".
In questo Paese alla deriva ci si dà tante arie e non si sopportano "i negher", ma in definitiva non si è affatto più emancipati e acculturati di quelli che "puzzano, o comunque non so, non è che puzzino, ma insomma hanno un altro odore della pelle". E ci si ricorda della bandiera e di un animalesco senso di appartenenza al branco solo in occasione dei Mondiali di calcio (lo stesso attaccamento al branco che si vive, durante l'inverno italico, la domenica allo stadio, dove ormai ne succedono di ogni).
La vittoria della squadra del cuore o della nazionale diventa pretesto per abbandonarsi a urla, bevute, denudamenti, insulti razzisti rivolti agli extracomunitari che, poveri disgraziati, per non sentirsi una volta di più umiliati, emarginati ed esclusi, fingono di condividere l'entusiasmo dei tifosi locali o lo fanno proprio, pur di sfogare una frustrazione che nè gli uni, nè gli altri sanno paradossalmente di avere in comune. Scene pietose, viste con i miei occhi sulla metropolitana milanese (a proposito, chissà quanto sarebbe piaciuto quella sera un bel viaggetto alla nostra sindachessa, donna Letizia Tumistufi, così entusiasta dei nuovi convogli della linea 1 qualche mese fa), la sera della vittoria dello scudetto da parte dell'Inter; che fra l'altro è da sempre la squadra del cuore in famiglia, per cui mi piacerebbe tanto poter condividere la sana soddisfazione di papà, nonno, zii e cugini senza avere sotto gli occhi questo penoso corollario di eccessi.
Non è che tutto questo sia una novità, o appartenga solo alla nostra realtà locale; basti pensare a cosa sono stati capaci di fare negli anni '80 gli hooligans in Inghilterra.
Ma è una magra consolazione, se è vero come è vero che il fenomeno si acuisce, guarda caso, in concomitanza con i periodi più magri e decadenti della storia sociale e culturale di un Paese.
E poi 'sta spocchia, 'sta onniscienza, 'sta faccia da sberle di 'sti giocatori ignoranti come capre, arcimiliardari, cocainomani e puttanieri alla faccia delle masse di poveracci che li osannano come dei. Questa settimana sulla copertina di Vanity Fair (giornaletto veramente penoso) campeggia lo sguardo tagliente e intimidatorio di Capitan Deodorante, l'uomo che non deve chiedere mai (perchè le più strafiche del pianeta gliela diano, gli basta infatti alzare il braccio e spargere gli effluvi afrodisiaci della sua ascella per ogni dove, specie se dopo la partita). Il quale dichiara "Italiani ingrata gente: “L’Italia è un Paese strano. Siamo campioni del mondo in carica e non siamo mai riusciti a gioire davvero di questa vittoria. Io ho vissuto tre anni a Madrid e ho sentito l’orgoglio degli spagnoli per la vittoria degli Europei del 2008. Mai sentito critiche: solo orgoglio e supporto. Ma la sfiducia sta avendo anche un effetto positivo: il gruppo si unisce, viene la voglia di rivalsa”".
MA QUESTO QUI, IO VORREI SAPERE COSA VUOLE. 'Sto Paese di mortaccioni lo ha coperto di miliardi, lo ha portato dalle stalle alle stelle (con rispetto parlando per le stalle medesime, sia chiaro), ci è stato finchè gli ha fatto comodo, poi a fine carriera è andato a raschiarsi il fondo del barile di grana in Spagna e ora a Dubai (così i suoi figli, spiega sempre su Vanity Fair, possono crescere in mezzo a culture diverse. Seeeeeeeeee, come no... è proprio il tipo che si pone il problema dell'educazione multiculturale dei figli... MA PER PIACERE, ma inventatele meglio, voi che scrivete queste gran palle e le mettete in bocca a costoro, che manco se le sognano di notte!). E poi, tanto per sciacquarsi la bocca, ci viene pure a dire che non lo abbiamo incensato abbastanza.
MA CHI SEI??? MA CHI TI VUOLE??? MA CHI TI SI FILA??? MA VERGOGNATI!!!
E vergognatevi voi tutti, che avete fatto di questa gente il vitello d'oro da adorare fanaticamente, senza più il ben dell'intelletto a sostenervi, offuscato com'è da Nostra Signora la Tivvù!!!
OOOOHHHHHHH, mi sento meglio.
Un bello sfogone ogni tanto ci vuole.
Adesso me ne vado a nanna.

