15 maggio 2012

DIVERSITA' (SOTTOTITOLO: QUESTIONE DI STILE)

GUARDATE LEI:


E POI GUARDATE LEI:

ECCO. 

Laura

12 maggio 2012

UN SABATO COME TANTI ALTRI (TROPPI)

Bene, ed eccoci qua al fine settimana.
Si ripropone l'eterno quesito: si sta meglio durante la settimana stessa, quando si corre dentro la ruota come i criceti - immagine che ultimamente evoco spesso, in quanto mi pare la più aderente al nostro collettivo affannarci dei giorni feriali rincorrendo obbiettivi che mai saranno raggiunti - oppure quando ci si può fermare, scendere dal treno in corsa impazzito e...
Appunto.
E... cosa?
E... mettere a posto la spesa?
E... pulire casa?
E... vagare in Internet come un'anima in pena alla ricerca di stimoli virtuali, dato che sempre meno, sempre meno, sempre meno ne arrivano dal mondo reale?
E... scrivere mail segnalando i miei post su questo blog a un gruppo di "contatti" (mi fa sempre più sorridere amaro questo termine "contatti", esattamente come mi fanno sorridere gli "amici" di Facebook o le "cerchie" di Google+: contatti che non contattano, amici che non amicano, cerchie che non fanno cerchio. Nomi inventati per realtà inesistenti, laddove non siamo altro che sempre più, non spero ovviamente ma credo, monadi chiuse in una rassegnata accettazione di vite generalmente assai al di sotto delle proprie giovanili, colpevolmente ingenue aspettative e ambizioni); dicevo, scrivere mail a un sempre più selezionato e sparuto gruppo di contatti, dal quale ogni volta decido di togliere, piuttosto che aggiungere, qualche indirizzo, che tanto non mi risponderà mai e probabilmente nemmeno mi leggerà?
E... sentire che il tempo libero, piuttosto che apparirmi come una straordinaria risorsa da sfruttare in ogni minuto, in ogni secondo, mi appare come un vuoto pneumatico da attraversare, sperando che si esaurisca al più presto per tornare a correre dentro la ruota e così facendo non avere il tempo di pensare?
E... cercare di entrare nella testa degli altri (inutile tentativo), per capire se lo sentono anche loro che manca il senso, e fanno finta di niente oppure proprio non se ne accorgono?
E... non sapere delle due ipotesi quale preferire?
E... non sapere dove diavolo è finito il passato, che mentre si bruciava e non ne rimaneva che polvere non me ne sono accorta, e adesso mi pare di essermi persa tutto per strada, e di non avere né passato né futuro?
E... vedere che la gente figlia NONOSTANTE, e domandarsi se forse non sia in qualche modo una forma di risposta, o addirittura una forma di "saggezza della specie"?
E... sapere che scappare non è una soluzione, eppure desiderarlo sempre di più e non poterci fare niente?
E... andare tre giorni a Lione, che almeno vedo qualcosa di meglio che non la stazione di Sesto FS, i corridoi della metropolitana trasformati in suk dove la principale merce di scambio è la disperazione, i quartieri dei ricchi  che esisteranno in secula seculorum anche in mezzo alle peggiori crisi epocali, chiusi nel loro solipsistico vivere del possesso dei soldi anche se non necessariamente li spendono, ma li tengono lì e ciò basta a dar loro senso e soddisfazione?
E... pensare che aveva ragione Dietrich Bonhoeffer, artefice del fallito attentato a Hitler, quando elaborò la teoria del "problema degli stupidi", nella quale (come ben spiega Goffredo Fofi) si sostiene che:
1. contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza ma contro la stupidità non abbiamo difese. Lo stupido è soddisfatto di sé e non ascolta argomentazioni, ma parlandogli ci si accorge che non si ha a che fare direttamente con lui personalmente, ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato.     
2. dovremo rinunciare ad ogni tentativo di convincere lo stupido.   
3. inutile cercar di capire cosa pensi “il popolo” da parte di chi pensa e agisce in modo responsabile. Utile è cercar di fare quanto è possibile perché reimpari a pensare, ma a partire da cosa se non dall'esempio di pochi, dall’attenzione che i non-stupidi potranno avere per loro, purché, aggiungo, siano davvero non-stupidi? 
4. L’Italia è un paese di stupidi, di un’immensa maggioranza di stupidi di cui facciamo in qualche modo parte tutti, catturati dal binomio diventato indissolubile, che ci ha drogati e pervertiti: il consumo-e-consenso. 
E... pensare che non dovrei avere pensieri così cinici ma invece dovrei amare COMUNQUE il diverso e l'altro da me, e provare non rabbia ma compassione per la moltitudine degli stupidi, ma non è imponendomelo razionalmente che ci posso riuscire?
E... guardare fuori dalla finestra e vedere che tutto è immobile, e che su tutto si sta stendendo la cappa afosa ammorbante mortifera che fra poco comincerà ad assediarci come implacabilmente accade ormai ogni anno, come una pena di contrappasso, come un rabbioso assedio ai nostri corpi collettivamente colpevoli dell'ammaloramento di questo disgraziato pianeta; un assedio che intacca poi anche la mente e l'anima, che non si riesce più nemmeno a pensare e a sentire dal caldo che fa e vorresti abbandonarti al calore che confonde i contorni delle cose, che tutto porta alla decomposizione, sederti e aspettare che siano le cose e gli eventi a fare di te ciò che vogliono e sia quello che sia una buona volta, deporre le armi, arrenderti, ammettere la sconfitta, saper dire "Va bene, okay, ho perso, ho combattuto e ho perso, ma almeno posso dire di averci provato"?   
E... doversi accontentare, e detestare il fatto di doversi accontentare, e ancora di più che TI DICANO che ti devi accontentare (perché il doversi accontentare ti appare come un'ingiusta punizione per colpe che non hai), con insopportabili sermoni che non hai più voglia di ascoltare perché è passato il tempo che eri una brava bambina che ascoltava ed eseguiva?
E... sentirsi indietro, indietro, indietro, mentre gli altri, NONOSTANTE, vanno avanti (non fa niente dove)? E in certi momenti invidiarli DA MORIRE, DA MORIRE, DA MORIRE, e desiderare di morire e rinascere fatta come loro, senza gli occhi per vedere, senza l'anima per sentire, e così poter vivere una vita interiore decente, che alle volte ti pare di essere venuto al mondo solo per star male da cani? 
E... accorgersi (provando per questo terrore e raccapriccio) che per la maggioranza delle persone che ci circondano non provi NIENTE, ma NIENTE DI NIENTE? Non affetto, non partecipazione, non condivisione, non interesse, non trasporto, non comprensione? 
E... sapere che sicuramente stai sbagliando qualcosa, ma non trovare il bandolo della matassa, l'uscita di sicurezza, il montaliano varco nella rete? 

