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6 giugno 2014

COLPACCIO AL MERCATINO!!!!!!!


UN GRAN BEL PEZZO DI... LUCIO DEL PEZZO.
QUANTO LO ABBIAMO PAGATO, NON VE LO DIREMO MAI.
ANCHE PERCHE' NON POTRESTE MAI CREDERCI.
IN OGNI CASO, MENO DI QUALUNQUE IRRISORIA CIFRA VI VENGA ALLA MENTE!!!

Laura

17 gennaio 2014

DIRETTAMENTE DALLA SAATCHI GALLERY - LONDON



MAKIKO KUDO, OVVERO
 IL MANGA PROIETTATO DENTRO IL SURREALISMO 


...QUI INVECE IO MI PROIETTO 
DENTRO MAKIKO KUDO!!!

13 aprile 2013

16 febbraio 2011

Elaborazione grafica di Cristiano che trovo pertinente con il tema dell'identità, tema che mi sta particolarmente a cuore in questo periodo. Bella, eh?

19 gennaio 2010

STRANI PERSONAGGI E INCONTRI BIZZARRI

Non potevo non riservare loro un posto d'onore nella mia galleria di strani personaggi, che di solito ospito qui a fianco.
Ecco chi ho incontrato ieri a Bergamo Arte Fiera 2010:

Le bamboline pazze

L'esercito di turaccioli

L'Uomo-vortice

Un'anima addolorata

Galline & galline

Il re dei nani

La donna del turco

Le baronesse porcelline

La ciambella ben riuscita (...)

e per chiudere in bellezza Newspaper, il canguro-redattore!

Non male, eh?
Eppure, sapete che vi dico? Che sono niente in confronto al solito bestiario umano a la page che ho visto ieri in fiera!

Laura

18 ottobre 2009

53A BIENNALE D'ARTE DI VENEZIA - SABATO NELLA SERENISSIMA REPUBBLICA


Sabato a Venezia, per una scorpacciata d'arte alla 53a Biennale.

Splendida giornata di sole, per nulla fredda; un piacere sia il tragitto in vaporetto dalla stazione a S. Marco, sia la camminata sul lungomare fino all'Arsenale, prima tappa della visita.
Il tema della Biennale quest'anno è Fare Mondi - Making Worlds.
Ossia da una parte indagare e riflettere ciriticamente sui mondi reali in cui attualmente viviamo, dall'altra ragionare su possibili mondi alternativi, all'insegna della carica utopica che l'arte DEVE sempre conservare e alimentare dentro se stessa.

All'Arsenale mi sono piaciuti soprattutto:

- l'installazione della neoconcretista brasiliana Lygia Pape, che accoglie i visitatori: sottili fili dorati che formano degli aerei parallelepipedi luccicanti nel buio, alti fino al soffitto
- il villaggio africano ricostruito dal camerunense Pascale Thayou, con capanne, feticci, ma anche donne che si danno a nuove attività di sopravvivenza e bambini che giocano intorno a fuochi non più primigenii ma moderni, e per questo simboleggiati da lampade di design occidentale


- l'opera dello svedese Jan Hafstrom: su tre pareti di una delle sale delle Corderie, grandi riproduzioni di figure e oggetti della modernità, dalla casalinga che asciuga i piatti all'esploratore, dalle armi ai vestiti, dalle monete ai simboli religiosi. Un gigantesco e anche un po' inquietante inventario del nostro universo visivo e mentale.


- la città immaginaria ricostruita in due dimensioni dal sudafricano Moshekwa Langa, utilizzando grosse spolette, macchinine, biglie, palle di gomma, ferri da calza e fili elettrici multicolori


- le stanze colorate del brasiliano Ildo Meireles
- gli specchi frantumati di Michelangelo Pistoletto


- gli utopistici progetti architettonici di Marjetica Potrc


- i due mappamondi proiettati in ambiente buio da Grazia Toderi: due mondi apparentemente fantastici, e invece molto reali in quanto trattasi di vedute notturne di varie città del mondo, illuminate da mille e mille luci nella notte
- le inquietanti bambole vodoo della dominicana Raquel Paiewonsky


- la parete ricoperta dalla coppia d'arte Bertozzi & Casoni con decine e decine di armadietti Primo Soccorso, contenenti statuine in ceramica che riproducono personaggi e temi della storia del mondo; anche quest'opera vuole essere una sorta di (inquieto) riassunto enciclopedico del nostro immaginario. Una delle pochissime opere che salverei dal nostro reazionarissimo padiglione Italia; per conto mio, un netto pollice verso per i curatori Beatrice e Buscaroli.




Nel pomeriggio siamo andati ai Giardini, a vedere i padiglioni nazionali.



