Uguali o diverse? Uguali e diverse!
10 marzo 2011
8 marzo 2011
7 marzo 2011
IN ATTESA
E' vero. Ultimamente sono un po' sparita da questi paraggi.
Ma quando sparisco, non è che non ho niente da dire.
Anzi.
E' che talmente tanti sono i pensieri che si accavallano in questo mio cervellino in perenne, problematica ebollizione, e tanti sono gli stimoli esterni che, volente o nolente, ti costringono a una ripianificazione, a un ripensamento, a una reimpostazione del tuo quotidiano... che alla fine si dovrebbero scrivere papiri infiniti per rendere conto di tutto ciò.
E' pur vero, però, che scrivere aiuta, sempre e comunque. Aiuta a guardarsi da fuori, ad approfondire, a fissare un qualche punto fermo in questo panorama interiore ed esterno sempre così mutevole, instabile, liquido sino alla schizofrenia.
Si può vivere così? Certamente non è facile, e ancor meno lo è per persone come me, nate con un particolare bisogno di risposte, spiegazioni, coordinate, vettori esistenziali non dico da individuare una volta per tutte e per sempre, ma insomma... di una qualche traccia da seguire della quale si possa essere ragionevolmente certi si ha pur bisogno. Temo però che sempre più si verrà tutti, i più come i meno consenzienti/propensi/adatti, sospinti verso una dimensione esistenziale PRIVA di queste luci sulla pista. Piuttosto che ostinarsi irragionevolmente a cercarle nel buio della notte, o a tentare di riaccenderle a tutti i costi, sarà bene fare propria una strategia diversa: le luci sulla pista non le avremo più; la nostra pista sarà buia, e al buio dovremo imparare a muoverci, a sentire, a orientarci. E' ovvio che la prospettiva incuta timore. Eppure, si può vivere anche al buio. Quanto perciò, quanto nel prossimo futuro ci sarà utile il senso interiore, il terzo occhio, lo sguardo che parte da dentro! Gli occhi e la mente non smetteranno di essere importanti, ma di certo non basteranno, non bastano già più. Viceversa, sempre più importante diventerà trovare la luce DENTRO, non FUORI di sè.
Proprio in questi giorni scrivevo a Livia, la mia insegnante di yoga, donna di grande e sofferto equilibrio che non potrebbe essere più lontana dal clichè del santone del terzo Millennio, che leggo la mia personale inquietudine come il manifestarsi individuale di un travaglio cosmico, di un sobbollire di tensioni che stanno da tempo coinvolgendo tutto e tutti intorno a me. Nessuno, al momento, mi pare avere le idee particolarmente chiare su dove stia andando, su dove stiamo andando. Tutti siamo all'erta, come quando nella foresta amazzonica tutto tace, tutto si ferma, tutto si immobilizza nell'attesa della pioggia torrenziale, dell'uragano che viene preannunciato dalle nuvole basse e nere che incombono sul gran fiume dell'esistenza.
E' un Armageddon quello che deve arrivare? In molti lo pensano, e i soliti riferimenti apocalittici alla numerologia spicciola sul 2012 alle porte si sprecano. "Mille e non più mille" eccetera eccetera. Io certo non leggo quel che ci attende in questi termini. Forse perchè la mia dimensione non è quella della fede, forse perchè con il misticismo non sono mai andata un granchè d'accordo. Ma qualcosa mi pare senz'altro attenderci. D'altra parte, l'ordine costituito entro il quale sinora ci siamo mossi, chi più chi meno consenziente, chi più chi meno consapevole, porta in sè un tale numero di spaventose contraddizioni, spinte e controspinte, clamorosi squilibri, senza contare un penoso carico di universale frustrazione e infelicità, da far pensare che non si possa che passare da un drammatico quando INDISPENSABILE rivolgimento.
Nel frattempo, però, vivere bisogna. La vita, il quotidiano, i diritti da rivendicare e i doveri a cui assolvere, ci sospingono implacabilmente avanti, non ho ancora capito se purtroppo o per fortuna; ma forse la seconda che ho detto. Ed è altresì vero che serve pure darsi una tregua, darsi ossigeno con piccoli momenti di piccola felicità. Quella piccola felicità che si nutre dei gesti, delle parole, della stessa, sola magica presenza degli altri nelle nostre vite. Un abbraccio di chi ci ama, i preziosi punti di vista di chi ci circonda, che SEMPRE occorre ascoltare, SEMPRE occorre sforzarsi di capire, SEMPRE ci possono insegnare qualcosa, o quantomeno dare materia su cui riflettere; un po' di musica in compagnia, l'ingenua semplicità dei più piccoli, dei nuovi arrivati nelle famiglie, la compagnia silenziosa degli animali... A tutto questo si può, si deve forse aderire con forza per stare a galla in questo momento che mi pare così oscuro, così indecifrabile... qui stanno forse l'ancora di salvezza, il senso, la risposta, il conforto (specie per chi non sa se Dio c'è, e se c'è dove sta, cosa sa, cosa fa, come passa il suo tempo eterno). Non tanto lontano, quindi, da essere inafferrabili. La cosa forse più difficile e impegnativa è questo mio continuo oscillare fra la consolante coscienza di tutto ciò e i momenti in cui il buio intorno sembra invadermi dentro, stringersi intorno alla mia vita e toglierle l'ossigeno, oltre che il senso. Questa corruzione del mondo e delle cose, questo "avanzato stato di decomposizione", mi pare che in alcuni momenti spanda nell'aria un fetore insopportabile, che la renda ben più irrespirabile di quanto già non sia a causa dei veleni che produciamo. Non so se anche gli altri lo sentano quanto a volte lo sento io, questo fetore di disfacimento, al quale forse somiglia quello di quei terribili e orribili, schifosi fiori tropicali che fioriscono una volta