Amen.

Laura   

8 maggio 2012

FRAGRANZE DIVINE

Da Corriere.it di oggi:

...ahhhhhhhhhhhhhhhh, beh, posso immaginare!!!
Ma ora, vogliamo conoscerne la fragranza. Non possiamo rimanere con questa curiosità.
Gelsomino?!? Sandalo?!? Vetiver?!? O il massimo della rara finezza, il Patchouli (su cui a suo tempo le Iene firmarono un memorabile servizio)? 
Ah, Began, donna toccata da sommo privilegio!

Laura

P.S. Presumo che per acconsentire a che tu gli baciassi i piedi, l'Unto del Signore (speriamo NON nei piedi) ti abbia ingiunto di dargliela. Ma cosa vuoi che sia stato, così piccolo pegno per così grande onore?    

GENI DEL MONDO BLOGGER

Questo è un GENIO:

E anche questo sa il fatto suo:

Ultimamente ne sto scoprendo parecchi.
Tutti sagaci, tutti spiritosissimi, tutti maledettamente bravi con la penna in mano.
E devo dirlo: da una parte sono invidiosa (vedi post
http://leromanderenart.blogspot.it/2012/04/mi-manca-lironia.html), ma dall'altra sono proprio contenta che esista questo straordinario mondo parallelo, questa Italia intelligente, riflessiva e sveglia, fatta di gente un po' diversa dai seguaci (maschi bavosi e femmine invidiose) di:


...e compagnia bella (bella?!? Figa, certo, in qualche caso, ma non per questo "bella gente"; ah, a proposito, l'ultima in basso a destra è la Canalis, per la cronaca. Credeteci, credeteci, anche perché è lei quella VERA, non quella VIRTUALE costruita pezzo per pezzo negli studi di posa e nelle mani dei truccatori).

E devo dire anche un'altra cosa: che il Roman ultimamente mi pare, nella sua veste grafica, quel pelo TROPPO lezioso, per non dire stucchevole. No, anzi, rettifichiamo: non che fino ad ora non lo sapessi. Lo sapevo, ed era voluto, cercato, fatto apposta.
Però però... mi sa che tra poco potrebbe scattare un restyling EPOCALE. Anche sulla scia di quanto osservo negli altri blog, ma non solo. Soprattutto in considerazione dei miei movimenti sismatici, che hanno quasi sempre  una proiezione abbastanza vistosetta verso l'esterno.  
Vedremo...  

Laura

7 maggio 2012

LODEVOLI INIZIATIVE PER LA FAME NEL MONDO

Da Repubblica on line di oggi:

Tre generazioni di Crawford a confronto: nonna Jennifer, mamma Cindy e la piccola Kaia di 11 anni. È la prima volta che le tre posano insieme, bellissime e sorridenti e lo fanno in vista della Festa della Mamma. Cindy, la supermodel dal patrimonio valutato in 100 milioni di dollari, è infatti la protagonista di un concorso lanciato per il marchio di moda JCPenney.com. In un video nel quale Cindy, Kaia e Jennifer si dichiarano il loro affetto, la supertop spiega il concorso. Gli utenti di Facebook devono postare un'immagine della propria madre e spiegare il dono più grande che lei ha fatto loro sulla pagina del brand. L'utente che posterà il ricordo più bello potrà vincere 1000 dollari di shopping da fare con la propria madre, in compagnia di Cindy Crawford.


