22 dicembre 2012

MERRY CHRISTMAS!!!!!!!!


A sud del golfo di Finlandia la notte
vicino al mare brumoso
l'albero di Natale scintilla
tra oscure torri gotiche
corazze di cavalieri teutoni
e ciminiere di fabbriche
l'albero di Natale
l'albero di Natale canta
sulla piazza bianca di neve
canzoni dell'Estonia
 (...)

con i miei dubbi
con le mie ansietà con le mie parole
le mie speranze le mie carezze
a tutti gli alberi di Natale a tutti gli alberi
a tutti i balconi le finestre i chiodi le nostalgie
ho appeso la palla di vetro rosso.

Da L'albero di Natale
di Nazim Hikmet 

10 dicembre 2012

LASCIATEMELO DIRE CON LE PAROLE DELLA LITTIZZ


E' TORNATO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' TORNATO DI NUOVO!!!!!!!!!!!
E' TORNATO ANCORA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' TORNATO UN'ALTRA VOLTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

NON CI POSSO CREDERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

NON CI VOGLIO CREDERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

E' UN INCUBOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!


Prenderò a prestito le liberatorie parole di Luciana:

http://video.repubblica.it/dossier/pdl-crisi-governo-monti/littizzetto-in-tv-contro-berlusconi-ha-proprio-rotto-il-c/113222/111622?ref=HRESS-1

Laura

7 dicembre 2012

COSA VUOL DIRE LA FINEZZA


L'Oscar per la copertina femminista del mese va sicuramente a GQ.
Sia per la finezza estetica, stivaletto della modella compreso, sia per quella, diciamo così, concettuale; vedasi la trota che le hanno schiaffato in mano, con sottile allusione alla parità dei sessi.

Immagino quanto sia stato faticoso per il povero Carlo Cracco sottoporsi a ore e ore di shooting insieme alla signorina. E per la signorina stessa, per la quale voglio sperare che il set fosse stato debitamente pre-riscaldato. 

Che fatica stare al mondo e guadagnarsi il pane per questa gente.
Fra l'altro, a lei avranno dato niente più che un pacchetto di sigarette, povera ragazza.
E dire che non è mica un mestiere facile. Dovrebbero tenerne il debito conto. 

Laura    

5 dicembre 2012

AI CONFINI DELLA REALTA'

La sonda Voyager, in esplorazione nello spazio da 35 anni, è arrivata AI CONFINI DELLO SPAZIO INTERSTELLARE!!!!!!!!!

http://www.repubblica.it/scienze/2012/12/04/news/voyager_al_confine_con_lo_spazio_interstellare_la_sonda_arriva_dove_nessuno_mai_giunto_prima-48052085/?ref=HREC2-19

NON SIAMO CHE INFINITESIME CACCOLE.

Laura

4 dicembre 2012

VALE LA PENA VIVERE SOLO PER POTER ASCOLTARE COSE COSI'


Maurice Ravel 
Ma mere l'oye - Le jardin féerique

CHI SONO IO?


Chi sono io?

(...)

Sono veramente ciò che gli altri dicono di me?
O sono soltanto quale io mi conosco?
Inquieto, pieno di nostalgia,
malato come un uccello in gabbia,
bramoso di aria come mi strangolassero,
affamato di colori, di fiori, di voci d'uccelli,
assetato di parole buone, di compagnia, 
tremante di collera davanti all'arbitrio
e all'offesa più meschina,
agitato per l'attesa di grandi cose,
preoccupato e impotente
per l'amico infinitamente lontano,
stanco e vuoto nel pregare, nel pensare, nel creare,
spossato e pronto a prendere congedo da ogni cosa?

Chi sono io?
Oggi sono uno, domani un altro?
Sono tutt'e due insieme?
Davanti agli uomini un simulatore
e davanti a me uno spregevole vigliacco?
Chi sono io? Questo porre domande da soli è derisione.
Chiunque io sia, tu mi conosci, o Dio, io sono tuo!

Edizioni Paoline 

3 dicembre 2012

A CHRISTMAS PARTY

Invitati a una festa pre-natalizia.
Una rara occasione di mondanità della quale approfittare per sfogare il proprio narcisismo travestendosi da Jessica Rabbit.
Benché divertirsi davvero sia diventato assai difficile.

Laura      

30 novembre 2012

AUTUNNO

FOTINA FATTA DA ME MEDESIMA 
DOPO AVER RACCOLTO LE FOGLIE 
DEGLI ALBERI DI VIA BOCCACCIO!

VOGLIO DORMIREEEEEEEE!!!!!!!!

