6 agosto 2013

SURVIVING

...ovvero, ricette per (tentare di) sopravvivere alla canicola agostana, cercando di non farsi sopraffare dal senso di vuoto spinto e soprattutto dalla nostra "cara" vecchia conoscenza: la sottile depressione che ne consegue, con tutto il suo carico di pensieri neri, nostalgie graffianti, malinconie, timori per il futuro, varie ed eventuali. E intanto si tracciano le crocette sul calendario per visualizzare il countdown della partenza (OGGI MENO 7!!!!!!!!!!! Fra una settimana a quest'ora già siamo in viaggio alla volta degli USA!!!!!!!!!!!!!!!!!! YESSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS!!!!!!!!!!):  


1- gli episodi di Poirot con il mitico David Suchet; in streaming ce ne sono alcuni in italiano, ma su You Tube ce ne sono molti di più in inglese. Meglio, così faccio un po' di training linguistico in vista delle vacanze (constatando fra l'altro di averne GRANDE bisogno... povero il mio inglese, mai praticato...). 


2- il back up dei cinque miliardi di foto del 2011-12-13, sempre relegato alla stagione estiva causa drammatica mancanza di tempo per occuparsi di queste infinite menate; le quali invece in questo periodo improvvisamente si colorano di una luce di incredibile interesse, pur di trovare alternative al sartriano fissare la parete di fronte, sempre scarsamente disponibile a intavolare discussioni ricreative e stimolanti 


3- la spesa; sì, esatto, la spesa. Che anche questa mi rompe le palle a mille durante la stagione invernale, e invece adesso, sarà per il refrigerio del conditioning che scusate se è poco nella condizione larvale in cui ci troviamo, sarà per la ricerca di ogni possibile e immaginabile alternativa all'accensione dei fornelli, assurge a luogo delle meraviglie. Sicché ieri (NON PRIMA DELLE 18.30 PENA LA LIQUEFAZIONE NELL'ABITACOLO DELLA TWINGO WITHOUT CONDITIONING) eccomi scorrazzare fra le corsie del Billa di Sesto Rondò, tutta tesa all'attento vaglio di offerte e sconti su frutta, verdura, insalate di riso e cous cous, succhi di frutta e frullati... che va sempre a finire che mi scappa la mano e quella che doveva essere "l'ultima spesina prima della partenza" ha riempito il frigo un'altra volta... (con conseguente ramanzina del neo-marito: "DA SETTEMBRE LA SPESA RICOMINCIO A FARLA IO, PERCHE' CON TE NON FUNZIONA!!!").   


4- l'ascolto a manetta dell'opera omnia di Elisa a volumi poco rispettosi del vicinato grazie a quella grandiosa invenzione dell'Umanità che è Spotify, sito che consente l'ascolto FREE di tonnellate di musica di ogni genere e autore nazionale e internazionale!!!!!!!!!! Siate benedetti, o voi prodigiosi inventori di consimil meraviglia!!!


5- la cena. Yes, exactly, la cena. Perché a pranzo mangiare è ardua impresa. Il caldo mi spinge solo verso litrate di succo di frutta e the freddo, al massimo una pesca o uno yoghurt. Risultato: la sera mi strafogherei fagioli e cotiche. L'altra sera ci ho avuto quel mio rarissimo tocco magico nel mixing degli ingredienti dell'insalata: fagioli rossi, cetrioli, cipollina naturalmente sottilesottilesottile, un rimasuglio di Simmenthal, sale, pepe, olio, due gocce di balsamico e un pizzico di paprika; non sarà 'sta gran scoperta né botta di originalità, ma ci aveva il suo perché. 

Ecco.
Così qui si cerca di traghettarsi al giorno dell'agognata partenza.

Laura            

3 agosto 2013

LA GRAZIA???????????????


LA GRAZIA???????????
POTETE RIPETERE PER FAVORE????????????
HO CAPITO BENE?????????????????????
LA GRAZIA?????????????????