Laura

SULLE ELEZIONI IN FRANCIA

PRIMO:
Parto dal presupposto che il nostro futuro non sarà più tanto segnato dalle forze politiche, dalle loro strategie e decisioni, dalla destra o dalla sinistra o dal sopra o dal sotto, quanto piuttosto da altri fattori e attori; e questo non lo dico io, caccola qualunque, ma numerosi cervelloni esperti di questi temi.
Un po' per questa consapevolezza, e un po' perché mi devo francamente sforzare, ma proprio parecchio sforzare, per non sposare la tesi dei qualunquisti secondo la quale "sono tutti uguali" - e mi sforzo più per non andare a mescolarmi con loro che per la convinzione che non abbiano almeno un po' ragione; convinzione della quale sempre meno sono convinta, non per quanto concerne le idee ovviamente, bensì per le persone che in questa congiuntura storica le rappresentano - dunque dicevo, un po' per questo e un po' per quello, non sono certo qui a commuovermi a calde lacrime per la vittoria di Hollande. Per quanto Sarkozy mi stesse cordialmente sulle palle, con quella sua arietta da parvenu riverniciato e la sua arrogante ansia di protagonismo e riscatto da quelle che lui stesso considerava di sé le sconvenienti origini di immigrato sfigato.
Ciò detto, poiché siamo in piena era "Mi-tocca-scegliere-il-meno-peggio-fra-quel-che-mi-passa-il-convento", meglio comunque Hollande. O per meglio dire, meglio comunque un socialista (o uno che dichiara di esserlo, mettiamola così) piuttosto che un fascista. Che poi il sedicente socialista sia Hollandesarcazzochiè o Unaltrosarcazzochiè, mi risulta di secondaria importanza.
E ciò per quanto strettamente attiene alla questione politica.
Ma soprattutto...
SECONDO:
Attendevo con ansia il risultato elettorale francese per veder sloggiare dall'Eliseo la donna che più mi sta sulle palle nell'intero panorama del jet set internazionale: LA CARLA'.
La mia scarsa simpatia per la "signora" non è cosa nuova per i lettori di questo blog (si vedano al proposito i post etichettati "Carla Bruni").
Immenso dunque il mio giubilo nello scoprire che all'indomani della pesante sconfitta del marito - che definirei, senza tema di esagerare, l'uomo più opportunisticamente sposato da una donna in tutto il secolo XXI, e anche nel XX da poco concluso - i numerosi detrattori francesi della Carlà si sono scatenati su Twitter, prendendola sanguinosamente per i fondelli.
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh, qual godimento, qual soddisfazione! Qual momento di intensa condivisione di satanici sberleffi all'indirizzo della modella-cantante-compagna-comunista-del-filosofo-comunista-e-dopo-di-suo-figlio-e-poi-ho-cambiato-idea-non-sono-più-di-sinistra-perché-mi-conviene-sposare-questo-tappo-fascista-e-quindi-faccio-di-necessità-virtù-e-mi-metto-le-ballerine-perché-se-no-si-vede-che-gli-piscio-in-testa-e-lui-non-potrebbe-mai-sopportare-di-avere-una-moglie-più-alta-di-lui-e-poi-al-volo-ci-faccio-una-figlia-che-ci-sta-sempre-bene-per-pararmi-il-culo-anche-sul-dopo-presidenza-che-avevo-già-capito-qualche-mese-fa-che-buttava-male-e-quindi-mi-sono-blindata-il-futuro-per-benino-mica-che-questo-se-non-gli-servo-più-come-bella-statuina-mi-scarica-son-più-furba-io-di-lui.
TERZO:
In ogni caso, a sinistra SIAMO SEMPRE MEGLIO, uomini o donne che siamo. E lo siamo primo per il cervello, e secondo se permettete anche per lo stile, che non è acqua e se non ce l'hai non te lo inventi.
Se vogliamo rimanere sul femminile, basta confrontare la Carlà, Master of the Universe della categoria "faccia smorta figa forta" nonché di quella "non so fare una beata minchia ma mi faccio largo grazie ad altre doti", con la neo-première dame, la giornalista Valérie Trierweiler. Primo, appunto, la Trierweiler è una giornalista e non un'ex modella, con tutto il rispetto per le modelle ed ex modelle. Secondo, non ha l'aria di una geisha invecchiata incrociata con una bambola di porcellana a cui sono stati rinforzati di recente gli zigomi con il DAS. Terzo, non ha cambiato fulmineamente guardaroba durante la campagna elettorale del marito, passando dal massimo dello scianto stralusso al look "finto-donnetta della banlieue" nel patetico tentativo (complimenti alla sagacia dei consulenti d'immagine di Nicolas) di farla sembrare "una qualunque" in considerazione dei tempi di crisi, e in tal modo favorire la rielezione del consorte. Quarto, si è messa con Hollande PRIMA che diventasse un uomo molto potente, anzi, a ben vedere MENTRE ancora lui si riprendeva dal tostone politico subito dalla precedente compagna, la Royal, e si metteva a far politica in proprio dopo aver fatto il suo uomo-ombra. E ho come il sentore che preferirà di gran lunga far politica attiva al fianco del marito piuttosto che figliare a scopo politico.
Capito, mia bella gente di destra e mia bella Carlà, come si sta al mondo, come si fa politica e come ci si presenta all'opinione pubblica se si ambisce a fare la moglie di Monsieur le Président (e possibilmente non per una sola legislatura, stile meteora)?  
QUARTO:
Segnalo a margine, a puro scopo liberatorio, cosa penso del parere sul risultato elettorale francese che la "signora" Llera Moravia, di cui ingenuamente pensavo di essermi liberata datosi che da anni non esternava più su tutto e tutti, ha sentito invece l'insopprimibile necessità di esprimere:

"«Moi française» non avrei votato per Hollande."

Ebbene, come sacrosantemente hanno detto stamattina alla rassegna stampa delle 8.00 su Radio Pop, 

E CHISSENEFREGA????????????????????

