24 febbraio 2010

SANTE VERITA'

"(...) la questione dei neri negli Stati Uniti solleva un problema che la rende praticamente insolubile: quello della Stupidità, che affonda le proprie radici nelle viscere della più grande forza spirituale di tutti i tempi, e cioè l'Idiozia. Mai, nel corso della storia, l'intelligenza è giunta a risolvere i problemi degli uomini, se la loro più intima natura è la Stupidità".

"Rifiuto di arrendermi alla moderna escalation della desensibilizzazione".

"Mai, nelle mie frustrazioni, ciò che fa di me un uomo ha interrogato con ferocia più vana e rabbiosa quella cosa che, in mancanza di una parola più ignobile, chiamiamo destino: la battaglia perduta che non ci è comunque permesso di abbandonare".

"Intrappolato nella complessità di un universo che gli sfugge e negli implacabili ingranaggi automatici di una società che sempre più domina e opprime, l'uomo americano, trascinato più di ogni altro nei circuiti prefabbricati di una vita artificiale, (...) cerca di ritrovare in sè un'elementare forza rassicurante. (...). La "proclamazione fallica" è un segno di smarrimento, d'ansia e d'incertezza. (...). Più l'intelligenza si sente impotente a risolvere e a imporsi, e più il coito diventa il surrogato della soluzione".

"Ci sono persone che non capiscono affatto i gesti simbolici."

Romain Gary, Cane bianco, 1970

COME SIAMO FATTI (VERAMENTE)


http://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_(esoterismo)

http://digilander.libero.it/isolachenonce/terapie/bioenergetica/chakra/sistema_energ.html

http://www.xmx.it/corpisottiliekirlian.htm

http://xoomer.virgilio.it/sothis/corpisottili.htm

http://surjaage.surjaring.it/index.php?id_selezionata=141

http://scienzasegreta.blogspot.com/2009/07/ghiandola-pineale-e-terzo-occhio.html

http://www.tanogabo.it/Ghiandola_pineale.htm

C'E' QUALCOSA DI NUOVO NELL'ARIA...

22 febbraio 2010

LAURA TRANSFORMER, E ALTRE VARIE ED EVENTUALI

Arieccomi.
Sono rimasta indietro con il mio diario quotidiano perchè ho avuto delle giornate un po' movimentate, ma ora voglio provvedere a un aggiornamento.

Intanto, "nuntio vobis gaudium magnum" che
a. mi sono tagliata i capelli: una bella ranzata, che è stata più che salutare, e a dire di tutti anche una buona mossa estetica, svecchiante e sbarazzina. Un gesto dada, per darmi una spinta psicologica e "buttarmi un po' fuori", come si suol dire. Una mafaldiana protesta contro il grigiore del quotidiano, un sano capriccio, un'uscita dai soliti schemi.
b. un po' in ritardo sui ritmi dell'adolescenza, ma meglio tardi che mai, mi sono fatta il piercing: un brillantino al naso (naturalmente a sinistra, a rivendicare orgogliosamente il mio mancinismo, le mie propensioni creative e la mia profonda, intatta identità ideologica), che con il suo discreto ma vivace baluginio mi fa sentire, se non originale, quantomeno divertita e divertente.
Seguirà presto alle due notizie testimonianza fotografica della piccola rivoluzione estetica.

Abbiamo riportato Ronnie dal veterinario, per il controllo post-cura antimicotica. Il risultato non è stato rassicurante: la mia cicciola è guarita dal fungo che l'ha tormentata nei mesi scorsi, ma in compenso, causa età avanzatissima (è una minuscola centenaria!) ha una brutta infezione all'occhio che difficilmente si potrà curare. Conviene essere realisti, e prepararsi da oggi alla sua partenza per il Paradiso dei criceti; potrebbe accadere tra una settimana, due, un mese, ma non ci si può fare troppe illusioni, godendo invece della sua presenza fin tanto che durerà.
Ho pensato che anche in questo senso l'esperienza, fatta per la prima volta con Ronnie, di un piccolo animale da compagnia, è per me profondamente istruttiva, educativa: mi ha fatto e mi fa crescere e maturare nel mio rapporto così faticoso con il dolore, nella mia totale, drammatica incapacità di accettazione della fine delle cose. Oggi mi è parso di saper reagire bene alla notizia che Ronnie non potrà farci compagnia ancora per molto... vedremo quando ci lascerà...