ogni tanto e ammorbano l'atmosfera con l'odore della morte. Sta di fatto, però, che qualcosa di inquietante spinge la gente da un lato a isolarsi, a un autismo culturale che si esprime, ad esempio, in questo nevrotico, assurdo ricorso alle cuffie nelle orecchie, che non servono affatto ad ascoltare musica bensì a non ascoltare gli altri, e in realtà nemmeno se stessi: una sorta di velenosa autoipnosi che rende le persone delle monadi autoreferenziali anche in mezzo a una folla da stadio; e dall'altro, in evidente e irrisolta contraddizione, le spinge nel contempo a cercare spasmodicamente quel surrogato di comunicazione e contatto con l'altro che sempre più è la conversazione telefonica, via mail, via Facebook, via questo, via quello. Tutto, tranne il faccia a faccia. Onesto, sano, difficile e doloroso a volte. MA SANO, UMANO, NORMALE, PER DIO!!! L'I-Pod e il cellulare non sono altro che le due facce della medaglia di questa fuga senza meta, di questo malessere collettivo, di questo vagare in uno spazio-tempo compresso e soffocante di cui gli angusti e maleodoranti spazi della metropolitana milanese sempre più mi paiono, nei miei quotidiani andare-venire dal nulla e verso il nulla (solo uno spostamento fisico privo di profondo significato), pregnante metafora e perfetta rappresentazione scenica.E in tutto questo, sempre meno, sempre meno il senso sta nel "fare" lavorativo... un "fare" che pochissimo e in pochi, transitori momenti corrisponde alle tue inclinazioni, ai tuoi interessi, alle tue ambizioni. Forse questo stato di cose obbliga anche a ripensare la collocazione del senso dell'esistenza, a non legarla eccessivamente alla dimensione lavorativa. A spostare il focus, per così dire. A rivolgerlo verso se stessi in modo meno "performante", per usare una parola abusata, e verso gli altri con maggiore attenzione e anche maggior abnegazione. Aiutare se stessi aiutando gli altri, ecco. Il che non necessariamente si deve fare a partire da presupposti di fede. O forse si potrebbe introdurre una distinzione un po' paradossale, ma secondo me reale, tra fede religiosa e fede... laica. Io per esempio non credo di/in una fede religiosa. Però credo. Eccome, se credo. La mia vita è sempre fortemente stata sostenuta dai "credo". Alcuni ad oggi mi appaiono sempre più lontani, sbiaditi, privi di liquidi vitali. I fossili del mio cammino esistenziale, diciamo. E mi pare evidente che sia giunto il momento di dare spazio ad altro. Ma senza rinnegare. MAI rinnegare, come Cristo stesso ci insegna. Ma piuttosto capire cosa lasciare e cosa tenere, in questo immenso inventario della nostra vita che mi è sempre piaciuto immaginare come la luna dove Astolfo, nell'Orlando Furioso, va a cercare il senno di Orlando impazzito d'amore per Angelica, e dove vanno a finire tutte le cose che si perdono in Terra:
le mille domande, le poche risposte, i sorrisi e i dolori, le immense nostalgie, il perduto e il vissuto, le grandi emozioni, le scoperte e le sconfitte, gli inaspettati recuperi e tutti quei momenti in cui si è sentito qualcosa.
Laura
le mille domande, le poche risposte, i sorrisi e i dolori, le immense nostalgie, il perduto e il vissuto, le grandi emozioni, le scoperte e le sconfitte, gli inaspettati recuperi e tutti quei momenti in cui si è sentito qualcosa.
Laura
16 febbraio 2011
15 febbraio 2011
LEZIONI DI PORNOINGLESE ALLA CNN
Oggi su repubblica.it (http://tv.repubblica.it/dossier/caso-ruby-bunga-bunga/nicole-minetti-intervistata-dalla-cnn/62217?video=&pagefrom=1&ref=HREA-1) Nicole Minetti, filo di perle e occhioni sgranati d'ordinanza (Carfagna docet), spiega tutta compunta, da brava figlia-di-Maria, a un giornalista della CNN cosa accade davvero ai "parties" del caimano ("if we want to call them parties", sottolinea; mah, non so, li vogliamo chiamare "riunioni di gabinetto"? "Consigli di Stato"? "Consigli di Sicurezza dell'ONU"?).
Cazzarola, ma pensate questa un domani cosa potrà raccontare ai suoi nipoti: "Sapete, bambini cari, la vostra nonnina è stata una signora in carriera importante, una donna politica di primo piano... è stata persino intervistata dalla CNN!" "Cosa ti hanno chiesto, nonna cara?" "Se era vero, miei cari bambini, che gestivo il giro di puttane del premier di allora, Silvio Berlusconi, che per questo mi ricompensò con tanti bei soldini e un posto alla Regione Lombardia".
Ma sorvoliamo.
Ma sorvoliamo.
Nicole ci dice che ai "parties" "he (cioè il caimano, n.d.r.) tells any type of stories", specificando poi che si tratta di "stories" sia "personal" sia "about his experience in politics", con un tono deferente manco citasse, che so, i Pensieri di Blaise Pascal; AHAHAHAHAHAHAHA!!!!!.
Ma sorvoliamo nuovamente.
Aggiungendo poi, per rassicurarci, che ai "parties" non succede mai "nothing of lurid, in anyway".
Cioè, che mai e poi mai vi si fanno cose zozze.
E sorvoliamo per la terza volta.
Voglio infatti soffermarmi qui non tanto sul contenuto, quanto sulla forma linguistica scelta dalla signora per esprimere i suoi alti concetti; MA QUESTA NON ERA, SECONDO IL NOSTRO PREMIER, MADRELINGUA INGLESE (vedasi il suo intervento in diretta telefonica a L'Infedele di Gad Lerner, in cui si ergeva a difesa delle eccellenti credenziali di curriculum della bella fanciulla)???
NO, PERCHE' SCUSATE, ELLA TRADUCE:
1. "Lui racconta storie di ogni genere" con "HE TELLS ANY TYPE OF STORIES"
2. "Niente di sporco, in ogni caso" con "NOTHING OF LURID, IN ANYWAY"
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAGGGGGGGGGGGGGGGGH!!
In due frasi, tre strafalci che a me non avrebbero passato nemmeno agli esamini di primo corso d'inglese a Londra all'età di anni 15.
MADRELINGUA INGLESE???????????????
MA FAMMI IL PIACERE, MA VAI A CASA, E TRA UNA "PULIZIA DENTALE" E L'ALTRA VAI A STUDIARE, CHE E' MEGLIO (E LA PROSSIMA VOLTA FATTI DARE DALLA CNN IL TRADUTTORE SIMULTANEO, CHE CI RISPARMI CONSIMILI ORRORI).
Ah, e un'altra cosa: mi pare che tu e/o il webmaster del Popolo della Libertà (libertà dalla grammatica certamente) che ti ha fatto il sito non sappiate nemmeno tanto bene l'italiano: http://www.nicoleminetti.it/galleria_multimediatica.html!!!!!!!!!!!!!!!!!
"MULTIMEDIATICA"???????
...NON E' CHE PER CASO VOLEVATE DIRE "MULTIMEDIALE"???
Mi sento di suggerirvi spassionatamente un'appendice al corso d'inglese di base, costituita da corpose ripetizioni di grammatica della lingua italiana.
Laura
14 febbraio 2011
10 febbraio 2011
PENSIERO DEL GIORNO
E tuttavia chi vede, e per ancor meglio vedere scende in fondo alle cose e a se stesso, dev'essere forte. Perchè spesso è doloroso."
Laura
6 febbraio 2011
I GRANDI MITI DELLA MIA INFANZIA: IL VIEW MASTER
La storia di questo aggeggio è veramente affascinante. Non sto a raccontarvela io perchè la trovate nei minimi dettagli sull'impareggiabile Wikipedia:
Per quanto mi riguarda, vi posso dire che da bambina mi sono fatta di quei viaggioni da far invidia ai più accaniti consumatori di droghe psichedeliche.
Nell'ambito delle mie manie vintage, sono andata a ravanare in Internet per scoprire chi potesse essere quel grande che elaborò e realizzò le scene in 3D, un tempo dette "diorami", così incredibilmente perfette e dettagliate che mi hanno fatta sognare. E a quanto pare non sono stata l'unica, perchè da che la scatola magica è stata inventata, negli anni '50, ha vissuto diversi momenti di revival; sicchè molti miei coetanei nel mondo ne conservano il ricordo e in alcuni casi fortunati, come per la sottoscritta, possono ancora farsi i viaggioni di allora, avendo miracolosamente preservato dai cataclismi dei repulisti famigliari l'apparecchio e i relativi dischetti, ricercatissimi dai collezionisti. Insomma, siamo una manica di folli assoluti che se la raccontano del View Master in una miriade di siti Internet dedicati.
Ma tornando al punto: ho scoperto che molti degli incredibili diorami del View Master sono nati dalla fantasia di una donna, Florence Thomas, di cui in Internet ho trovato diverse citazioni; questa resta forse la più esaustiva:
http://frequential.blogspot.com/2008/04/unsung-geniuses-florence-thomas-of.html
http://frequential.blogspot.com/2008/04/unsung-geniuses-florence-thomas-of.html
Ebbene, guardate cosa è stata capace di fare Florence (e non c'era il computer; solo la fantasia e la plastilina):
Io ho scoperto così i monumenti e le bellezze naturali dell'Australia, della Russia e di Parigi; ma queste tutto sommato sono semplici fotografie, praticamente delle mini-diapo. Indimenticabili sono invece le ricostruzioni in 3D delle fiabe de Le mille e una notte, in particolare Aladino e la lampada meravigliosa e Il tappeto volante, e delle sette Meraviglie del mondo (in realtà ventuno: sette antiche, sette moderne e sette naturali): le piramidi, ricostruite in proporzioni perfette con gli schiavi che le erigono portando a braccia i massi, il colosso di Rodi, il faro d'Alessandria che illumina le acque in tempesta, i lussureggianti giardini pensili di Babilonia, la tomba di Mausolo ad Alicarnasso e la statua di Giove a Olimpia...
CHE INCREDIBILE, MERAVIGLIOSA MAGIA!!!
View Master forever!!!
Laura
LIBERTA' E GIUSTIZIA
05.02.11
Manifestazione al Palasharp di Milano
per la richiesta di dimissioni di Silvio Berlusconi
RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!!!
4 febbraio 2011
TEMPUS FUGIT
Non ti auguro un dono qualsiasi.Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e per ridere.
Ti auguro tempo per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo perché te ne resti,
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
E tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora, come dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere
tempo per la vita.
Poesia indiana
1 febbraio 2011
QUELLI CHE DOVREBBERO ESSERE DEI GRANDI SCOOP
Notizione di oggi:1. Marrazzo beccato nuovamente in compagnia di un travone
2. Luca Barbareschi lascia Futuro e Libertà per tornare come il figliol prodigo alla casa del padre. E' stato infatti ricevuto ad Arcore. Vi rendo noto che soltanto poche settimane fa tuonava dal pulpito del nuovo movimento di Fini contro il premier.
MA PENSA!!! E chi si aspettava queste ricadute da due uomini dalla schiena dritta così? Preciso che il primo dei due può fare nella sua vita sessuale ciò che vuole, dico solo che ci poteva risparmiare la pantomima del periodo di clausura. Ma non andate a scomodare il Padreterno, vah! Che (se esiste) ci ha già troppi cazzi per la testa. Mentre del secondo non saprei cosa dire senza usare espressioni un po' troppo forti per esternare efficacemente un disgusto maturato in anni e anni di osservazione dei comportamenti sociali e politici dell'uomo (uomo?).
Vi ricordate la rubrichina di Cuore di Michele Serra Hanno la faccia come il culo?
Beh, in confronto quelli che andavano a riempirla allora oggi mi sembrano dei pargoli innocenti.
Laura
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Piero Marrazzo
LA NOTIZIA PIU' INTERESSANTE DEL GIORNO
Da corriere.it di ieri 31.01.11:
MA PENSA, CHE SCONVOLGENTE RIVELAZIONE...