Laura    

6 maggio 2012

IL PIANISTA. CIOE', PROPRIO NEL SENSO DEL PIANISTA PER ANTONOMASIA



JAVIER MARIAS - UN CUORE COSI' BIANCO

"(...) E l'impazienza derivava dalla consapevolezza che non avrei mai più sentito ciò che non avessi udito in quel momento; non ci sarebbe stata ripetizione, come quando si ascolta un nastro o si guarda un video e si può tornare indietro, no, ogni sussurro non catturato e non compreso sarebbe andato perduto per sempre. E' la disgrazia di quanto ci succede e non viene registrato, o peggio ancora, nemmeno saputo né visto né sentito, perché in seguito non sarà possibile recuperarlo. Il giorno in cui non siamo stati insieme non potrà essere modificato, ciò che ci avrebbero detto al telefono quella volta che non abbiamo risposto non verrà detto mai più, né con le stesse parole né con lo stesso valore, e tutto sarà leggermente diverso o diverso del tutto per la mancanza di coraggio che ci dissuase dal rispondere. Ma anche se quel giorno siamo stati insieme, o eravamo a casa quando ci hanno telefonato, o abbiamo avuto il coraggio di parlare vincendo la paura e dimenticando il rischio, anche così nulla potrà ripetersi, di conseguenza arriverà un momento in cui l'essere stati insieme sarà come non esserlo stati, o aver risposto al telefono come non averlo fatto, e aver avuto il coraggio di parlare come aver taciuto. Anche le cose più indelebili hanno una durata, come quelle che non lasciano traccia o neppure succedono, e se le possiamo prevedere, annotare o registrare e filmare, e ci circondiamo di promemoria e addirittura cerchiamo di sostituire l'accaduto con la sua mera conferma, registrazione e archiviazione, di modo che ciò che accade realmente non sia, fin dall'inizio, che il nostro annotare, registrare o filmare, nient'altro; pure in quest'infinito perfezionamento della ripetizione avremo perduto il tempo in cui davvero le cose accaddero. (...). E nonostante tutto non possiamo far altro che impostare la nostra vita ad ascoltare e a vedere e a partecipare e a sapere, convinti che la nostra vita dipenda dallo stare insieme un giorno o dal rispondere a una telefonata, o dall'avere il coraggio, o da commettere un crimine o causare una morte e sapere che è stato così. A volte ho la sensazione che niente di ciò che succede succeda davvero (...) e la debole ruota del mondo viene spinta da smemorati che ascoltano e vedono e sanno ciò che non si dice e non avviene e non si conosce né si può dimostrare. Ciò che avviene è identico a ciò che non avviene, ciò che scartiamo o ignoriamo identico a ciò che accettiamo o afferriamo, ciò che sperimentiamo identico a ciò che non proviamo, tuttavia la vita passa e passiamo la vita a scegliere a rifiutare a selezionare, a tracciare una linea che separi quelle cose che sono identiche e faccia della nostra storia una storia unica da ricordare e da raccontare. Impieghiamo tutta la nostra intelligenza e i nostri sensi e le nostre ansie al fine di discernere ciò che sarà uniformato, o che lo è già, e per questo siamo pieni di rimpianti e di occasioni perdute, di conferme e riaffermazioni e di occasioni sfruttate, quando l'unica certezza è che nulla si afferma e tutto si perde. O forse non c'è mai stato niente." 

"(...) Il mondo intero spesso si muove solo per smettere di occupare il proprio posto e usurpare quello di un altro, solo per questo, per dimenticare se stessi e sotterrare il passato, tutti ci stanchiamo indicibilmente di essere ciò che siamo e ciò che siamo stati. (...)"   


2 maggio 2012

PICCOLE BUGIE TRA AMICI

Adesso che mi sono un po' svegliata fuori con lo streaming - nel senso che dopo aver annaspato come un'anatra imbranata nel web, pensando che tutti i siti fossero buoni per guardarsi in quattro e quattr'otto un film aggratis senza problemi (AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!), ho capito come gira il giro e ho individuato quei due/tre siti giusti dove EFFETTIVAMENTE ciò è possibile - in queste sere malinconiche mi vado a pescare tutte le pellicole recenti che al cinema mi tocca perdere perchè c'è sempre qualcosa di più meritevole della spesa dei 7 euri di biglietto, e che però mi rimangono tutti sullo stomaco e mi spiace essermerli persi sul grande schermo.
Spesso, lo devo ammettere, non si rivelano gran film, o sono proprio delle vere sole.
Però qualcuno non è male.
Dopo la caragnata a seguito della visione di One day, ieri sera mi sono ripescata Piccole bugie tra amici, che è uscito pochissimo tempo fa:
Dopo aver visto Il grande freddo di Kasdan, questo non può che essere considerato un buon remake attualizzato, come molte recensioni on line fanno notare. E la sceneggiatura pecca di qualche ingenuità (se non le vogliamo considerare delle strizzatine d'occhio all'emotività dello spettatore; non per niente il titolo francese del film è Muchoirs, ossia Fazzolettini).
Però, mi ha preso di più dell'antecedente americano. Perchè anche se lì sia la regia sia gli attori erano più forti, qui la forza sta invece nell'attualità dei personaggi e dei problemi che si portano appresso. Un po' enfatizzati, forse, anche per spettacolarizzare la vicenda e "agganciare" maggiormente l'attenzione dello spettatore. Ma non c'è niente di poi così lontano dalla realtà che ci sta intorno e che, per certi aspetti, mi riguarda in prima persona.
Il gruppone di 40/50enni parigini (tutti di ceto medio-alto, bontà loro, e questo allontana il film dalla vita vera dei tempi di crisi che stiamo vivendo) che per le vacanze si riunisce, come ogni estate, nella tenuta di Cap Ferrat del più ricco e insopportabile (ma anche generoso) di loro, e si ritrova a raccogliere i cocci dei rispettivi fallimenti esistenziali, dice molto dei nostri tempi, e molto anche della mia generazione.
Gli uomini sono, ovviamente, immaturi, capricciosi, infantili, egocentrici, insicuri, soprattutto nei rapporti con le donne e addirittura, talvolta, rispetto alla propria identità sessuale (!!!).
Le donne sono stanche e rassegnate rispetto a questi mariti e compagni che somigliano di più a dei figli, e si ritrovano poco gratificate; oppure a loro volta sono inquiete, e saltabeccano da una storia inutile e passeggera ad un'altra.
Uno sconfortante panorama di soggetti fragili, pesantemente regressivi, cocainomani, nevrotizzati, egoisti e grettucci anzicheno, ma in definitiva nemmeno cattivi, anche se a tratti cinici; e comunque legati fra loro da sincero affetto. Tuttavia, ecco, a tal proposito verrebbe da dire: ma il gruppone che alla fine, dopo essersi scannato e sbugiardato, matura in una volta sola con la morte inaspettata dell'amico di tutti, che hanno lasciato in ospedale dopo un terrificante incidente partendo ugualmente per le vacanze collettive, e che al suo funerale celebra anche il funerale della propria spensierata giovinezza, ritrovandosi in un catartico abbraccio collettivo, NELLA VITA VERA DI NOI QUASI QUARANTENNI, DOVE SI E' VISTO MAI?!?
Perchè nella nostra generazione il gruppone al massimo poteva esistere, e resistere a se stesso, non per più di un paio di annetti, a cavallo fra liceo e università. E trattavasi di tutt'altro che di un gruppo così coeso e intimamente legato come questo del film, bensì alquanto sgangherato, e in definitiva del tutto affettivamente inconsistente, oserei anzi dire INESISTENTE.
In questo non mi sono un granchè ritrovata nella vicenda del film.
Ma per il resto, direi che ahimè ci siamo abbastanza.
E non c'è proprio niente da ridere. Mentre scorrono i titoli di coda, stai lì a rimuginare e a masticare amaro.