Qui mi hanno colpito molto:

- la stanza con i lavori dei due austriaci Franzisca e Lois Weinberger, concentrati sul tema del rapporto con la natura



- la piscina con il cadavere dell'annegato, parte di una provocatoria installazione che ha unito quest'anno il padiglione danese e quello nordico

- i dipinti dell'egiziano Adel El Siwi, dialoganti con le grandi statue in treccia di palma del suo giovane connazionale Ahmad Askalany


- il padiglione greco, con le opere di Lucas Samaras: foto elaborate con complesse tecniche digitali e una grande installazione composta da un gioco di specchi.

- i meravigliosi dipinti di grandi dimensioni del geniale Miquel Barcelò, nel padiglione spagnolo


Nell'ex padiglione Italia, divenuto Palazzo permanente delle Esposizioni, le opere più belle per me sono:

- l'installazione di Georges Adéagbo, del Benin, che ha raccolto e assemblato oggetti dei Paesi occidentali
- le sfere coloratissime di Massimo Bartolini per la stanza destinata alle attività educative dei bambini

- i cartoons della svedese Nathalie Djurberg, vincitrice del Leone d'argento per il più promettente giovane artista: proiezioni del nostro più violento e morboso inconscio, in mezzo a una selva di minacciosi fiori tropicali riprodotti su scala gigante con cera e resine artificiali

- più di tutto, e forse in assoluto anche rispetto alle opere dell'Arsenale, il teatrino del tedesco Hans Peter Feldmann: un lungo tavolo su cui sono state poste delle piattaforme circolari rotanti, su cui poggiano decine e decine di oggetti del nostro quotidiano le cui ombre vengono proiettate su una parete, a creare un gioco di ombre cinesi continuamente mutante.

Terminata la nostra visita, ci siamo incamminati verso S. Marco, godendoci la magica vista serale della città e della piazza; poi in vaporetto siamo tornati alla stazione (rischiando di perdere l'ultimo treno per Milano!!!) e siamo rientrati nella grande metropoli.

... dimenticavo! FINALMENTE mi sono regalata una maschera veneziana; saranno kitsch, saranno cheap, MA A ME PIACCIONO UN CASINO!!!


Comunque non l'ho messa in bella mostra nel salotto di casa; sarà l'enigmatico nume tutelare della mia stanzetta.

Laura

4 ottobre 2009

REPORTAGE DALLA GERMANIA



















18-19-20 settembre:

Inaugurazione della personale di Cristiano alla galleria Artycon (http://www.artycon.de/) di Offenbach (Francoforte), nell'ambito della maratona d'arte e cultura Kunstansichten (Sguardi sull'arte) 2009.

Tre giorni di scambio di idee, amicizia, gran mangiate crucche... e naturalmente di arte e incontri molto, molto interessanti con tante persone sensibili, profonde, coraggiose nel loro portare avanti con passione e coerenza una vocazione che sentono irrinunciabile, e che si traduce anche in esempio commovente di integrità morale.
Un artista che ci ha particolarmente colpito, fra i diversi incontrati, è Johannes Kriesche (http://www.johannes-kriesche.de/), di cui abbiamo acquistato una piccola opera che è andata ad arricchire, dopo parecchio tempo, la nostra mini-collezione di arte contemporanea. Ma in territori più fertili di quelli della nostra triste madrepatria gli incontri interessanti non sono così rari e difficili da fare, per cui sono stati davvero tre giorni molto intensi.
Il sito del comune di Offenbach ha dedicato ampio spazio alla manifestazione, molto ben organizzata e gestita: http://www.offenbach.de/kunstansichten.
Inoltre è risultata molto ricca la rassegna stampa on line, italiana ed estera, sulla mostra di Cristiano, mentre i giornali locali a loro volta hanno dato risalto all'evento culturale nel suo insieme, davvero vissuto e partecipato con interesse dalla popolazione locale.
Che fantastica sensazione di armonia e consonanza di intenti!!! E che bella vacanza, con la possibilità di visitare un paio di volte anche Francoforte: splendida città di fiume sotto un caldissimo sole autunnale, piena di musei che abbiamo solo potuto "assaggiare", accontentandoci per questa volta del Museo di Arte applicata, ospitato per metà nell'ottocentesca Villa Metzler, e per il resto nei nuovi spazi minimali progettati da Richard Meier, in splendida, candida continuità con il villino in stile classicheggiante a cui si collega fisicamente tramite una luminosa passatoia coperta ma del tutto trasparente, circondata da un magnifico parco (www.airdolomiti.it/it/destinazioni/francoforte/francoforte_sponda_musei.aspx; http://www.angewandtekunst-frankfurt.de/).

Non si poteva affrontare meglio la nuova stagione lavorativa!

Laura