MA PERCHE', SCUSI MADAME, LEI E' MAI STATA DI SINISTRA? PERCHE' A DIRLO NON CI SI IMPIEGA NE' UNO NE' DUE. MA ESSERLO E' UN PO' PIU' IMPEGNATIVO, E NON E' ESATTAMENTE ESSERE COME LEI E FARE LA VITA CHE HA FATTO E CHE FA LEI. INFATTI, UN REQUISITO FONDAMENTALE PER ESSERE DI SINISTRA E' SFANGARSELA, LA VITA. COSA CHE NON MI RISULTA LEI SINORA ABBIA MAI FATTO. NEMMENO PER UN MINUTO SECONDO.
Laura
CHE COSA MI DEVO SENTIR DIRE
Ecco i suggerimenti che ieri pomeriggio, in una conversazione casuale (di quelle che ti chiedi perchè te le devi per forza sorbire, specialmente in certe giornate), mi sono sentita dare per aprirmi la strada verso "un futuro professonale luminoso e ricco di successi e gratificazioni all'altezza delle mie capacità e competenze":
1. Non smettere MAI di mandare curricula. Adesso è tutto fermo, ma con l'Expo 2015 in arrivo si smuoveranno CERTAMENTE tante cose e ci saranno nuove opportunità, specialmente per persone che hanno acquisito una maturità professionale in questi anni.
2. Puntare SOPRATTUTTO sulle case editrici
3. Tenere presente che, se è vero che la mia generazione vanta competenze maggiori di quelle dei 50/60enni per quanto riguarda alcuni ambiti, ad esempio l'informatica, è altrettanto vero che i 50/60enni hanno una conoscenza dei mercati (??????????????????????????????) che per semplici ragioni anagrafiche i più giovani non possono avere. Pertanto, l'ottica nella quale lavorare dovrebbe essere quella di una fattiva e fruttuosa COOPERAZIONE. (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
4. Mentre i tempi maturano (e anche io però "maturo", essendo che i 40 anni non sono poi così lontani), tenere duro, e ricordare che comunque c'è tanta gente a spasso e quindi lavorare è già una grande fortuna.
Trovo imbarazzante fare una classifica della più grossa stronzata tra queste quattro. Voi in che ordine le mettereste? Vi giuro che sono state enunciate con convinzione assoluta.
Ormai mi mancano le parole per commentare.
Guardate la vignetta, che è più che eloquente.
Laura
...AAAAAHHHH, ECCO, MI PAREVA...
...siccome Bersani non ha accettato la sua mano tesa, ma gli ha detto di andare cortesemente affanculo, il sultano si è IMMEDIATAMENTE dimenticato le buone maniere e ha subito perso la voglia di collaborare per "il bene del Paese".
Si è incazzato come una bbbbestia (ossia ciò che realmente è), e ha detto a Bersani medesimo che è un insolente.DDDio, che dispiacere... Scommetto che Pierluigi non ci dormirà la notte...
Laura
31 gennaio 2011
IL PREMIER SI SCOPRE IMPROVVISAMENTE CONCILIANTE
... toh, ma guarda! Il premier ha avuto una botta di "collaborativismo acuto", e nella sua immensa magnanimità tende la mano all'opposizione.
Titolone di stamane su corriere.it:
LA LETTERA
«Un piano bipartisan per la crescita»
Il presidente del Consiglio scrive al Corriere. Offerta al leader Pd Bersani: agiamo insieme in Parlamento.
Il capo del governo contrario al voto anticipato. E boccia l'ipotesi di patrimoniale: «Per far ripartire davvero il Paese serve una frustata, non una botta ingiusta»
Titolone di stamane su corriere.it:
LA LETTERA
«Un piano bipartisan per la crescita»
Il presidente del Consiglio scrive al Corriere. Offerta al leader Pd Bersani: agiamo insieme in Parlamento.
Il capo del governo contrario al voto anticipato. E boccia l'ipotesi di patrimoniale: «Per far ripartire davvero il Paese serve una frustata, non una botta ingiusta»
Eh, già, quando l'acqua arriva al culo, e proprio non c'è più niente da fare, meglio turarsi il naso e proporre ai "comunisti" di aiutarmi a salvarmelo (il culo medesimo).
Tanto si può sempre invocare "il bene del Paese", che fa sempre scena e induce la lacrima sui bei volti delle casalinghe di Voghera. Le quali ancora e pervicacemente, nonostante i ripetuti puttantour alla villa di Arcore (anzi, forse ancor di più dopo che sono state rese pubbliche le mie doti amatorie), non sanno resistere al mio fascino latino, felicemente coniugato a una saldezza etica e a un senso di responsabilità che nemmeno il sultano della Repubblica di Banania.
Laura
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
Da libero.it, che adesso ci ammorba con la pubblicità DENTRO la posta elettronica:
30 gennaio 2011
PARACULI RIVENDICATIVI
Il titolo di questo post potrebbe diventare il titolo di una nuova rubrichina del Roman, la gemella di quella dedicata ai cialtroni (che ho momentaneamente sospeso solo perchè a guardare le pagine dei giornali ci sarebbe di che intasarla).
Chi sono i paraculi rivendicativi? A ben vedere, forse, una sottocategoria degli stessi cialtroni italici. Sono gli innumerevoli figli di papà che, arrivati alla notorietà grazie al cognome, non si accontentano della posizione raggiunta ma chissà perchè (avanzo un'ipotesi: forse perchè hanno la coda di paglia?) sentono la necessità di sottolineare che no, loro non sono dei paraculi. Al successo, alla notorietà e ai soldi (in aggiunta a quelli di famiglia, dato che, come si sa, piove sempre sul bagnato) sono arrivati grazie al loro talento, a tanti sacrifici e a tanta fatica. E i loro papà e le loro mamme non li hanno per niente aiutati, anzi, li hanno spronati a fare da soli e a migliorare, darsi da fare, non accontentarsi mai, senza concedere loro alcuna soddisfazione, alcun complimento gratuito. Ma invece educandoli con grande severità all'esercizio dell' "arte".