Laura                    

29 aprile 2012

MOSTRA A CASA TESTORI - NOVATE MILANESE

A Novate esistono ancora l'azienda della famiglia Testori e la casa natale di Giovanni Testori, oggi sede di mostre.
Ci eravamo già andati un paio di anni fa con l'amico Giuseppe, e oggi ci siamo tornati su sua proposta per vedere un'esposizione dedicata a qualche lavoro figurativo di Pier Paolo Pasolini.
Un bell'allestimento, molto ricco di commenti ai lavori esposti, messi in relazione con il lavoro coevo di Testori e contestualizzati rispetto ai vari periodi di attività artistica di Pasolini negli altri ambiti: letteratura, giornalismo, cinema.
Mi ha colpito soprattutto una stanza dedicata al rapporto di profondissima amicizia con la grande Maria Callas, che fu per Pasolini un'incredibile Medea. Dopo la realizzazione del film i due rimasero sempre in contatto scrivendosi delle bellissime lettere, due delle quali, della cantante, esposte in originale.
Due testi carichi di affetto amorevole per Pasolini, vicinanza spirituale, profonda comprensione della sua interiorità complessa e sofferta, che la Callas pare anche condividere ritrovando in se stessa molti tratti caratteriali e di sensibilità dell'amico. 
E poi, pur non trattandosi di testi molto lunghi, concentrano una grande quantità di considerazioni sulla vita umana e le sue grandi difficoltà soprattutto per chi si misuri con una particolare sensibilità, che la Callas esplicitamente attribuisce a se stessa in un passaggio di una di queste missive.
Emerge da queste righe una donna dotata di grandissima consapevolezza di sè, del mondo, della vita, delle cose. Una donna cosciente anche delle difficoltà connesse alla vita sovraesposta degli artisti, al contrasto fra vita vera e finzione del palcoscenico, al peso di rispondere sempre e comunque alle aspettative del pubblico, che ha riconosciuto in lei doti straordinarie e mai vorrebbe esserne deluso.   

"Ho capito che solo in noi possiamo basarci. (...). Sugli altri non si può fidare a lungo. (...). Noi dentro dobbiamo trovare la forza, almeno apparente"

"Le tragedie non bisogna farle che sulla scena. La vita la si fa da noi entro le nostre possibilità"
Maria Callas