"(...) i quattro cavalli di una carrozza: l'intelletto, l'emozione, l'erotismo e il corpo"

"Noi non siamo veramente noi stessi, fino a che una parte di noi - che è l'esistenza fondamentale - diventa re e fa ordine fra tutti gli ego. Da questo momento, ogni persona è se stessa. E' re di se stesso"

"Sotto la società trovi completa libertà"

"Un artista è una porta aperta attraverso la quale il vento riesce a passare" 

Da Alfabeto personale
Intervista di Klaus Biesenbach ad Alejandro Jodorowsky
Flash Art n. 304 - lu/sett 2012  

LA ASPETTAVAMO CON ANSIA

Ed eccola qui, pronta per i morbosi appetiti dei lettori dei più orridi best seller da edicola, l'interessantissima biografia di Amanda Knox, sulla cui immagine angelicata, per inciso, la macchina della comunicazione si è già messa in moto per farne entro tempi brevi - cosa ci scommettete? - uno dei prossimi volti hollywoodiani.
Ci mancava proprio...

Laura

PSICOANALISI

Da La seduta è aggiornata 
(D di Repubblica 24 nov 2012)

Dice lo psicoanalista inglese Adam Phillips che oggi in analisi non ci si va più a conoscere se stessi.
E allora?
"Mi spiego - chiarisce al telefono dal suo studio di Londra - conoscere se stessi può essere utile, ma non deve restringerti la vita. La verità è che le persone vanno in analisi per smettere di essere troppo interessate a sé. Per aprirsi al mondo esterno, agli altri. Io credo che lo scopo della psicoanalisi sia rendere le persone libere di dimenticare un po' se stesse. Perché sono cambiate due cose:
1. Le pressioni del capitalismo contemporaneo hanno reso molto difficile avere legami reali, l'idea stessa di cosa sia una relazione è stata sabotata. E l'analista è una continuità nelle loro vite dove spesso non ce ne sono più altre.
2. E' sempre più facile sentirsi frustrati ma è sempre più difficile sapere perchè lo siamo, cioè cosa ci manca davvero. E la psicoanalisi è fatta di conversazioni che puntano a farti scoprire qualcosa sulla natura delle tue frustrazioni in una cultura che ti permette di alleviarle inducendoti a consumare oggetti, sostanze, tutto pur di non provarle più. E riuscendoci sempre meno. 
(...)
L'idea di fare delle frustrazioni un'esperienza interessante, e non l'ultima sensazione che hai voglia di provare sulla terra, non è mai stata così utile.    
In brutali parole moderne: la psicoanalisi nel 2012 dovrebbe ridurre lo spread fra le nostre frustrazioni e ciò che le genera, tra la vita che facciamo e quella che non faremo mai se (...) non ci diamo una regolata, riscoprendo ciò che l'illusione indotta di essere speciali ci fa perdere.
(...)
E' una buona cosa che l'analisi sia sbeffeggiata, fuori moda e accerchiata da alternative meno costose e più veloci, così la faranno solo quelli che la trovano illuminante, difficile, che sono disperati o curiosi su se stessi. E non perché sia la cura migliore.          
(...)
Per citare Sherry Turkle (una delle prime studiose di Internet addiction), siamo tutti "soli insieme". (...). I computer contengono le memorie (lettere, foto), riorganizzano i nostri stati d'animo e abitano le nostre solitudini. Pensiamo al senso di perdita e al lavoro di lutto che ci attende quando si rompe o si smarrisce il nostro partner informatico!    
(...)
Il vero tratto comune nella parole dei (...) circa trentacinquenni è la sofferenza diffusa, il "mi tolga quest'inquietudine".
(...)

29 novembre 2012

James Bond 007 Skyfall by Adele [OFFICIAL FULL MUSIC VIDEO]