Il ricatto del condannato


La tragicommedia del "Santo Martire della mala-giustizia italiana" è giunta infine al suo climax. Dopo lacondanna definitiva decisa dalla Cassazione per Silvio Berlusconi, si dispiegano con geometrica potenza l'improvvisa drammatizzazione del suo ricatto politico e la messinscena mediatica della Grande Banalizzazione dei suoi processi penali. Il ricatto è ultimativo, e chiama in causa il Quirinale: o mi date un salvacondotto, o salta tutto. La banalizzazione è suggestiva, e chiama in causa le coscienze: ho salvato il Paese dai comunisti, quindi sono innocente per definizione.

Nell'anomalia berlusconiana non c'è spazio per la realtà. Anche se la realtà è molto semplice. Per lo Stato, in rappresentanza del quale si sono espressi i giudici della Suprema Corte, il Cavaliere è colpevole di un reato gravissimo, provato al di là di ogni ragionevole dubbio in tre gradi di giudizio. Per questo, come qualunque altro cittadino e secondo il principio costituzionale di uguaglianza di fronte alla legge, merita la pena che gli è stata inflitta. In qualunque altra democrazia occidentale non ci sarebbe altro da aggiungere. Il condannato prende atto, e sconta il suo debito con la giustizia, pagandone tutte le conseguenze. Comprese quelle politiche, se ne esistono.

Solo in questa Italia, narcotizzata dalla propaganda mistificatoria ed egemone di una destra autocratica e populista, può succedere che il carnefice si spacci per la vittima. Solo in questa Italia, lobotomizzata da una "guerra dei vent'anni" combattuta da un conducator che si pretende sempre e comunque legibus solutus, può succedere che il "pregiudicato" si rappresenti come il "perseguitato". Ed è dunque in nome di questa colossale manipolazione che una verità processuale ormai certificata può essere "venduta" sul mercato politico e veicolata nel discorso pubblico come una banale falsità, che se pure macchia la fedina penale del leader non indebolisce la sua immagine sacrale e la sua tempra morale. Al contrario. I tribunali della Repubblica hanno stabilito che Berlusconi ha frodato il fisco per creare fondi neri, secondo uno schema collaudato che gli è servito e gli serve da decenni per corrompere politici, giudici e finanzieri. Ma questo, per i Grandi Banalizzatori in servizio permanente effettivo, non conta nulla. La sentenza (ancorché definitiva, fattuale e soprattutto documentale) è un groviglio di parole ridotte a gusci vuoti, sulle quali non vale neanche la pena fermarsi a riflettere. Non vale la pena provare a capire cosa, come e perché è successo tutto questo, a un ex presidente del Consiglio di questo Paese. 

Anzi, proprio questa sentenza di condanna (manomessa e trasformata nel suo contrario) è usata per paradosso a rafforzare la legittimità politica del Cavaliere, che di fronte ai suoi scudieri e ai suoi elettori torna ora a parlare di voto anticipato. Com'era ovvio e prevedibile la "pacificazione", pilastro ideologico del governo di "unità nazionale", era solo un pretesto posticcio: quasi la prosecuzione dell'impunità con altri mezzi. Per lo Statista di Arcore non vale l'interesse nazionale, ma solo quello personale. E dunque, come spiega ai suoi gruppi parlamentari, a questo punto conviene andare alle elezioni al più presto, "per vincerle" e per fare finalmente quella "riforma della giustizia" che non serve agli italiani, ma serve solo a lui. Una riforma che non garantisce più attenzioni agli imputati, ma promette più sanzioni ai magistrati. Seguire Berlusconi, nel videomessaggio di due giorni fa, è come osservare i "nuovi tiranni" raccontati da John Berger. Occhi piccoli, pronti, che esaminano tutto e non contemplano nulla. Orecchie capienti come banche dati, ma incapaci di ascoltare. Labbra che tremano di rado, e bocche che minacciano implacabilmente decisioni. Mani gesticolanti, che dimostrano formule e non toccano l'esperienza. Soprattutto, assoluta fiducia in se stessi, pari alla loro tracotanza e alla loro ignoranza. 