Ora, a me pare che costoro perdano, raccontandoci tutti le stesse fandonie (non si mettono nemmeno d'accordo fra loro per introdurre qualche variante sul tema) anche quel minimo briciolo di dignità che avrebbero potuto conservarsi godendosi l'IMmeritato successo zitti zitti e buoni buoni. Ma in tempi come questi, contrassegnati da un'ondata montante di immorale arroganza del potere, che non trova più alcun argine a fargli resistenza, i pargoli paraculi non si accontentano di godere in silenzio della propria posizione di privilegio. E continuano a ciarlare del loro percorso verso il successo costellato di ostacoli, sofferenze, sconfitte brucianti, ma anche di vittoriosa perseveranza. E questo me li rende ancor più insopportabili.
Una che già sospettavo fosse in possesso dei requisiti IDEALI per essere citata come esempio della categoria, e che ora, dopo l'intervista rilasciata oggi a Repubblica (stendo un pietoso velo anche sulla scandalosa complicità dei giornali con questi potenti), si conferma ideale mascotte del gruppo, è sicuramente Jessica Einaudi, che dal nome si supporrebbe astro nascente del cinema porno. Invece si dà il caso sia la figlia del più inutile, insipido e inesistente "pianista" e "compositore" (AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!) che ammorba con la sua ingombrante presenza il panorama musicale italiano, e purtroppo anche estero, solo grazie al celebre cognome. Non essendoci sufficiente lui, ora ci tocca sorbirci la piccola di famiglia, ossia appunto la giovane e altrettanto inutile, insipida e inesistente figliola "cantante". Con il suo inutile, insipido e inesistente fidanzato musicista, con il quale forma il duo, tenetevi forte, La Blanche Alchimie; il tipico nome che fa tanto fico, tanto intellettuale, tanto eccentrico, tanto criptico. Peraltro, già qualche tempo fa Repubblica ci aveva propinato il servizietto leccaculo sulla coppietta radical-chic, naturalmente condito con l'immancabile contorno dedicato all'originalità della casa milanese dei due (lei testona di capelli crespi, che fa tanto neohippie-vintage, lui piedi scalzi, a suggerire l'intenso contatto con la dimensione naturale): "lo spazio dove inventano musica", altrimenti definito "la casa delle fughe", in quanto piena di "oggetti evocativi, strumenti di fughe mentali", di "suggestioni globali", e lo studio "blu Grecia, dove Jessica si rifugia per scrivere". Si rifugia da cosa? E soprattutto, per scrivere cosa? Misteri della fede, montature della stampa compiacente.
Vedendo il servizio fotografico, ho pensato alla nostra casa e alle nostre persone. Ai nostri talenti ignorati, alle nostre fatiche VERE, non posticce, alle nostre autentiche, brucianti delusioni. E mi sono incazzata come una bbbbestia.Chi sono i paraculi rivendicativi? A ben vedere, forse, una sottocategoria degli stessi cialtroni italici. Sono gli innumerevoli figli di papà che, arrivati alla notorietà grazie al cognome, non si accontentano della posizione raggiunta ma chissà perchè (avanzo un'ipotesi: forse perchè hanno la coda di paglia?) sentono la necessità di sottolineare che no, loro non sono dei paraculi. Al successo, alla notorietà e ai soldi (in aggiunta a quelli di famiglia, dato che, come si sa, piove sempre sul bagnato) sono arrivati grazie al loro talento, a tanti sacrifici e a tanta fatica. E i loro papà e le loro mamme non li hanno per niente aiutati, anzi, li hanno spronati a fare da soli e a migliorare, darsi da fare, non accontentarsi mai, senza concedere loro alcuna soddisfazione, alcun complimento gratuito. Ma invece educandoli con grande severità all'esercizio dell' "arte".
Ora, a me pare che costoro perdano, raccontandoci tutti le stesse fandonie (non si mettono nemmeno d'accordo fra loro per introdurre qualche variante sul tema) anche quel minimo briciolo di dignità che avrebbero potuto conservarsi godendosi l'IMmeritato successo zitti zitti e buoni buoni. Ma in tempi come questi, contrassegnati da un'ondata montante di immorale arroganza del potere, che non trova più alcun argine a fargli resistenza, i pargoli paraculi non si accontentano di godere in silenzio della propria posizione di privilegio. E continuano a ciarlare del loro percorso verso il successo costellato di ostacoli, sofferenze, sconfitte brucianti, ma anche di vittoriosa perseveranza. E questo me li rende ancor più insopportabili.
Una che già sospettavo fosse in possesso dei requisiti IDEALI per essere citata come esempio della categoria, e che ora, dopo l'intervista rilasciata oggi a Repubblica (stendo un pietoso velo anche sulla scandalosa complicità dei giornali con questi potenti), si conferma ideale mascotte del gruppo, è sicuramente Jessica Einaudi, che dal nome si supporrebbe astro nascente del cinema porno. Invece si dà il caso sia la figlia del più inutile, insipido e inesistente "pianista" e "compositore" (AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!) che ammorba con la sua ingombrante presenza il panorama musicale italiano, e purtroppo anche estero, solo grazie al celebre cognome. Non essendoci sufficiente lui, ora ci tocca sorbirci la piccola di famiglia, ossia appunto la giovane e altrettanto inutile, insipida e inesistente figliola "cantante". Con il suo inutile, insipido e inesistente fidanzato musicista, con il quale forma il duo, tenetevi forte, La Blanche Alchimie; il tipico nome che fa tanto fico, tanto intellettuale, tanto eccentrico, tanto criptico. Peraltro, già qualche tempo fa Repubblica ci aveva propinato il servizietto leccaculo sulla coppietta radical-chic, naturalmente condito con l'immancabile contorno dedicato all'originalità della casa milanese dei due (lei testona di capelli crespi, che fa tanto neohippie-vintage, lui piedi scalzi, a suggerire l'intenso contatto con la dimensione naturale): "lo spazio dove inventano musica", altrimenti definito "la casa delle fughe", in quanto piena di "oggetti evocativi, strumenti di fughe mentali", di "suggestioni globali", e lo studio "blu Grecia, dove Jessica si rifugia per scrivere". Si rifugia da cosa? E soprattutto, per scrivere cosa? Misteri della fede, montature della stampa compiacente.