Laura             

28 aprile 2012

UN FILM PROPRIO DIMMMMERDA

L'altra sera ero in vena di serata film al computer "stile latte e biscotti", come direbbe la mia vicina di casa Sara. Giornata stronza alle spalle, gatta inusualmente tranquilla, sola in casa, minestrina veloce per cena che così il problema di mangiare si era risolto in 20 minuti.
Situazione ideale per un bel film d'ammmmore in streaming. Ravano per quella solita bella mezz'ora in Internet (perché NON E' AFFATTO VERO che guardare i film in streaming sia cosa semplice; se lo fosse, saremmo in Paradiso). Finalmente individuo un sito che non fa pagare/non ti propone i film che si interrompono sul finale facendoti venire una crisi isterica/non si impastano durante la visione/non ti fanno altri scoccianti barbatrucchi, e mi viene la MALAUGURATISSIMA idea di guardarmi One day:
Trama, già di suo tutto un programma quanto a sagra della sfiga: lui e lei si conoscono all'Università di  Edimburgo negli anni Ottanta, la sera dei festeggiamenti dei neolaureati. Lei povera e intellettualmente brillante, lui ricco e cazzone, ma MOSTRUOSAMENTE, VERGOGNOSAMENTE affascinante. Finiscono a letto, ma lei è una colossale imbranata con gli occhialetti e lui, che già si sfregava le mani per la "botta e via", capisce di aver trovato tutto tranne che la tipa giusta per un divertimento passeggero. Cilecca totale, ma inutile dire che al tempo stesso scatta tra i due la scintilla fatale. Il tutto in mezzo a degli estenuanti detti e non detti che da qui li porteranno a incrociarsi per la bellezza di vent'anni SENZA CONCLUDERE UNA BEATA MINCHIA, fra i rispettivi successi (pochi), fallimenti (parecchi), morti dei congiunti (la madre di lui, ovviamente per cancro che ci sta sempre bene), unioni e matrimoni sbagliatissimi (di entrambi e degli ex compagni di scuola), qualche sporadica scopata per consolarsi vicendevolmente nei rispettivi momenti down, litigate mostruose, causa prima il fatto che lui sin dall'inizio si distingue, ovviamente, per la sindrome da cazzonite maschile, che gli piazza due colossali fette di salame sugli occhi e gli impedisce di capire da quella sera fatale della laurea che LEI, E SOLO LEI è la donna della sua vita. Non solo, ma in uno degli innumerevoli tira e molla le va pure a dire che "ha pensato tanto a loro due insieme, ma a lui piacciono un po' tutte, e con lei non potrebbe fare altro che una cosa seria" (sottinteso, naturalmente: "...che non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di fare, perché il richiamo della foresta è più forte di ogni altra cosa"; cioè, a parità di età, ossia 23/24 anni, lei quanto a testa è già come se ne avesse 40, lui ne ha ancora 15 e, per come il film va avanti, li avrà per parecchio tempo). 
Insomma, una menata che si trascina per un'ora e mezza di proiezione, fino a quando FINALMENTE lui scende dal suo pero, e si decide ad andarla a cercare dopo averla fatta stare di mmmerda per quel bel 15 anni, e dopo lo sfacelo del proprio stesso divorzio dalla moglie bellissima, ricca e fedifraga (che gli ha dato tuttavia una bellissima bambina). Lei lascia il secondo fidanzato clamorosamente sbagliato e i due si mettono alleluja insieme, e progettano il matrimonio. 
SENONCHE'. E arriviamo al finale.
Senonché, il regista e gli sceneggiatori bastardi pensano bene di averci tenuto con le chiappe in mano per due ore per poi non concederci nemmanco la soddisfazione del lieto fine. Ora, io dico: ma chi gli ha detto a questi che il lieto fine è banale, è scontato, è finto, non rende il film sufficientemente serio e realistico, e bla bla bla? E quand'anche fosse, MA CHISSENEFREGA?!? VOGLIAMO IL LIETO FINE, PORCO MONDO!!! VOGLIAMO QUESTI DUE CHE DOPO TUTTA UNA VITA SI SPOSANO, FANNO QUARANTA FIGLI E SI ADORANO PER I RESTANTI 50 ANNI DELLA LORO VITA, OVVIAMENTE LONGEVISSIMA!!! Se no, scusa, se non me ne fregava niente del lieto fine mica mi mettevo a vedere One day!!! Mi sceglievo il film d'essai, quello intellettuale, fine, che non ha la trama, tutto piani sequenza, che non si capisce non solo come finisce, ma nemmeno come inizia e cosa ci ha in mezzo. 
Giusto?!?
E INVECE NO. Perché i due non fanno in tempo a godersela che, nell'ordine:
1. non riescono ad avere figli; e fin qui, passi. Si capisce che la cosa non li fa felici, specialmente lei, ma insomma amandosi da impazzire una qualche soluzione la troveranno. Niente potrà impedire loro di vivere felici e contenti.
2. Niente, tranne l'irreparabile: perché lei, ovviamente dopo avergli lasciato un messaggio d'amore strappacuore sulla segreteria del cellulare, VIENE TRAVOLTA DA UN CAMION MENTRE TORNA A CASA IN BICICLETTA E... MUORE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
MA CHE STRONZI SIETE!?!? MA MI FATE PIANGERE COME UNA FONTANA, GIA' CHE CI HO AVUTO QUELLA GIORNATA DI MMMERDA CHE CI HO AVUTO E VOLEVO RILASSARMI CON UN FILM CHE MI FACESSE VEDERE TUTTO IL CONTRARIO DELLA VITA VERA!?! MA VEDETE UN PO' DI ANNARVENE AFF...
Ancora la mattina dopo quando mi sono svegliata ero lì a pensare a lui distrutto nel letto, ubriaco e disperato dopo la morte di lei, e che poi si rifà una vita facendo la pace con l'ex di lei, che lo odiava sapendo che lei stava con lui essendo innamorata di quell'altro, e portando la figlia a vedere le colline intorno a Edimburgo dove era andato con lei il giorno dopo quella famosa notte della festa di laurea, che lei gli aveva proposto di trascorrere una giornata insieme "da buoni amici".
Seeeeeeeeeeeeeeeee, da buoni amici... col cavolo!!! Povera illusa! Quando le cose cominciano così, giammai si potrà essere "buoni amici". Cioè, si passerà tutta la vita a chiedersi che cazzo si è, senza andare a finire da nessunissima parte. Come il film realisticamente evidenzia.
Però, dico, si poteva anche evitare di mandarla a morire, 'sta povera Crista.
E soprattutto, di rovinare a me la mia serata "latte, biscotti ed evasione dalla vita vera".

Laura                      

MI MANCA L'IRONIA

 
Cazzo, non l'avrei MAI detto che mi sarebbe successo.
E invece, stamattina vado a sfrucugliare in mezzo alla selva dei "blogcheosservo" qui sul Roman -  fondamentalmente, lo ammetto con virginale candore, per vedere se sono più brava io o gli altri blogger (già peraltro selezionatissimi) della lista - e cosa ti scopro? Che c'è UN SACCO, ma UN SACCO di gente brava.
Brava che scrive bene,
brava che trova argomenti carini,
brava che sa rendere la sua vita NORMALE buffa/interessante/intrigante/curiosa,
brava che ha un sacco di passioni e conosce un sacco di cose, che io ignoro perché faccio la strafiga intellettuale anticonsumista e le ritengo noiose e inutili, epperò allora com'è che mi ipnotizzo a leggere i loro post sui medesimi argomenti?
Brava che fa delle belle foto,
brava che conosce molto bene Internet,
ma soprattutto...
BRAVA CHE NONOSTANTE FACCIA VITE NORMALI DA GENTE NORMALE, CON TUTTE LE ROTTURE DI CAZZO DI CUI TALI VITE SONO IDEALI CONTENITORI, NON PERDE L'AUTOIRONIA.
Ma come fa, 'sta gente, come fa? IMPARATEMELO, VI PREGO!!!