E questo non è che un debutto. Cosa accadrà tra qualche giorno, quando un'altra sentenza precipiterà sulla scena, a scatenare l'ira del pelide Silvio? Cosa succederà quando la stessa Cassazione si pronuncerà sul maxi-risarcimento che la Fininvest deve alla Cir, per un altro enorme episodio corruttivo (anche questo certificato da una sentenza passata in giudicato) come il Lodo Mondadori comprato a suon di mazzette al giudice Metta? Cosa farà il Cavaliere, se non quello che sa fare meglio da quando è sceso in campo nel '94, cioè rovesciare tavoli, bruciare vascelli, saltare come un ardito nel cerchio di fuoco di un'avventura politica vissuta sempre e soltanto come campagna elettorale permanente? Gli atti sediziosi del Pdl, per adesso solo annunciati, saranno prima o poi realizzati. La Vandea dei ministri, l'Aventino dei parlamentari, l'assedio al Quirinale, costretto ancora una volta a escludere ufficialmente l'ipotesi folle di un provvedimento di grazia ad personam. E chissà che altro ancora, per "ripristinare la democrazia", violata solo perché un manipolo di magistrati, coraggiosi e scrupolosi, ha provato a fare fino in fondo il proprio dovere: amministrare la giustizia. Anche nei confronti di un cittadino "eccellente" che ha fatto di tutto per sottrarvisi, dai sovversivi Lodi Schifani-Alfano ai compulsivi legittimi impedimenti "per uveite". E che si ritiene meno uguale degli altri solo perché la sua gente lo ha votato ed "eletto", a questo punto non solo in senso parlamentare ma quasi divino. 

In questo scenario, ragionare ancora sulle prospettive del governo Letta non ha molto senso. L'orizzonte politico, spaziale e temporale, si restringe ineluttabilmente. Era nelle cose, e solo chi si è lasciato e si lascia ancora ammaliare dalla Grande Banalizzazione poteva non vederlo. Verranno ore drammatiche. E per Giorgio Napolitano, che finora ha supplito da solo all'irresolutezza della politica e ha retto tutto intero il peso di una governabilità quasi impossibile, rischia di avvicinarsi ancora una volta il momento delle scelte più difficili. E questo è tanto vero, che anche la sinistra ha il dovere almeno di chiedersi se non occorra giocare d'anticipo, piuttosto che aspettare ancora una volta gli eventi. Un tema cruciale, che interroga il Pd, obbligato a riflettere sulla natura di questa anomala Grande Coalizione, e anche il presidente del Consiglio, chiamato a una rigorosa analisi costi/benefici della sua missione a Palazzo Chigi. Per tornare a John Bergere: non basta "ammassare il branco" per dire che si sta governando. Letta non ha torto, quando sostiene che "fermarsi ora sarebbe un delitto". Ma ha più ragione di lui chi oggi si domanda: come si può andare avanti con un presunto alleato che un "delitto" lo ha commesso davvero, secondo una sentenza ormai definitiva pronunciata nel nome del popolo italiano? 

2 agosto 2013

Elisa - Rock your soul

LA CORTE DEI SERVI SCONFITTI





...che ora tremano per le loro sorti personali.

http://www.corriere.it/politica/foto/08-2013/palazzo/grazioli/volti-tirati-sguardi-bassi-pellegrinaggio-palazzo-grazioli_a694b3d6-fb3c-11e2-be12-dc930f513713.shtml#1

Laura

QUAL E' LA VERITA' (PERCHE' CE N'E' UNA SOLA, NON CENTOMILA)

Le conseguenze della verità

Il falso miracolo imprenditoriale che nella leggenda di comodo aveva generato e continuamente rigenerava l'avventura politica di Silvio Berlusconi ieri ha rivelato la sua natura fraudolenta, trascinando nella rovina vent'anni di storia politica travagliata del nostro Paese.

La Corte di Cassazione ha infatti confermato la condanna di Berlusconi a quattro anni per frode fiscale, chiedendo alla Corte d'Appello di rideterminare il calcolo della pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici, dopo che il Procuratore Generale aveva proposto di ridurla. La condanna diventa dunque definitiva, il crimine è accertato, e tutto il mondo oggi sa che Berlusconi ha frodato il fisco, la sua azienda, gli altri azionisti e il mercato, per costruirsi una provvista illecita di fondi neri all'estero da usare per alterare un altro mercato, quello delicatissimo della politica.