Poi, però, ho pensato a me e a Cristiano immortalati come i due radical-chic: io con i capelli per aria (il potenziale ci sarebbe), lui con i pantaloni modello "ci ho l'acqua in casa" e il piede scalzo. E ho pensato che sembreremmo due deficienti. Esattamente come lo sembrano (o forse lo sono?) questi due, che invece vogliono farci apparire interessanti e particolari a tutti i costi. Perchè lei si chiama Einaudi, e se già suo padre non è per nulla interessante e particolare, ma si chiama Einaudi e quindi DEVE essere interessante e particolare, per lei deve valere la stessa regoletta. E così via per generazioni e generazioni.
Allora mi è venuto uno sbotto di ridere che non finiva più, e mi è passata l'incazzatura.
E' proprio vero che "una risata li seppellisce".
Laura
P.S. per chi volesse godersi per intero il servizio di Repubblica di qualche tempo fa, e anche per dimostrare che ciò che scrivo è documentato, ecco il link: http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/18/news/jessica_einaudi_federico_albanese_nello_spazio_dove_inventano_musica-7208901/
26 gennaio 2011
SE AVESSI A PORTATA DI MANO IL GENIO DELLA LAMPADA...
...gli chiederei di regalarmi un vestitone così:
Lo so... non è il massimo della sobrietà. Ma d'altra parte, questa mia vena kitsch non può nemmeno essere soffocata.
E' una vita che vorrei essere la Barbie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
25 gennaio 2011
Citazione colta, ma vi assicuro non è per fare un inutile sfoggio di cultura, bensì per esprimere la mia reale identificazione con quello sgomento:
"Oh parola, parola che mi manchi!" dice Aronne nel Mosè e Aronne di Schönberg (grandiosa opera-pacco sull'agile tema del rapporto Uomo-Dio). Lui lo dice perchè non sa spiegarsi l'esistenza del Padreterno e si tormenta constatando l'inadeguatezza del verbo a parlare di Dio (e nello stesso tempo, è il compositore che esprime attraverso il personaggio la drammatica consapevolezza di aver raggiunto un invalicabile limite della sua capacità di "dire" attraverso la sua musica).
Io lo dico perchè... bah, forse per lo stesso motivo. MA A VOI PARE CHE POSSA ESISTERE UN PADRETERNO CHE GUARDA A TUTTO CIO' CHE STA AVVENENDO SENZA BATTERE CIGLIO? CHE NON SI SCHIFI DELLE TROIE, MA MOLTO, MOLTO, MOLTO DI PIU' DEGLI "UTILIZZATORI FINALI" (E DI QUELLI INIZIALI E DI MEZZO) E ANCORA DI PIU’ DEI VESCOVI, CHE SI BARCAMENANO IN MEZZO A MILLE LOSCHI INTERESSI ANZICHE' TUONARE NEL DESERTO COME IL BATTISTA, E CACCIARE I MERCANTI DAL TEMPIO COME GESU' CRISTO???
No, dico, ma è morto persino il suo omonimo operaio. Non crepa lui, crepa il suo omonimo operaio. Questo porta pure sfiga. Ora è acclarato.
E impazzisce in televisione, fa la belva inferocita, spinge un giornalista stimato e rispettabile a dargli, SACROSANTEMENTE, del cafone.
MA CHE PAESE E’??? MA DOVE MAI SI E’ VISTO??? MA COSA ANCORA DOBBIAMO VEDERE???
NON VOGLIO PIU’ VEDERE, NON VOGLIO PIU’ SENTIRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
AIUTOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
"Oh parola, parola che mi manchi!" dice Aronne nel Mosè e Aronne di Schönberg (grandiosa opera-pacco sull'agile tema del rapporto Uomo-Dio). Lui lo dice perchè non sa spiegarsi l'esistenza del Padreterno e si tormenta constatando l'inadeguatezza del verbo a parlare di Dio (e nello stesso tempo, è il compositore che esprime attraverso il personaggio la drammatica consapevolezza di aver raggiunto un invalicabile limite della sua capacità di "dire" attraverso la sua musica).
Io lo dico perchè... bah, forse per lo stesso motivo. MA A VOI PARE CHE POSSA ESISTERE UN PADRETERNO CHE GUARDA A TUTTO CIO' CHE STA AVVENENDO SENZA BATTERE CIGLIO? CHE NON SI SCHIFI DELLE TROIE, MA MOLTO, MOLTO, MOLTO DI PIU' DEGLI "UTILIZZATORI FINALI" (E DI QUELLI INIZIALI E DI MEZZO) E ANCORA DI PIU’ DEI VESCOVI, CHE SI BARCAMENANO IN MEZZO A MILLE LOSCHI INTERESSI ANZICHE' TUONARE NEL DESERTO COME IL BATTISTA, E CACCIARE I MERCANTI DAL TEMPIO COME GESU' CRISTO???
No, dico, ma è morto persino il suo omonimo operaio. Non crepa lui, crepa il suo omonimo operaio. Questo porta pure sfiga. Ora è acclarato.
E impazzisce in televisione, fa la belva inferocita, spinge un giornalista stimato e rispettabile a dargli, SACROSANTEMENTE, del cafone.
MA CHE PAESE E’??? MA DOVE MAI SI E’ VISTO??? MA COSA ANCORA DOBBIAMO VEDERE???
NON VOGLIO PIU’ VEDERE, NON VOGLIO PIU’ SENTIRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
AIUTOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mi sembra di essere in un film di Dario Argento!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Laura
22 gennaio 2011
TUTTA FIGLIA DI SUO PADRE
Da corriere.it:
LO SCONTRO
Ruby, dedica di Saviano ai pm
Marina Berlusconi: «Provo orrore»
Lo scrittore riceve la laurea honoris causa in Giurisprudenza a Genova e nella sua orazione parla dei giudici di Milano a cui dedica l'onorificenza. La reazione della figlia del premier e presidente di Mondadori: «Basta persecuzione personale»
Io, invece, provo orrore del fatto che lei provi orrore (senza contare che mi fa orrore lei stessa).