L'altra sera ho visto in streaming l'ultimo 007, Skyfall, di Sam Mendes.
Beh, che dire?
Questo certo non vuole essere soltanto un film d'azione. E la mano di Mendes, regista da sempre attratto  dalla riflessione su certi temi, si riconosce chiara come il sole: la trama non è che un pretesto per una riflessione di ampio respiro sul crollo rovinoso della nostra civiltà, sulla perdita individuale e collettiva di orientamento, sulla tragica assenza di senso delle cose e della vita, per la quale si cercano affannosamente risposte in mezzo a una violenza dilagante, e anche sulla labilità dei confini che talvolta separano solo con molta vaghezza e relatività il bene dal male, con buona pace dei facili moralismi.
Gli attori sono tutti molto bravi.
A Daniel Craig va riconosciuto il merito di avere progressivamente traghettato il personaggio da fumetto pop di Ian Fleming, che negli 007 cinematografici "classici" appariva poco più di una macchiettistica figurina di tombeur de femmes che "non deve chiedere mai", verso una complessità caratteriale che lo trasforma da personaggio a persona, e ne fa in tutto e per tutto, nel suo tormento e nella sua irresolutezza, un figlio dell'epoca contemporanea. Gli aspetti di prestanza fisica ed erotica nella sua interpretazione rimangono, ma si associano a un volto completamente diverso da quello sempre rilassato e divertito dei precedenti attori che hanno prestato il volto a Bond; nessuno dei quali, da Sean Connery a Pierce Brosnan passando per Roger Moore e Timothy Dalton, si era mai più che tanto smarcato da questa abbastanza semplice e superficiale caratterizzazione tra il seducente e l'ironico. Con Craig, 007 assume una fisionomia irregolare, da pugile sfatto; una maschera dolente, segnata, su cui si leggono tutti i segni della fatica e soprattutto dell'invecchiamento, della lotta interiore che si consuma in ogni uomo fra la constatazione e il rifiuto del passare del tempo e dell'inevitabile decadimento fisico, che a tutti tocca vivere e affrontare, perché i supereroi in realtà non esistono.
Javier Bardem nel ruolo del "cattivo" è semplicemente superlativo. E per il suo personaggio vale lo stesso discorso che per Craig con Bond: non siamo più nella dimensione della contrapposizione bidimensionale del buono e del cattivo, del bene e del male, sommariamente tratteggiati; ma piuttosto sul terreno di un sofferto confronto sui temi della morale, del torto e della ragione, e anche, se non soprattutto, di ciò che è lecito e illecito fare in difesa del bene. Si può sconfinare nel male per difendere il bene? 

Su questo interrogativo soprattutto si impernia la figura di "M", da sempre interpretata da una consumata ma mai routinaria Judy Dench. La quale anzi in questo ultimo episodio diventa sicuramente un perno della vicenda, e partecipa con i colleghi alla collettiva operazione di scavo sui rispettivi personaggi con esiti veramente interessanti sul piano della recitazione.

Un po' come negli ultimi Batman (soprattutto nel Cavaliere Oscuro, quello del famoso Joker interpretato, con sfumature non gratuitamente orrorifiche, dall'attore "maledetto" Heath Ledger prima della sua morte prematura, figura che si può certamente accostare allo sfigurato Bardem di questo 007), l'atmosfera di questo film si fa da "fumettisticamente" a  realisticamente cupa; perché ci propone eventi ricalcati sulle tragedie innescate dal terrorismo globale negli ultimi decenni, e non gratuite catastrofi di cartapesta dovute alle gesta sconsiderate di qualche ladro di lingotti con la benda piratesca sull'occhio e le cicatrici di plastica sul cranio lucido. 

Ed è per questo che la pellicola colpisce nel segno lasciando, al termine della sua visione, un senso di disagio e smarrimento sicuramente alimentato anche dalle fredde atmosfere generate nelle riprese in esterna da un netto prevalere di cieli lividi, e da quelle in interno dalle numerose notturne e da una fotografia decisamente virata sui toni dei blu, viola e neri. Colori che ben esprimono il clima luttuoso di cui il regista ha inteso permeare questa lettura realistica e decadentemente postmoderna di 007.       

Laura        

  
Questa è la fine
Trattieni il respiro e conta fino a dieci
Senti la terra tremare e poi
Ascolta il mio cuore esplodere di nuovo
Perchè è la fine
Ho rinnegato e sognato questo momento
Così a lungo rimandato, sono in debito con loro
Spazzata via, derubata
Lascia che il cielo cada, quando si sbriciolerà
Noi staremo immobili
Lo affronteremo assieme
Lascia che il cielo cada, quando si sbriciolerà
Noi staremo immobili
Lo affronteremo assieme
Dalla caduta del cielo, è da lì che noi cominceremo
Distanti migliaia di miglia e ai poli opposti
Quando i mondi si scontreranno e le giornate saranno buie
Avrai il mio numero e saprai il mio nome
Ma non avrai mai il mio cuore
Lascia che il cielo cada, quando si sbriciolerà
Noi staremo immobili
Lo affronteremo assieme
Lascia che il cielo cada, quando si sbriciolerà
Noi staremo immobili
Lo affronteremo assieme
Ovunque andrai ti seguirò
Vedrò quello che tu vedrai
So che non sarei me stessa
Senza la sicurezza
Delle tue amorevoli braccia
Che mi proteggono dal male
Tienimi per mano
E cammineremo insieme
Metti la tua mano nella mia mano
E staremo ad aspettare
Lascia che il cielo cada, quando si sbriciolerà
Noi staremo immobili
Lo affronteremo assieme

Eri con me - Franco Battiato


Siamo detriti, relitti umani, trascinati da un fiume in piena
che non conosce soste né destinazione.
La nostra mente, le nostre azioni, sono la causa, 
gli effetti invece, il nostro destino.
Ciò che deve accadere accadrà, 
qualunque cosa facciamo per evitarlo, 
ciò che deve accadere accadrà,
perché è già accaduto!