Di questa storia titanica ed enormemente dilatata dalla dismisura populista e dalla sproporzione economica, tutto viene a morire dentro la sentenza di Cassazione, azienda, politica, affari, partito e infine, e soprattutto, una concezione illiberale e poco occidentale della destra, concepita e teorizzata come il territorio degli abusi e dei soprusi, legittimati dal carisma del leader, talmente "innocente" per definizione da sottrarsi ad ogni controllo di legittimità e di legalità.

Questa era in realtà la vera posta in gioco, e pesava infatti quasi fisicamente sulle toghe dei giudici che leggevano ieri in piedi la sentenza in nome del popolo italiano: sapendo che da oggi si trasformeranno in bersagli polemici e personali per la furia iconoclasta della destra, nello sciagurato Paese in cui ci vuole coraggio anche solo per amministrare la giustizia secondo diritto.

La posta in gioco era dunque arrivare non alla condanna, come abbiamo sempre detto, ma alla sentenza. Dimostrare che anche in Italia vige lo Stato di diritto, e vale la separazione dei poteri. Confermare che per davvero la legge è uguale per tutti, com'è scritto sui muri delle aule di giustizia.

Per giungere a questo esito - rendere compiutamente giustizia - ci sono voluti 10 anni di indagini, 6 anni di cammino processuale continuamente accidentato dai "mostri" giudiziari costruiti con le sue mani dal premier Berlusconi per aiutare l'imputato Berlusconi, minando il codice e le procedure con trappole a sua immagine e somiglianza. Una impressionante sequela di abusi ad uso personale e diretto, senza vergogna, dal Lodo Alfano ai "legittimi" impedimenti, alle prescrizioni brevi, ai processi lunghi: abusi in serie che nessun cittadino imputato avrebbe potuto permettersi, e nessun leader occidentale avrebbe potuto praticare.

Rivelatisi infine inutili anche i "mostri", che hanno menomato il processo ma non sono riusciti a ucciderlo, è scattato il ricatto psicologico su istituzioni deboli e partiti disancorati da ogni radice identitaria.

E' la pressione fantasmatica del "dopo", che impedisce di leggere il presente giudicando il passato, e dunque tiene la politica prigioniera in un'unica dimensione, quella di un precario presente, trasformando la stabilità non in un valore (come avviene ovunque) ma in un tabù: che viene prima delle identità distinte da preservare nella loro diversità e addirittura prima delle responsabilità che i partiti hanno di fronte alla loro opinione pubblica.

Ecco dunque le minacce sul "dopo", gli "eserciti di Silvio" già schierati con le armi al piede, il leader diviso come sempre da vent'anni tra la tentazione rivoluzionaria di rovesciare il tavolo nell'ultima ordalia e la prudenza democristiana di restare aggrappato al legno del governo come all'ultimo spazio possibile di negoziazione.

Qualcosa di quasi metafisico, che dimostra come la politica sia prigioniera. Nessuno ha parlato del reato in discussione, della sua gravità e delle sue conseguenze e tutti hanno guardato solo all'autore del reato, come se fosse possibile separare le due cose, e la specialità del soggetto annullasse il crimine, o lo derubricasse, amnistiandolo di fatto nel senso comune.

Ma il senso comune è il prodotto di un'operazione politica, che tende a occultare la clamorosa evidenza dei fatti. Perché ciò che è successo ieri con la sentenza è frutto di comportamenti precisi, almeno 270 milioni di euro sottratti a Mediaset e agli azionisti, diritti su film comprati a cento dagli intermediari berlusconiani e rivenduti a Mediaset a mille, per costruire nei passaggi intermedi un tesoro illegale di fondi neri in Svizzera, a Montecarlo, alla Bahamas, nella disponibilità piena e illecita del Cavaliere.

Altro che processo politico. La Cassazione ha sanzionato ieri definitivamente una frode imprenditoriale gigantesca, da parte dell'imprenditore "che si è fatto da sé" e che "ama il suo Paese".

Adesso sappiamo qual è la sostanza di questo amore e di quella costruzione industriale e politica.