LO SCONTRO
Ruby, dedica di Saviano ai pm
Marina Berlusconi: «Provo orrore»
Lo scrittore riceve la laurea honoris causa in Giurisprudenza a Genova e nella sua orazione parla dei giudici di Milano a cui dedica l'onorificenza. La reazione della figlia del premier e presidente di Mondadori: «Basta persecuzione personale»
Io, invece, provo orrore del fatto che lei provi orrore (senza contare che mi fa orrore lei stessa).
Meno male che anche altri, fra cui anche un vippone come Armani, provano orrore per le stesse cose per cui lo provo io. In particolare, per il fatto che il Presidente del Consiglio del mio Paese vada con puttane minorenni. E che sua figlia lo difenda.
Ma si sa che in certe situazioni la miglior difesa è l'attacco.
Talis pater...
Laura
21 gennaio 2011
18 gennaio 2011
MA CAAAAAAAAAAAARI!!! CHE DOLCE!!!
Oramai ne scopriamo una al minuto. Questa è di stasera (da corriere.it):SU «OGGI» L'ATTRICE COINVOLTA NELLE SEGNALAZIONI ALLA RAI SVELA LA SUA STORIA CON SILVIO B.
Anche Evelina Manna si candida a fidanzata del premier. Suspence
Racconta l'intimità: «Lui la chiama la nannina. Gli piace addormentarsi “a seggiolina”, con la mentina in bocca»
PREEEEEEEEGO??????????
OHSSSANTAPATACCA, CI MANCAVA EVELINA CON LA MENTINA!!!
E chissà quante ancora ne devono venir fuori...
Laura
15 gennaio 2011
13 gennaio 2011
11 gennaio 2011
IL GIOCO DELLA SETTIMANA: FACCIAMO A CHI LA SPARA PIU' GROSSA
Oggi mi riesce veramente difficile stabilire una graduatoria fra:
1) Papa Ratzinger: "La libertà religiosa delle famiglie di alcuni Paesi europei è minacciata là dove viene imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione" (da ilquotidianoitaliano.it, ma tutti i giornali oggi ne parlano).
2) Borghezio della Lega: "Questa parte del Paese non cambia mai, l'Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. C'è bisogno di uno scatto di dignità degli abruzzesi. E' sano realismo padano" (da repubblica.it)
3) Marchionne (MA CHE TE POSSINO): cito dall'articolo di Massimo Giannini su repubblica.it di oggi (http://www.repubblica.it/rubriche/polis/2011/01/10/news/caro_marchionne_non_sar_mai_una_festa-11068518/?ref=HREA-1): "Nel confermare che se il referendum non passa la Fiat chiuderà Mirafiori e procederà alla delocalizzazione dell’impianto in Serbia o chissà dove, Marchionne ha aggiunto: "E ce ne torneremo a festeggiare a Detroit"."
4) Monsignor Franco, Presidente Caritas: cito da http://www.montecchiopiu.com/leggi/caritas-veneto-la-crisi-morde-sempre-di-piu: "Il presidente Caritas: distinguere tra accoglienza e permanenza, è bene che tornino a casa"
1) Papa Ratzinger: "La libertà religiosa delle famiglie di alcuni Paesi europei è minacciata là dove viene imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione" (da ilquotidianoitaliano.it, ma tutti i giornali oggi ne parlano).
2) Borghezio della Lega: "Questa parte del Paese non cambia mai, l'Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. C'è bisogno di uno scatto di dignità degli abruzzesi. E' sano realismo padano" (da repubblica.it)
3) Marchionne (MA CHE TE POSSINO): cito dall'articolo di Massimo Giannini su repubblica.it di oggi (http://www.repubblica.it/rubriche/polis/2011/01/10/news/caro_marchionne_non_sar_mai_una_festa-11068518/?ref=HREA-1): "Nel confermare che se il referendum non passa la Fiat chiuderà Mirafiori e procederà alla delocalizzazione dell’impianto in Serbia o chissà dove, Marchionne ha aggiunto: "E ce ne torneremo a festeggiare a Detroit"."
4) Monsignor Franco, Presidente Caritas: cito da http://www.montecchiopiu.com/leggi/caritas-veneto-la-crisi-morde-sempre-di-piu: "Il presidente Caritas: distinguere tra accoglienza e permanenza, è bene che tornino a casa"
Beh, io direi che ci possiamo cavare dall'imbarazzo della classifica dando loro un bell'ex aequo.
Il primo vaneggia di presunte mancanze di libertà, laddove mi pare piuttosto che alla gente si voglia togliere il diritto di sapere a cosa gli servono la Jolanda e il Walter, come direbbe la Littizz, e come si usano. Avanzo maliziosamente l'ipotesi che li si voglia tenere all'oscuro del loro funzionamento, cosicchè li si utilizzino esclusivamente a fini procreativi e anche in quel caso senza alcuna coscienza di cosa si sta facendo.
Gli altri tre mi paiono dei veri campioni di solidarietà, e passi un Marchionne (uno squalo) oppure un Borghezio (un essere non senziente). Ma dal comandante in capo della Caritas... NO, DICO, DELLA CARITAS! Capito bene? Della CARITAS!