Laura

11 giugno 2010

PROPRIO COME NELLE SCENETTE DI NANNI LOY!

Non so com'è che stamattina mi è venuto il paragone, parlandone con due delle mie (quasi ex) colleghe.
Ieri ho visto la scena grottesca del nostro premier che pianta in asso Zapatero alla conferenza stampa di benvenuto, e concentrandomi sull'espressione attonita dello spagnolo mi sono tornate in mente le facce di quelli ai quali Nanni Loy inzuppava la brioche nel cappuccino (avventori di bar ignari di essere ripresi da una telecamera nascosta), chiedendo loro con noncuranza "Scusi, posso fa' zuppetta?".
Ecco, Zapatero rimane lì tra il perplesso e l'incredulo proprio come quelli, che non sapevano se incazzarsi o ridere (ma di sconcerto).
Giusto per rinfrescarvi la memoria, o nel caso in cui non aveste mai visto l'imperdibile scenetta, eccovi Nanni in azione (poi tornate a vedervi Zapatero, e vedrete se non ho ragione):

Laura

10 giugno 2010

LA NOTTE DELLA REPUBBLICA (MA PROFONDA...)


QUESITO

Perchè ho visto Mouchette - Tutta la vita in una notte di Robert Bresson, e non ho capito che è un capolavoro della cinematografia di tutti i tempi (e una volta tanto non l'ha capito neanche Cri, che di solito mi dice che sono anti-culturale e dovrei vergognarmi di dire che mi annoio quando guardiamo i film d'essai)?
Bah... certo che arginare l'ignoranza è dura...

Laura

9 giugno 2010

MA ALLORA C'E' QUALCUNO CHE RAGIONA!

Caro, insostituibile Aldo Grasso!
Con il tuo aplomb, li demolisci tutti!
Stavolta tocca a quell'altra campionessa di cialtroneria piaciona e nazional-popolare che è la Clerici.

Gustatevi come la fa a pezzi (e si prende le sue pure Dalla, con la sua abominevole Tosca)!

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Televisioni&vxClipId=2524_a4f0abb8-73bb-11df-8fbb-00144f02aabe&vxBitrate=300

Laura
"Le persone che riescono in questo mondo
sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni che desiderano,
e se non le trovano le creano".

George Bernard Shaw

LE SPARA SEMPRE PIU' GROSSE...

Da Corriere.it di quest'oggi:
Berlusconi:
«Governarecon le regole della Costituzione è un inferno» 

Aaaaaaaaaaaahhhhhhhhh, ecco perchè sono 20 anni che siamo allo sbando totale!
E allora, scusa, se finalmente abbiamo individuato il problema, cosa ci vuole?
ELIMINIAMOLA!
In fondo non è che un pezzo di carta.
E poi adesso fanno dei modelli di tritarifiuti che sono veramente all'avanguardia!
S'intende che una volta eliminata, non la sostituiremo con nient'altro. In realtà, infatti, il problema è, come Silvio ben sa, che governare con le regole, TOUT COURT, è un inferno.
Vuoi mettere come sarebbe più facile governare SENZA regole del tutto???
E allora, santa Madonna, quest'uomo lo vogliamo mettere nelle condizioni di lavorare per noi, o no? Facilitiamogli un po' il compito! Togliamogli di mezzo 'sta zavorra!

Laura

VIBRAZIONI

ECCO PERCHE' QUESTA FOTO MI E' TANTO PIACIUTA!

E' la perfetta rappresentazione del mio vissuto musicale.
Sembra che io stia facendo dell'ironia. MA E' DETTO CON LA MASSIMA SERIETA'!
Ed è ESATTAMENTE DA QUI che forse, finalmente, mi sto rimettendo in moto.
Certo, data la situazione... non mi mancherà il mio bel da fare.

Laura

5 giugno 2010

LA PUSSY BUBU FA LA NANNA

'MOOOOREEEEEEEEEEEEEE
!!!!!!!!!!!!

4 giugno 2010

CAVOLO, MA QUANDO TI DECIDERAI A CONSIDERARMI???

Forse adesso con questo taglio di capelli avrò qualche chance in più...