Gli stessi sottosegretari sbandati che ieri sera annunciavano di andarsi a dimettere "nelle mani di Berlusconi" non si accorgono che stanno confermando come tutta questa destra italiana si muova dentro uno Stato a parte, dove valgono altre leggi, diverse sudditanze, logiche separate e gerarchie autonome.

Tutto questo porta a credere che il governo non cadrà, ma per impotenza. Il governo è infatti l'ultima espressione politica che resta a questa destra senza più leader, l'unico strumento per tenerla viva, e insieme. Anzi, Berlusconi - che già attacca la magistratura "irresponsabile" - proverà a trasferire la sua tragedia personale dentro la maggioranza e nelle istituzioni, contagiandole con la sua anomalia, ieri certificata nelle televisioni e nei siti di tutto il mondo.

L'unica salvezza per la sinistra e per le istituzioni è leggere con spirito di verità quanto è avvenuto in questi anni e la Cassazione ha certificato ieri, dando un giudizio preciso sulla natura di questra destra e del suo leader, senza nascondere la testa dentro la sabbia, perché su questa natura si gioca la differenza per oggi e per domani tra destra e sinistra, cioè il nostro futuro.

Non è la destra che deve decidere se può restare al governo dopo questa sentenza. E' la sinistra. Perché la pronuncia della Cassazione non è politica: ma il quadro che rivela è politicamente devastante. Per questo chi pensa di ignorarlo per sopravvivere avrà una vita breve, e senz'anima.

GIUSTIZIA E' FATTA???????????????????????

BERLUSCONI CONDANNATO A 4 ANNI  video Il Cavaliere: "Magistratura irresponsabile" video

La Corte: "Rideterminare l'interdizione". 



UNO SCANDALO LA MANCATA CONFERMA 
DELL'INTERDIZIONE DAI PUBBLICI UFFICI,
VERGOGNA PER UN'ALTA CORTE DI GIUSTIZIA 
CHE HA SCELTO LA STRADA DI PONZIO PILATO 

Laura

1 agosto 2013

Gli Ostacoli Del Cuore ft. Elisa ( Testo )

LIBERI TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!



DA OGGI... CHIUSO, FINISH...

VACANZA!!!!!!!!!!!
SCIALLO!!!!!
FREEDOM!!!!!

1 MESE!!!!!!! 1 MESE!!!!!!!
ROBA DA NON CREDERSI!!!
ESPERIENZA MISTICA SEPOLTA NEL MIO PASSATO REMOTO!!!! 

Laura

ROMANTICISMI

SCRITTRICI/ Perché tutte (o quasi) vorremmo essere Jane Eyre di Charlotte Brontë

http://27esimaora.corriere.it/articolo/scrittrici-perche-tutte-o-quasi-vorremmo-essere-jane-eyre-di-charlotte-bronte/

31 luglio 2013

IL FRANCESCO MI VEDE TOTALMENTE D'ACCORDO

Il cantautore torna a parlare di politica sei anni dopo le critiche a Veltroni

De Gregori: non voto più
La mia sinistra si è persa tra slow food e No Tav

«Ringrazio Dio che il Pd non governi con Grillo». Forse potevamo farci meno domande su Noemi e più sull'Ilva


http://www.corriere.it/politica/13_luglio_31/de-gregori-non-voto-piu-cazzullo_ae273fd8-f9a2-11e2-b6e7-d24d1d92eac2.shtml

Mi vede totalmente d'accordo, specie sulla risoluzione di non andare più a votare.
Basta, non ne posso più.
Ne ho le palle piene che dire piene è dire poco.
Una delusione profonda che mi spinge verso l'astensione più totale che si possa immaginare: fisica, mentale, tutto.
Mi astengo.
Andate affanculo.
Tanto di quelli come me e come noi ve ne frega una minchia, neanche nel PD.
Vi prenderei tutti quanti in blocco unico (Renzi in testa) e vi butterei nel cesso.
Fine. Stop. Capolinea. Si volta pagina e si impara a vivere senza politica.
O meglio senza QUESTA politica, che non è più nemmeno politica bensì un eterno e penoso e squallido e immondo e inconcludente teatrino.
Se e quando sarete di nuovo capaci di fare veramente politica, allora se ne potrà riparlare.
Ma non mi date in tal senso la benché minima fiducia.