Ecco, Laura, "ciapa su e purta a cà" = (trad. letterale) "prendi e porta a casa" = (trad. concettuale) "impara la lezione, invece che ultimamente questo blog pare un muro del pianto, o un manifesto della rivendicazione esistenzial/ideologica/politica che nemmanco un volantino delle BR al top della loro inventiva letteraria".

E RICORDATI SEMPRE CHE NON SEI LA SOLA A ESSERE BBBRAVA.
CI SONO TANTI, TANTI ALTRI BBBRAVI.
E non è che per questo ti devi buttare dal marciapiede.

Punto.

Laura

ATTENTI A QUEI DUE

MA VI PREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEGO!!!

http://video.corriere.it/gatto-topo-dormono-insieme/a1f34450-907b-11e1-803b-373c4ae603d3

Laura

26 aprile 2012

25 APRILE 2012: UNA BOCCATA DI OSSIGENO!

Ieri corteo del 25 aprile da piazza Oberdan a piazza Duomo; a seguire, un bel discorso tonante e deciso    della Camusso, che non lasciava certo spazio a tanti "ciurlar nel manico".
Eravamo più di 50.000 fra PD, Rifondazione, sindacati, partigiani, anarchici, cani sciolti, ambientalisti, e chi più ne ha più ne metta.
Gente con facce aperte, attente, pulite, consapevoli, PARTECIPI.
Mi sono un po' rinfrancata dopo gli ultimi giorni di sconforto e sensazione di pesante isolamento. 
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!
(E CHE PURE MARIEMONTI E LA FORNERA PATISCANO DI UNA QUALCHE FORMA DI PROBLEMATICA DISSENTERIA; ...GIUSTO PERCHE' VOGLIO ESSERE ANCORA DI MANO LEGGERA).


Laura

22 aprile 2012

FASE REGRESSIVA (UNA DELLE VARIE)

Eccone le motivazioni, in ordine sparso ma solo apparentemente disordinato e disarticolato:

1. si semina tanto, ma si raccoglie assai poco
2. l'invereconda staticità di questo Paese (tendente al peggioramento)
3. che sarà anche "un momento così", ma cazzo, nel frattempo però la vita passa, appunto nell'attesa che il "momento così" passi pure lui
4. la scorante mancanza di interlocutori, la sensazione che ognuno pensi alla propria microscopica, per quanto dignitosa per carità, parrocchietta
5. la sensazione che quello che ti ricordi tu, te lo ricordi solo tu, o al massimo un manipolo di donchisciotteschi aficionados della memoria; memoria che come concetto filosofico, o anche solo semplice piattaforma di dialogo, va sempre meno di moda. E mancanza di memoria condivisa significa impossibilità di presente condiviso. E quindi significa solitudine.   
6. Conseguentemente, la sensazione che il tuo passato tu lo possa condividere AL MASSIMO con lo sparuto manipolo di cui sopra (e anche con questo a corrente assai alternata, perché poi c'è anche da dire che la memoria di ognuno trattiene o rimuove cose diverse, se in buona o in mala fede spesso non si sa; perchè dimenticare, va detto, è anche un ottimo alibi)
7. il dubbio che forsemaforse il passato lo dovresti seppellire, con tutto il bene e il male che contiene, e guardare al futuro
8. ma quale futuro, esattamente? Perché...
9. ...io a cinquant'anni dove sarò e cosa farò? Anzi, prima ancora di questo...
10. ...io a cinquant'anni che faccia avrò? Potrò ancora permettermi la chioma ribelle che mi porto appresso, segno forte e distintivo di ciò che sono, o dovrò prendere definitivi provvedimenti di sfoltimento? E sarò ancora bionda, o avrò i capelli bianchi? E se avessi i capelli bianchi, sbattersene e tenerli così, incolti e protestatari, alla faccia di ogni risistemata che puzzerebbe tanto di resa alle convenzioni, che vogliono che "con l'età, si mette la testa a posto"? E se io "la testa a posto" non la volessi mettere MAI???
11. Perché le convenzioni, e ancora di più le appartenenze, che in questo tragicomico Paese sono l'unica, squallida moneta di scambio, l'unico elemento di - si fa molto per dire - "coesione", l'unico collante dentro una società che puzza e si disfa come una mummia, che è dimentica di se stessa e di ciò da cui viene (cioè la povertà, la sofferenza, la dittatura, i sacrifici, ma anche la spina dorsale e la dignità per fronteggiare tutto questo), ERGO non sa dove va, e che ignora i fondamenti del vivere solidale, cooperativo, interessato all'altro, del vivere nel quale "I care", e non "non me ne sbatte un cazzo di niente e di nessuno che non sia io e le mie piccole cosucce, la mia piccola vita, i miei piccoli interessi"... ecco, tutto questo io non riesco a farlo mio. Ne discendono...
12. ...un frequente senso di disagio, e l'altrettanto frequente sensazione di non essere entrata "nei giri giusti". Intendendo come tali anche quelli della MIA parte politica, parte politica che, sia chiaro, MAI abbandonerò, cadendo nel tranello della facile tentazione del "voto di protesta". Perché MAI le piccinerie e l'ignoranza di chi dalla mia parte mi dovrebbe oggi rappresentare mi faranno ricredere sulla forza e la giustezza di determinate idee. Anche se chi in teoria dovrebbe rappresentarle in questo momento le disattende e le offende, sbandierandole solo a favore del proprio "particulare" e del raggiungimento di obbiettivi personali e personalistici.
Laura

