1 dicembre 2008

UN SABATO A FIRENZE TRA JORGE EIELSON E RINASCIMENTO

Sabato siamo scappati da una Milano più piovosa, umida e triste che mai per passarci una bella giornata a Firenze, dove abbiamo simbolicamente ritrovato Jorge Eielson, grande artista peruviano che Cristiano ha avuto la fortuna di frequentare amichevolmente nei suoi ultimi anni di vita milanese. L'occasione è stata una bella mostra inaugurata a Palazzo Vecchio grazie al neonato Centro Studi Eielson, creato dalla studiosa di letteratura ispano-americana Martha Canfield.
La Canfield è stata a sua volta grande amica di Eielson, è ora l'erede dei suoi lasciti artistici e vuole fare della fondazione fiorentina un centro studi dedicato alla cultura sudamericana in generale.
Padrino della settimana di manifestazioni e convegni che hanno preceduto l'inaugurazione di sabato mattina è stato, non a caso, Mario Vargas Llosa.
E' stato anche realizzato un bel catalogo, occasione e pretesto per un lavoro di ricatalogazione delle opere di Eielson, e anche per creare una raccolta di testimonianze e omaggi artistici di amici e conoscenti che hanno gravitato intorno a lui.
Fra questi anche Cristiano, che ha avuto la soddisfazione di vedere pubblicato il suo ritratto Jorge in Sardegna, terminato poco tempo dopo la sua scomparsa. Una bella riproduzione, fra l'altro molto fedele nei colori all'originale. Il quadro ve lo mostro qui sopra, vedete come la pittura di Cristiano oscilli fra dimensione figurativa e astratta, realistica e surreale, per cui il ritratto di Jorge da un lato ne ricorda davvero la fisionomia, dall'altro lo proietta in un mondo di fantasia e bizzarri frammenti colorati, fluttuanti in uno sfondo nero senza profondità.
Di Firenze avevo un vago ricordo dai tempi della gita scolastica (!!!), e quindi l'ho rivista (anzi, si può dire, l'ho vista per la prima volta) molto volentieri, benchè anche lì la giornata fosse burrascosa. C'era però un MAGNIFICO cielo plumbeo, con schiarite a tratti, che ha splendidamente reso nelle fotografie, di cui vi do un saggio (è uno scatto di Cristiano che secondo me è la foto in assoluto più bella e suggestiva della giornata).
Dopo la recente visita di lavoro alla Biennale di Venezia, a breve distanza di tempo mi sono trovata in un'altra delle nostre città d'arte, e devo dire che veramente la loro bellezza e suggestione sono ancora forti, e uniche. E lo dico dopo le sorprese e le emozioni che, pure, gli Stati Uniti ci hanno riservato quest'estate. Ma è l'aria che si respira in queste nostre città, sono le voci, le evocazioni, i colori e la luce del cielo del tutto particolare ciò che ancora può giustificare, e anzi rendere unico, credo, il "voyage en Italie". Questo davvero potrebbe essere un Paese unico al mondo, se non fosse così abbruttito dal baratro di sottocultura in cui è precipitata la sua gente.
E pensare che basta guardare allo scatto dei muscoli del Perseo di Cellini, ai suoi piedi la raccapricciante testa mozza della Medusa, o le incredibile torsioni del gruppo del Ratto delle Sabine del Giambologna sotto la loggia dei Lanzi, accostati alle testimonianze scultoree della romanità allineate in una enigmatica teoria contro la parete di fondo della loggia, per sentirsi di nuovo, in un attimo, trasportati indietro di secoli, e capire cosa potè significare vivere in questo Paese per chi aveva allora il privilegio di circondarsi di arte, bellezza e cultura.
Laura

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