Laura

MI SONO DI NUOVO TAGLIATA I CAPELLI

...e ho pensato che in fondo anche questo non è altro che un ritorno alle origini.
Se infatti ho i capelli ricci, vorrà ben dire che c'è in me il seme della ribellione, o no?
E allora, moooolto meglio un taglio alla Angela Davis (del resto il buon vecchio Nino, mio insegnante di ginnastica al liceo di origine eritrea, già lo diceva...) piuttosto che la lunga chioma preraffaellita che mi sono portata appresso per tanti anni. Non la rinnego, ma ha fatto il suo tempo.

Laura

3 giugno 2010

RANIA AND THE GUITAR

GRANDI, GRANDISSIMI GRANDMA & GRANDPA!!!


63 ANNI
DI MATRIMONIO!!!!!!!!!!!

UN'OTTIMA OPERAZIONE DI MARKETING

Complimenti alla redazione di Libero, per come sempre dimostra di saper interpretare e, soprattutto, cavalcare lo spirito dei tempi:

A VERY, VERY, VERY IMPORTANT UPDATE!!!!

Il dado è tratto. Si volta pagina.
Si sa che si conosce sempre, nel bene e nel male, ciò che si lascia, mentre ciò a cui si va incontro è tutto da scoprire.
Ma era tempo di imprimere una VERA svolta, e un'accelerazione, al piano professionale, e anche a quello esistenziale.
Qualcosa mi dice di aver posto, quantomeno, delle buone basi sulle quali ricominciare.
E poi si vedrà.
Per ora mi godo la ritrovata serenità, da tanto tempo ambita, un senso di pienezza, di meritato traguardo, di gratitudine a me stessa, perchè davvero mi dovevo tutto questo, e anche di "redistribuzione degli equilibri", diciamo così: una raddrizzata dei piatti della bilancia fra il dare e l'avere, che non poteva tardare ancora molto ad avvenire.
Dopo tanti anni, tante energie profuse, tanto investimento su me stessa, tanti sacrifici, ore di studio, di ascolto, di letture, di cose fatte e viste, di nutrimento della mente, adesso è tempo di dare corpo, forma, voce a tutto ciò. E' tempo di dargli UN SENSO.
Oggi VERAMENTE, PER LA PRIMA VOLTA NELLA VITA, mi dico con generosità e riconoscenza verso me stessa:

Brava, perchè hai ritrovato le energie giuste.
Brava, perchè ti sei fatta aiutare.
Brava, perchè non hai smesso di crederci.
Brava, perchè ti sei sbattuta come una pazza.
Brava, perchè sei stata umile.
Brava, perchè hai aspettato il momento giusto.
Brava, perchè non hai preso scorciatoie.
Brava, perchè ti sei difesa.
Brava, perchè hai detto NO.
Brava, perchè comunque hai fatto tesoro di TUTTO.
Brava, perchè hai sempre giocato pulito,
rispettando le regole.
Brava, perchè non hai mai mancato di rispetto, educazione, buona volontà.
Brava, brava, brava!!!!!!!!!!!

25 maggio 2010

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Elsa Morante su Mussolini, 1° maggio 1945.
Da Pagine autobiografiche postume, pubblicate in Paragone Letteratura n. 456, febbraio 1988

CIALTRONE ITALICHE OLTRE LA SOGLIA DEL PUDORE

Giuro che non ho inventato niente. Prendetela così com'è, e fate le vostre considerazioni:

Da Corriere.it:

L'imbarcazione è stata sequestrata dalla guardia di finanza
Gregoraci: «Fuori dal nostro yacht Nathan Falco non è più sereno»
La ex showgirl parla del «terribile incubo»: «Il bambino ha risentito più di tutti di questo brusco cambiamento»

Che ne dite, ci sta nella Top Ten della mia rubrichina? Io direi che ha tutti i requisiti.
(Lui in costumino l'ho già messo recentemente su questo blog, ma anche qui sopra non è niente male...).

Laura

CURIOSO ESPERIMENTO SULL'OPERA

19 maggio 2010

BENARRIVATA MATILDA!!!!!!!!!!!!!!!!!!


CIAO MATILDA,
BEN ATTERRATA!

ZIO CRISTIANO E ZIA LAURA
TI DANNO
UN CALOROSO BENVENUTO!

9 maggio 2010

MA GUARDA TU CHI MI DEVE TORNARE IN MENTE...

Mi è tornato in mente osservando l'opera dell'artista Liz Craft che potete vedere nella mia rubrica Strani personaggi, qui accanto (salite un po' con la barra di scorrimento e lo trovate).
Allora mi è venuto il cinque minuti di recuperarlo su You Tube.
Troppo forte!