10 aprile 2012

ABBAZIA DI CHIARAVALLE - PASQUETTA 2012

Luogo fantastico, quantomai suggestivo. Affreschi che parlano di vicende secolari fra sacro e profano, dentro un gioco liquido di luci e ombre oggi particolarmente magico.
L'ideale per fare un salto indietro in un tempo lontano, per prendere le distanze dal quotidiano.
Però, Dio santo, bisogna proprio bendarsi gli occhi appena si esce di lì! Tutto intorno, NIENTE DI NIENTE di bello e appagante. Grandi prati tristi, il borgo di Chiaravalle tutto un po' accatastato, fra vecchie cascine recuperate e un paio di condomini tirati su da veri criminali dell'edilizia selvaggia; e sulla linea dell'orizzonte, solo orridi grattacieli di uffici e grandi aziende, e la rete delle tangenziali.
Nessuno sforzo per dare risalto alla chiesa così bella, così preziosa, rendendo il contesto un pochino meno "terra di nessuno".
Quel che di bello c'è, diceva oggi giustamente Cristiano, viene solo dal passato. Nella modernità e nella contemporaneità, non si è stati minimamente capaci di aggiungere niente, o quantomeno di valorizzare quel che già esisteva e che il passato ci ha conservato pressoché intatto.

Comunque... ho scoperto in rete un magnifico tour virtuale della navata centrale:

Ed ecco qualche foto:


Laura

9 aprile 2012

ROCCA SUSELLA PASQUA 2012.AVI


Tornando da Rocca ieri, giorno di Pasqua, in macchina mi è venuto il cinque minuti di girare un piccolo video.
Non è niente di speciale, eppure ha qualcosa di suggestivo nelle immagini, anche forse per via del rumore del vento, e per il sole contro che ogni tanto si vede attraverso il vetro dell'auto.
E poi ci sono le nostre voci, la mia risata a piena bocca di quando Cristiano mi fa ridere da matti, la voce di Nicolò in sottofondo... si sentono le piccole cose stupide che si dicono più per farsi compagnia e star bene insieme che per altro.
Per me, è un piccolo ma bellissimo ricordo della Pasqua 2012.

Laura  

6 aprile 2012

EH, LO SO CHE ULTIMAMENTE "BIGIO" SPESSO...

...ma il fatto è che ci sono in ballo un po' di rivoluzioni, e son parecchio incasinata.
Tutte cose piiiiiiiiiiiiccole, ma positive.
Però, ragazzi, che pauuuuuuuuuuuuura!!! Che terrore che il giocattolo nuovo finalmente conquistato si rompa fra le mani e l'incantesimo si spezzi, la carrozza torni ad essere zucca, i bei cavalli dei minuscoli topolini e il mio vestito da principessa... il solito grigio grembiulone da sguattera!!!
Insomma, è sempre una vita vissuta pericolosamente, la mia. Almeno, per quanto riguarda l'interiorità. 
Tutto APPARE così solido, direi granitico a chi mi conosce superficialmente... Invece chi mi conosce davvero sa che ci sono non una, ma centomila Laure. E per di più, nessuna di queste centomila si ferma un minuto secondo. Una perenne girandola di pensieri, idee che mi bruciano in testa, domande, movimenti, fibrillazioni...  
Ma per carità, meglio vedermi così, piuttosto che impantanata nelle grandi sofferenze del recente passato.
Non ne voglio PIU' sapere, di star male così.
Mai, mai più.

E in questo Paese? 
Ne succedono di ogni, fra il tragico e il grottesco. As always. Però, però, ci sono un po' di clamorose novità.
Mi sorgono spontanei mille quesiti: 
1. ma Monti è simpatico o antipatico? O un po' di tutt'e due, a seconda che vada a sfrucugliare l'articolo 18 oppure vada a recuperare il reintegro nel posto di lavoro? Diciamo che sarei propensa per la terza che ho detto.
2. ma la Fornero era vera quando piangeva, o è vera adesso che fa la Lady di Ferro de noantri?
3. ma questo governo è di destra, o di sinistra, o eventualmente anche di niente, il che è anche peggio perché allora dobbiamo effettivamente dire che "non esistono più la destra e la sinistra" e allora a cosa ci attacchiamo?
4. ci saremo liberati di Bossi & famiglia, e della Lega? Perché in questo Paese ritornano, ritornano SEMPRE. Non mi fido... (e rimanendo in tema... e il "tesoriere"? Vogliamo parlarne, di questa bella personcina? Va ben che l'abito non fa il monaco, ma questa pare proprio l'eccezione che conferma la regola. Ma avete visto che faccia ci ha???).
5. il Berlusca sta finalmente rimbambendo? Perché ultimamente, nelle rare occasioni in cui parla, biascica parecchio...
6. dove stiamo andando, in Italia e a ben vedere anche nel mondo? 

Chi vivrà, vedrà.
Intanto...


Laura

2 aprile 2012

Nice 2012 ICE - LADIES FP -22/26- ORO Carolina KOSTNER - 31/03/2012

QUESTO VUOL DIRE VOLARE SUL GHIACCIO COME UN ANGELO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

GRANDE, GRANDISSIMA, IMMENSA KOSTNER!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!