Laura

30 luglio 2013

LA MIGLIORE OFFERTA


Gran bel film, per quanto davvero angosciante, visto già qualche tempo fa.
Oggi ho pescato questa bella rece, che mi ha dato da pensare su alcune implicazioni che non avevo ben messo a fuoco, essendomi fatta distrarre dall'argomento "di superficie", ossia la relazione perversa fra i due protagonisti, senza porla in diretta connessione con tutto il tema del "possesso dell'arte". Il che invece è sicuramente da fare, essendo i due topics strettamente correlati nella visione del regista.  

http://www.espoarte.net/rubriche/cinema/la-migliore-offerta-il-culto-di-unarte-irrangiungibile/#.UfelXoJH6Ul

Laura

27 luglio 2013


DA NON CREDERSI... IO SCIOLTA!!!!!!!!!!

La bassotta allatta i gattini abbandonati

La mamma-cane si prende cura di loro lavandoli e nutrendoli. E i due micetti accettano volentieri le coccole




Laura

MA I MUSICISTI LI ABBIAMO PURE IN CASA!!!

... E NEGLI IMMEDIATI DINTORNI.
NON AVEVO CARICATO LA TESTIMONIANZA FOTOGRAFICA DELLA PERFORMANCE DEI GIARDINI KING KONG (CRISTIANO RICCI VOCE E CHITARRA ACUSTICA, GIORGIO CUCCA CHITARRA ELETTRICA, NICOLO' RICCI BASSO, ADRIANO SARACINO BATTERIA), E DEI LUISENZALTRO (ALESSIO LUISE VOCE E CHITARRA ACUSTICA, GIORGIO NICLI BASSO) ALLO SPAZIO -A- DI SESTO SAN GIOVANNI NEL MAGGIO ULTIMO SCORSO...
LUISENZALTRO VETERANI, GIARDINI KING KONG ALLA PRIMA USCITA PUBBLICA DOPO UN INVERNO DI INTENSE PROVE E RODAGGIO.
LA MUSICA RAGAZZI... LA MUSICA CI SALVERA'!!!

  

Laura

26 luglio 2013

LA GRANDISSIMA PATTI - CARROPONTE SESTO S.G. 25.07.13



ED ECCOLA AL CARROPONTE IERI SERA:

 


LE RIVOLUZIONI APPARENTI DEL PAESE DELLE BANANE

http://www.repubblica.it/rubriche/passaparola/2013/07/25/news/indies_il_laboratorio_di_ricerca_letteraria-63686902/?ref=HREC2-13
 
MA FIGURIAMOCI!!!
GIA' MI VIENE DA RIDERE FINO ALLE LACRIME.
SI APRONO SCOMMESSE SULLA RIUSCITA DELLA BRILLANTE IDEA.
VORREI TANTO RIPARLARNE FRA UN ANNO E VEDERE DOVE SONO ANDATI A PARARE...
E POI, COSA INTENDIAMO PER "QUALITA' LETTERARIA"? CE LO SPIEGA, CON RISPETTO PARLANDO, GIANLUCA FOGLIA DI FELTRINELLI?
PROPRIO VERO CHE SOPRATTUTTO D'ESTATE I GIORNALI NON SANNO DI CHE CAZZO PARLARE...  

Laura

25 luglio 2013

Lisa Hannigan - Lille


POVERINO... TANTA FATICA SPRECATA...

Aperta un'indagine dopo 14 denunce contro l'università

Violentata per dieci minuti, stupratore libero
«Non ha raggiunto l'orgasmo, non c'è reato»

L'aberrante motivazione con cui un ateneo americano ha evitato di perseguire l'autore di un'aggressione sessuale


Oltre che si è imbarcato a stuprare una, che, voglio dire, è una cosa di quel certo impegno e fatica, ti stanchi e sudi, è pure andato in bianco...
Vorrei vedere che la "giustizia" non gli rendesse giustizia...
Mentre della vittima chissenefrega... scusa, lei mica è rimasta con un pugno di mosche in mano... poi fra l'altro cosa saranno mai dieci minuti... tempo una settimana e ti sei già dimenticata. Quante storie...