Laura

STORIE EMOZIONANTI DAL MONDO ANIMALE


30 aprile 2010

CIALTRONI ITALICI'S NEW GENERATIONS - LA SAGA CONTINUA

Da Repubblica.it:

Il figlio del leader della Lega, appena eletto consigliere regionale in Lombardia, non sosterrà gli azzurri nella difesa del titolo in Sudafrica: "Il tricolore per me identifica un sentimento di cinquant'anni fa".

29 aprile 2010

GRAN GALA' DELLA CULTURA DI DESTRA

Stasera accendo la televisione (è sempre una PESSIMA idea) e mi sintonizzo su RAI 3 (anche perchè praticamente è l'unico canale che vediamo: RAI 1 è partita, RAI 2 quasi, Rete 4 non l'abbiamo mai vista nè ovviamente rimpianta, Canale 5 va e viene. Italia 1 si vede decentemente, e ogni tanto mi guardo qualche pezzettino delle Iene).
Tenete bene a mente che ho detto RAI 3; non il canale colonizzato da Minzolini, bensì quello che dovrebbe essere ancora l'ultimo, disperato avamposto della sinistra in RAI. Per quanto mi dimentichi troppo spesso (direi una dimenticanza freudiana, tesa a coprire ciò che, se ricordato, potrebbe causarmi traumi inenarrabili) che il TG su questo canale è da tempo nelle mani della Lega.
Ebbene, ci sono occasioni in cui tale penosa paternità "balza chiaramente all'occhio", per citare Cochi e Renato. Ed è questo il caso di stasera, con l'anteprima in gran pompa di un nuovo musical-pappone (ne sentivamo giusto la mancanza) questa volta ispirato a I promessi sposi (ne sentivamo ancor di più la mancanza!). Diretta presentata nientepopodimenoche dal Duomo di Milano, con enfatiche riprese dall'alto della cattedrale stracolma di vipponi, assessori, sciantose e magnaccioni in grande spolvero ma, nel contempo, addestrati a indossare la compita e pensierosa maschera di circostanza che una serata di tale valore culturale e morale meritava. Le telecamere si soffermavano su volti divisi tra ascolto concentrato e consapevole e dolente riflessione sulle brutture del mondo. Essendogli stato raccomandato dagli organizzatori di assumere pose ed espressioni da san Sebastiani e pie donne, in quanto la serata avente scopo benefico per iniziativa del cardinal Tettamanzi (l'unico che, più volte inquadrato, appariva veramente e seriamente concentrato sia, purtroppo, nell'ascolto, sia sui temi evocati dalla serata: Fede, Speranza e Carità. Giusto i valori che nella Milano di oggi si respirano nell'aria, anzi, direi, si toccano proprio con mano).
Pensavo che quello sciagurato parto della nostra sottocultura televisionara che è appunto il musical-pappone (orrido coacervo di citazioni a casaccio, scenografie da "kolossal de noantri", urla sguaiate spacciate per nobile canto lirico, vergognose "orchestrazioni" (??????) e sciagurate "libere interpretazioni" di contesti storici, costumi, tipi e caratteri) avesse già raggiunto la pienezza della propria maturità con Notre Dame de Paris di Cocciante e, ancora di più, con la Tosca di Dalla presentata agli Arcimboldi l'anno scorso (per la serie Come abbandonare a penoso destino un teatro ben concepito sotto il profilo architettonico e dotato di ottima acustica, destinandolo a scandalosi sottoprodotti culturali hard-hard-hard discount).
E INVECE NO! Ancora non avevamo toccato il fondo. Mancava giustappunto questa scintillante serata, nella quale devo dire niente, ma proprio niente è mancato all'appello:

- la brava presentatrice, ossia una Lorena Bianchetti addestrata come un chi hua hua infiocchettato a recitare perfettamente la parte della conduttrice casta e pura, dolce e rassicurante, professionale ma soprattutto profondamente coinvolta e scossa a livello personale dai densi contenuti culturali ed etici della serata. Domanda: possiamo sapere quanto è stato sganciato alla signora per tale oratoriale prestazione?
- i due bravi tenori, i due sconosciuti talenti nascosti finalmente giunti alla ribalta: due veri Cicì e Cocò, due scandalosi urlatori che neanche nella più sciamannata messinscena da oratorio potrebbero fare una porca figura... a ugola all'aria come due tacchini strozzati in prima serata sulla tivvù nazionale. Due degnissimi emuli del terzo illustre sconosciuto del terzetto sanremese Pupo/Emanuele Filiberto/Sarcazzochiè.
- un agghiacciante repertorio di canzonette inneggianti a Milano, luogo magico in cui c'è tutto quel che si può desiderare e la gente nelle case sta bene ed è felice. Naturalmente il tutto enfatizzato da cori trionfali, apoteosi di acuti, squilli di campane e inquadrature del povero Signore Gesù Cristo lassù in alto, sopra l'altare del Duomo, che gli toccava assistere a questo vergognoso scempio, allestito con lodevoli intenti da parte del cardinale, pover'uomo, ma biecamente sfruttato per una becera, disgustosa propaganda che non ha trovato niente di più originale che andare a scomodare il Manzoni.
Appunto, il Manzoni. Che ci azzeccava in tutto ciò?
Unica nota dignitosa della serata, le letture di Albertazzi dal romanzo. Però anche lui, ma ha proprio bisogno di prendere parte a vergognose operazioni demagogiche di questo livello? Insomma, non so, dopo una vita spesa sul palcoscenico come Albertazzi Giorgio e non certo Pinco Pallo, se si sente e si desidera dare ancora qualcosa del proprio talento, che lo si metta a disposizione non solo per le buone cause, ma Santo cielo per delle proposte culturalmente dignitose!
CHE SCANDALO, CHE VERGOGNA, CHE PENA! Nemmeno il Festival di Sanremo di quest'anno (il che è tutto dire) mi ha fatto a tal punto inorridire.

http://it.notizie.yahoo.com/19/20100428/ten-rai-i-promessi-sposi-arrivano-al-duo-b61c902.html

http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/10_aprile_26/promessi-sposi-in-duomo-1602908008112.shtml

Laura

P.S. Nella foto, una smagliante Lorena Bianchetti in versione involontariamente leghista. Effettivamente le si addice.

UN'INTESA VISSUTA ANCHE IN TEMPI E IN MONDI LONTANI


ARIECCOMI!!!

Eh, lo so, lo so... mi sono eclissata per un bel po' di tempo!
Ma credetemi, ho le mie buone ragioni... E' un periodo piuttosto movimentato e pieno, e il mio amato blogghino è dovuto finire in coda alle serratissime tabelle di marcia dell'ultimo paio di mesi.
Mi sono comunque data da fare per accantonare nel frattempo svariati spunti di riflessione, documenti, argomenti, immagini... e ho messo insieme un archivio interessante dal quale ora, un po' per giorno, potrò andare a pescare a piene mani!
Cominciamo con un aggiornamento doveroso alla mia RUBRICHINA DEGLI ITALIANI VIRTUOSI, con un ricordo di Edmondo Berselli (che devo dire non conoscevo, e sarà bene porre al più presto rimedio a questa lacuna con qualche lettura). Prematuramente scomparso in questi giorni, Berselli è senz'altro uno di quelli di cui si sentirà molto la mancanza in questo disgraziato Paese:
http://www.sardegnademocratica.it/articolo/23484/addio-berselli-giornalista-di-vita.html
Mi duole invece constatare che non mancano mai i soggetti ideali per la RUBRICHINA DEI CIALTRONI ITALICI. Anzi, mi sono resa conto in questi giorni che avevo dimenticato una vera punta di diamante: ecco il mitico Flavio Briatore, da pochi giorni reso (attempato) papà, dalla smagliante Elisabetta Gregoraci, del piccolo... Nathan Falco (?????????????????????).
Poichè la grande Luciana Littizzetto ha già più degnamente commentato la scelta del nome per il rampollo della casata Briatore, non mi dilungherò sul tema.
Piuttosto...
Vedete un po' voi che abisso può separare un Italiano con la "I" maiuscola (vedi sopra) da un fulgido esempio di italianità... come dire... ecco... "ruspante":
E' proprio vero che lo stile, quando ce l'hai ce l'hai.
E' quando non ce l'hai CHE E' UNA TRAGEDIA!!!
E questa è solo l'entrée... giusto per riprendere il filo del discorso, e soprattutto il tono del Roman!
Ben ritrovati!
Laura

6 aprile 2010

"ALICE IN WONDERLAND" DI TIM BURTON

...beeeeeeeeeeeeeeello!!!!!!!!!!!!!!!
E inoltre, a ben vedere, MOLTO più vicino al reale di quanto si pensi... inquietanti somiglianze con personaggi del "mondo di qua"...

Laura