Eri con me, ma io non ero con te,
sei con me, ma io non sono con te,
ero con te, ma tu non eri con me.

Viviamo nell'impermanenza, 
nell'incertezza della vita condizionata, 
ma ci ricorderemo di noi segretamente.
Arriverà il giorno atteso a schiudere gli impediti passaggi,
prepariamoci a nuove esistenze...

Eri con me, ma io non ero con te,
sei con me, ma io non sono con te,
ero con te, ma tu non eri, non eri, con me.

NOTIZIONE (I CIALTRONI ITALICI SON SEMPRE OPERATIVI)

Non c'è limite alcuno che i nostri giornali, specie nelle loro vacue versioni on line, danno all'espressione dell'umana inutilità e scemenza.


Mi viene veramente da PIANGERE.

Laura

ALL'INDOMANI DEL "GRANDE DUELLO"

Ora, c'è duello e duello.
Un conto è parlare di sequenze con le quali il grande cinema ci ha fatto capire cosa fosse REALMENTE un duello - tipo, chessò, quello fra Liam Neeson/Rob Roy e Archibald Cunningham/Tim Roth nell'omonimo film, che non sarà un capolavoro, d'accordo, ma vale la pena di essere visto solo per quella sequenza, e non lo dico io piccola caccola, ma è opinione condivisa da numerosi critici cinematografici - e SICURAMENTE altro conto è spararsi il confronto Bersani/Renzi al TG1 di ieri sera, che, come dire, NON me la sentirei di qualificare propriamente come uno scontro fra titani.
Oggi leggo su Repubblica.it un intervento di Concita De Gregorio che trovo contenutisticamente e giornalisticamente PERFETTO. Un capolavoro, direi. 
E siccome non potrebbe più compiutamente esprimere lo smarrito sconcerto con cui sono rimasta a fare i conti al termine della trasmissione, lo riporto qui tale e quale.

Laura

Pistola alla tempia - Quiz, all'indomani del duello TV. 

Se per caso doveste decidere di andare a votare al ballottaggio di domenica, voi che al primo turno non avevate scelto né Renzi né Bersani, da chi vi sentireste rappresentati?  A chi, eventualmente, concedereste la delega a governare in vostro nome?
Da uno che visto in tv sembra Corrado in procinto di far entrare come ospite a sorpresa Raffaella Carrà o da Pupo felice davanti ai suoi pacchi?
Da quello che indossa una giacca lucida un po’ attillatina con riflessi marron o da quello che si presenta a casa vostra senza giacca?
Da uno fieramente stempiato in tempi di trapianti o da uno col gel nel ciuffo?
Da uno che dice ‘santa pazienza’ o da uno che dice ‘ovvia giù’?
Da quello vagamente depressivo o da quello vagamente adrenalinico?
Da chi negli ultimi vent’anni è già stato al governo 2547 giorni o da chi negli stessi vent’anni è stato amministratore di una grande provincia, poi di una grande città e in teoria dovrebbe tuttora essere lì a governarla?
Da uno che fa catenaccio o da uno che si sente Guardiola?
Dall’aspirante presidente del Consiglio che cita la bambina Lucrezia, anni 4, o da quello che cita il Mago Zurlì?
Da chi in politica estera si mantiene equidistante o da chi è sempre equivicino?
Da uno che dice ‘bisogna fare una legge anticorruzione’ o da uno che dice ‘bisogna fare una legge antiburocrazia’, in nessun caso spiegando per quale ragione nei vent’anni di cui sopra non ne abbiano sentita l’urgenza, se necessario incatenandosi per ottenerle?
Da uno che l’altra volta ha citato Papa Giovanni o da uno che questa volta cita De Gasperi? (Ma non era il duello per il leader del centrosinistra? La sinistra è uscita allo spareggio?).
Da quello che dice ‘c’è gente che preferisce un passerotto in mano a un tacchino sul tetto’ o da quello che evidentemente non ascolta, sennò chiederebbe: scusa, hai detto tacchino sul tetto? Quale tetto? Quale tacchino?
Da uno che chiamato a dire perché la sinistra al governo non abbia fatto la legge sul conflitto di interessi risponde “in effetti non ci si mettono le dita nel naso” o da quell’altro, che dopo breve silenzio replica “son d’accordo, non ci si mettono le dita nel naso”?