Laura

I SOLITI PIANGINA

 
Jonella Ligresti: «In carcere vedo cose disumane, stando fuori non lo immagini»
 
 
...non mi risulta si sia mai occupata della causa dei detenuti e delle condizioni delle carceri italiane fino a una settimana fa.
 
 
Cioè fino a quando ci è entrata lei.
E dove molto probabilmente ci sono diversi ottimi motivi per lasciarla, e anche a lungo.
 
Laura 

Elisa - Dancing



Time is gonna take my mind 
and carry it far away where I can fly 
The depth of life will dim
the temptation to live for you 
If I were to be alone
silence would rock my tears 
'cause it's all about love
and I know better 
How life is a waving feather 

So I put my arms around you around you 
And I know that I'll be living soon 

My eyes are on you they're on you 
And you see that I can't stop shaking 
No, I won't step back but I'll look down
to hide from your eyes 
'cause what I feel is so sweet
and I'm so scared
that even my own breath 
could burst it if it were a bubble 
And I'd better dream if I have to struggle 

So I put my arms around you around you 
And I hope that I will do no wrong 
My eyes are on you they're on you 
And I hope that you won't hurt me 

I'm dancing in the room
as if I was in the woods with you 
No need for anything but music 
Music's the reason
why I know time still exists 
Time still exists 
Time still exists 

Elisa - Sometime ago (official video - 2011) - Album IVY


Sometime ago 
I was fighting my pain, fighting to win 
just like it was a game 
and I thought it would never end 

And now I'm somewhere else 
I came just to visit 
and I don't think I'll stay 
any longer, any longer 

24 luglio 2013

PAPI E ROYAL BABIES NELL'ANNO DOMINI 2013


Appare oggi su Repubblica on line un bell'articolo di Concita De Gregorio sul tema della nascita del figlio di William e Kate d'Inghilterra:

Mi piace molto perché affronta l'argomento dal punto di vista di come l'evento e i suoi protagonisti si inseriscono nel contesto sociale e nel tempo storico - gramo, assai gramo - che stiamo vivendo a livello mondiale.
A parte il fatto che la nascita di un bambino, di "sangue reale" o meno, è sempre un avvenimento che porta positività e speranza nella giungla disperante di funeste e avvilenti notizie nazionali e internazionali, c'è da dire che anche secondo me questa giovane coppia suggerisce davvero un'idea di semplicità e autentico amore che porta una ventata di svecchiamento e schiettezza sui paludamenti (e gli abbondanti squallori) della royal family e, direi, delle casate reali di tutta Europa.
Sono proprio due ragazzi "normali", questa Kate e questo William neogenitori, due ragazzi emozionatissimi, felici della felicità autentica dei momenti più belli della vita, e modesti, e trasparenti nei loro sorrisi davanti alla folla di giornalisti e popolino in festa per il loro fagottino. Da lei soprattutto, all'indomani del parto e con la pancina ancora in evidenza sotto il vestitino quasi da grandi magazzini, poche parole, ma significative: "Ci sentiamo come ogni genitore al mondo si sente in un momento come questo". "Ogni genitore al mondo". Cioè "siamo come ogni genitore al mondo, non diversi, non speciali, non migliori, perché "di sangue reale" ". Lui, in maniche di camicia, prende suo figlio nel baby pullman e lo carica in macchina, poi si mette alla guida e va a casa con sua moglie. Fa niente che "casa" è Kensington palace. 
Quello che conta è come i due hanno scelto, sin dalle nozze e ancora nella cruciale circostanza di ieri, di porsi davanti alla "gente". Al loro "popolo".
I 31 anni che separano la nascita dello stesso William da quella di suo figlio parlano di questo nella maniera più eloquente, come ben sottolinea la Concita nel porre a confronto le foto dei neogenitori di ieri con quelle di Carlo e Diana: lei comprimaria infelice di una recita opprimente, madre di un figlio nato per ragion di stato e non dall'amore, lui manichino in evidente disagio, rigido nel vestito inamidato, assolutamente inadatto alla circostanza e al luogo, la stessa clinica in cui ieri è nato il royal baby. E, nota anche questa assai significativa, lui teneva 31 anni fa in braccio il figlio, che POI cedeva a lei; ieri, l'esatto opposto: LEI, LA MADRE, lo cede a lui; anche se lui sarà il re. Perché quello che conta e che prevale è il ruolo biologico, non quello sociale. E dunque è LEI, che lo ha messo al mondo, che presenta suo figlio. Non lui.         
E ha ben ragione la Concita a scrivere che di questa semplicità, veramente, la cosiddetta "gente" ha soprattutto adesso bisogno, e sente, percepisce se questo le arriva, in tempi oscuri come quelli che attraversiamo, tempi di precarietà, enormi sbilanciamenti sociali, miseria di ritorno, incertezza sul futuro, ingiustizie colossali, esplosive, scandalose, e una orrenda messe di personaggi osceni nella loro arroganza, nel loro inverecondo potere, nella loro strabordante delinquenza, dal soffocante panorama del nostro devastato paesucolo delle banane a quello fuoriporta, in cui comunque le aberrazioni abbondano.
La "gente" ha bisogno di sentire che le figure di riferimento, e ancora di più quelle che investe da sempre di fortissimo significato simbolico, come i papi e i re, sono vicine a lei. Certo, non sono e non saranno mai COME lei. Ma quantomeno, vicine. Finalmente giù dal piedistallo, dagli scranni, dai troni monumentali, forti della forza della semplicità e, intelligentemente, impegnate a evidenziare la propria normalità piuttosto che la propria eccezionalità.
Papa Francesco, dalla sua elezione a pontefice, ha imboccato con assoluta decisione la stessa strada dei due ragazzi inglesi. Segnando una svolta epocale nella storia di Santa Romana Chiesa. Basta tiare, basta vestimenti dorati, basta servitù medievale, basta comportamenti da principe rinascimentale, basta assurdi e grotteschi paludamenti.   
E io devo dire che personalmente tutto questo mi piace. Mi piace molto, mi conforta, mi fa intravedere una possibilità diversa, ad onta di ciò che sembra disperantemente, sempre, ancora uguale a se stesso in questo mondo impazzito.
Tutto questo mi piace, sì, e mi fa guardare senza ammirata devozione da fedele o da suddito, ma nemmeno con antipatico cinismo, bensì con laica simpatia e partecipazione alle gesta di William, Kate e Francesco.
Se proprio delle icone la "gente" deve avere, che almeno quelle del terzo millennio sappiano recuperare un minimo di contatto con i "comuni mortali".

Laura     
                 

23 luglio 2013

IVANO FOSSATI - IL BACIO SULLA BOCCA


Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.

Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.

Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).

Bella,
che ci importa del mondo.

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te. 

Emma - Amami

19 luglio 2013

I RAPPORTI DEI FELINI CON GLI OGGETTI

E' un po' di tempo che non vi aggiorno sulle stramberie feline della mia "bambina col pelo".
Beh, beccatevela...
Colta in questi giorni in atteggiamenti più che confidenziali con il marsupio e la valigetta da lavoro della sottoscritta.
AMOREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!
Mi basta vedere un paio di queste scene per sdilinquirmi a livelli del tutto INVERECONDI!!!!!!!!!!


Laura

THE "ROYAL" WEDDING REPORTAGE - 5 (THE END)

Ed ecco infine il pranzo all'Agriturismo Valcurone di Montevecchia (LC).
UN PARADISO A DUE PASSI DA CASA!!!
A me a un certo punto è venuta la lacrima quando ho aperto i regali...
Poi, fatte le ultime foto "ufficiali" nel parco, mi sono tolta il mostro di taffetà e ho optato per una tenuta non dico campagnola, ma quantomeno quel pelino più leggerina...

ECCOCI QUA, FRA SALAME, REGALI NUZIALI E PRODEZZE DI MATILDA (E DI FRANCO):



MERAVIGLIOSO RICORDO CHE RESTERA' SEMPRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Laura