Nel caso non fosse chiaro a tutti, cito dall'ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE SACRAMENTUM CARITATIS DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI ALL'EPISCOPATO, AL CLERO ALLE PERSONE CONSACRATE E AI FEDELI LAICI SULL'EUCARISTIA FONTE E CULMINE DELLA VITA E DELLA MISSIONE DELLA CHIESA (recuperata su http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html):
"Sacramento della carità, la Santissima Eucaristia è il dono che Gesù Cristo fa di se stesso, rivelandoci l'amore infinito di Dio per ogni uomo. In questo mirabile Sacramento si manifesta l'amore « più grande », quello che spinge a « dare la vita per i propri amici » (Gv 15,13). Gesù, infatti, « li amò fino alla fine » (Gv 13,1). Con questa espressione, l'Evangelista introduce il gesto di infinita umiltà da Lui compiuto: prima di morire sulla croce per noi, messosi un asciugatoio attorno ai fianchi, Egli lava i piedi ai suoi discepoli. Allo stesso modo, Gesù nel Sacramento eucaristico continua ad amarci « fino alla fine », fino al dono del suo corpo e del suo sangue."
...E QUINDI??? COME ME LE APPICCICATE INSIEME LE DUE COSE? L'INSEGNAMENTO E L'ESEMPIO DI QUEL POVERO CRISTO DI CRISTO, CHE A VEDERVI CHISSA' LE ULCERE CHE NON SI FA, E LA PRESA DI POSIZIONE DELLA, SI FA PER DIRE, "CARITAS", COME CI AZZECCANO?
Se qualcuno me lo spiega, perchè non mi torna.
Intanto sui muri tornano le scritte di minaccia in vernice rossa contro Marchionne, e così aspetto al varco qualcuno dei nostri "Onorevoli" che venga a fare la chiosina scandalizzata "Ecco i soliti provocatori che aspettano soltanto l'occasione buona per innescare la miccia della violenza".
Ehggià... invece Marchionne non è un provocatore, dicendo praticamente che se la gente non accetta di sfangarsela alla catena di montaggio alle sue tiranniche condizioni (roba da fabbriche inglesi della rivoluzione industriale, per intenderci), lui se ne strafotte, tanto può andare a schiavizzare quelli che ci hanno le pezze ar culo peggio di noi.
Noooooooo, è proprio una brava personcina...
E qui mi fermo, se no poi qualcuno potrebbe far notare anche a me che sono una provocatrice, violenta ed eversiva.
Laura
10 gennaio 2011
MADOOOOOOOOO, CHE GGGIORNATA!
Un tempo erano mooooolto peggio, per carità.Ma il fatto è che la mia soglia di tolleranza si sta abbassando vertiginosamente!
9 gennaio 2011
QUANDO SI DICE IL GUSTO IN MATERIA DI DONNE...
Ora, premetto che sarebbe abbastanza ingenuo dare per scontato che "Marika Fruscio" (non crederemo MAI che sia il suo vero nome, e ci complimentiamo con chi le ha ritagliato su misura lo pseudonimo, che simpaticamente e sottilmente allude allo struscio) dica il vero a proposito della sua liaison con il calciatore Pippo Inzaghi.
Ma se fosse vero, al più grande pregio di Pippo già evidenziato su questo blog, ossia il grande understatement in campo e l'equilibrio con cui vive la sua attività agonistica (http://leromanderenart.blogspot.com/2010/11/non-dimentichiamo-pero-le-tragedie-che.html), dovremmo senz'altro aggiungere il suo finissimo gusto estetico in fatto di donne.
Ma se fosse vero, al più grande pregio di Pippo già evidenziato su questo blog, ossia il grande understatement in campo e l'equilibrio con cui vive la sua attività agonistica (http://leromanderenart.blogspot.com/2010/11/non-dimentichiamo-pero-le-tragedie-che.html), dovremmo senz'altro aggiungere il suo finissimo gusto estetico in fatto di donne.
Il nostro uomo, a quanto sembra, non si accontenta facilmente. Non della prima che passa per strada, e non certamente della tettona senza cervello; la "Fruscio" ha infatti dichiarato (cito da http://magazine.libero.it/foto/09/marika-fruscio-attaccante-milan-fg6838/pg6.phtml): "Mettermi su un piedistallo e tirare fuori solo le tette non mi va bene... certo, le tiro anche fuori perché non mi dà tanto fastidio, però sarebbe bello tirarle fuori con dietro un bagaglio culturale da proporre". Bagaglio che ovviamente lei sostiene di avere. Ma noi le crediamo, eh! A 'sti giovani bisogna pur dare fiducia, no? Se no questo Paese come va avanti? Bando alla gerontocrazia!
Ritengo utile e significativo proporre qualche immagine di questa fine intellettuale, colta dal fotografo in un momento della sua vita di studio e di ricerca filosofica nell'isolamento del suo rifugio in alta montagna, durante l'attività enologica a cui si dedica in qualche raro momento di svago e riposo, e infine sul luogo in cui presta la sua benemerita attività di assistenza ai più bisognosi per un noto ente umanitario:
Ritengo utile e significativo proporre qualche immagine di questa fine intellettuale, colta dal fotografo in un momento della sua vita di studio e di ricerca filosofica nell'isolamento del suo rifugio in alta montagna, durante l'attività enologica a cui si dedica in qualche raro momento di svago e riposo, e infine sul luogo in cui presta la sua benemerita attività di assistenza ai più bisognosi per un noto ente umanitario:


Una donna di grande statura intellettuale che al tempo stesso non disdegna i piccoli-grandi piaceri della vita, come quello di un buon bicchiere di vino, e non dimentica i meno fortunati, prestando con modestia e discrezione la sua opera (è stato molto difficile indurla a portare allo scoperto questa sua attività parallela e testimoniarla attraverso uno scatto fotografico, come risulta evidente dalla ritrosia della sua espressione) per alleviarne le sofferenze.E' sempre bello poter parlare di così belle persone (a tal proposito, un plauso a libero.it per ricordarne tante e spesso nel suo magazine).
Laura
7 gennaio 2011
6 gennaio 2011
"(...) le uniche mulattiere che vogliamo esplorare sono le mulattiere della mente; la sola adulterazione che vogliamo davvero evitare è la nostra. Ricominciare da capo, senza pregiudizi, senza istruzione. Cambiamenti di luce provenienti dall'illuminazione interna, non dal gioco dei riflettori su uno scenario già prestabilito."
Vita Sackville West,
Il più personale dei piaceri - Diari di viaggio, Persia 1926-1927
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