Ho letto, anzi divorato in due giorni, La scomparsa di Majorana di Leonardo Sciascia. Lo scrittore affronta il tema con grande cura documentaristica. Ma soprattutto trasmette al lettore tutto lo sgomento, ma al tempo stesso l'ammirazione, che provò per la vicenda di quest'uomo. Un uomo così incommensurabilmente geniale da essere schiacciato dalla propria preveggenza sulle implicazioni delle scoperte della fisica nucleare, che presto avrebbero portato alla realizzazione della bomba atomica. Non giungendo però alla decisione di togliersi la vita: la convinzione di Sciascia, e anche la mia, è che Majorana, nella consapevolezza dell'impossibilità di trascinare un'umanità cieca oltre l'angustia del proprio orizzonte, abbia scelto la strada di un ritiro dal mondo (ritiro forse non privo di un qualche significato spirituale); comprendendo drammaticamente che la preveggenza del singolo, il suo "sguardo della mente", non può in alcun modo cambiare i ritmi e il corso della storia.
La vicenda dello scienziato è utile a Sciascia per un ragionamento su tante, e tutte fondative questioni: la questione del potere, dato che il caso Majorana si colloca cronologicamente in pieno regime fascista, arrivando sul tavolo di Mussolini (che inutilmente ordinerà di risolverlo ad ogni costo, perdendosi il filo delle ricerche fra la polvere delle stanze del potere e l'inettitudine dei funzionari che le abitano); la questione dell'inabilità del genio al confronto con la "normalità" del vivere, che rese Majorana uomo chiuso, silenzioso, difficile; il dramma, anche, della coscienza della propria precoce genialità, che al genio fa bruciare le tappe della conoscenza, ma anche della vita stessa; e, appunto, la questione della tragica impotenza dell'individuo rispetto ai ritmi della storia, di fronte alla quale Majorana scelse, molto probabilmente, il silenzio dei chiostri di qualche convento fra Roma e Napoli, che seppe accogliere e proteggere un'anima afflitta da un'intelligenza - intesa proprio, letteralmente, come capacità di "intelligere" - tanto più grande di lui.
La portata di questa vicenda umana, rimasta avvolta (come forse era previsto e deciso da imperscrutabili disegni) da un impenetrabile mistero, mi sconvolge e alimenta in me una sconcertante sensazione - dirò di più, una COSCIENZA - dell'infinitesima piccolezza delle nostre vite, e, ancor più, della difficoltà di dare loro un significato, un peso, una ragion d'essere che siamo d'altronde, secondo me, TENUTI a dare alla nostra esistenza. Un dovere morale di fronte all'eccezionale opportunità dello stare al mondo, e anche un antidoto alla polvere che si torna ad essere. Altrimenti, cosa resta? Cosa può restare, quando noi saremo passati?
O forse sarebbe più saggio interrompere questo vano agitarsi, e accettare la verità sulla quale Sciascia stesso si sofferma nelle ultime pagine del libro:

"Questi nostri attori, come del resto avevo già detto, erano soltanto degli spiriti, e si sono dissolti nell'aria, nell'aria sottile. E simili in tutto alla fabbrica senza fondamento di questa visione, le torri incappucciate di nubi, gli splendidi palazzi, i sacri templi, lo stesso globo terrestre e tutto quel che vi si contiene, s'avvieranno al dissolvimento e, al modo di quello spettacolo senza corpo che avete visto ora dissolversi, non lasceranno dietro a sè nemmeno uno strascico di nube. Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, circondata dal sonno è la nostra breve vita".

William Shakespeare, La Tempesta, atto IV

18 febbraio 2010

5000!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

IL ROMAN HA TAGLIATO IL TRAGUARDO DEI
5000
VISITATORI!!!!!!!!!

11 febbraio 2010

NECESSARIE PRESE DI COSCIENZA

In questo blog molte sono le citazioni di illustri personaggi.
Ma questa sera ho pronta, fresca fresca di un'oretta fa, una bella citazione di Cristiano, che non sfigura affatto accanto alle altre.
E' sortita dalle nostre chiacchere serali, seduti al desco all'abituale, improponibile orario di sempre: le 22.30/23.00. Tema: i soliti scambi di opinione sulla follia del mondo che gira impazzito fuori dalla porta della nostra casina.
Ed ecco qua il Cicci-pensiero di stasera, che riporto avendone particolarmente apprezzato la capacità di sintesi di tante complesse riflessioni psico-sociologiche non solo nostre, ma appunto anche di nomi di prestigio, in questa sede spesso citati:

"Uno fa l'artista, dipinge, scrive, ha delle cose da dire. Ma diciamoci la verità... ma oggi come oggi, ma chi se lo caga? Ma a chi cazzo gliene frega?".

Ce la siamo risa insieme; dalla tristezza, s'intende. Ma ce la siamo pur sempre risa, che piuttosto che deprimersi è sempre un passo avanti.

Laura

9 febbraio 2010

NON MI VIENE NEMMENO IL TITOLO DA TANTO STO RIDENDO...

Da Repubblica.it di oggi:
Ciancimino, accuse a Forza Italia
Berlusconi:
"E' solo un ciarlatano"
Scusi, Presidente, Le dispiacerebbe ripetere? Non ho capito bene...

Laura

7 febbraio 2010

TENTAZIONI PASSATISTE

Ma non era forse meglio
quando, tanti anni fa,
facevo la cacca nel pannolino
nascosta in un angolino?

Laura

IL SILENZIO DELLA NOTTE

Tanto per cambiare, come da copione di questi ultimi tempi, sono qua come una cretina alla 1.10 a scrivere e navigare compulsivamente, per mettere il silenziatore al cervello in subbuglio e godermi, nel contempo, il vuoto pneumatico di queste ore in cui tutti e tutto finalmente mi lasciano in pace.
Faccio bene? Faccio male? Un po' di tutti e due, dato che da un punto di vista strettamente fisico si sa che le giuste ore di riposo sarebbero indispensabili, ma c'è anche il punto di vista psichico che vuole pure la sua parte, e non sempre le due dimensioni vanno di pari passo.
Per cui, ad un certo bel momento non sto più lì a menarmela che è tardi e che dovrei decidermi ad andare a letto che altrimenti è sempre un ritmo sregolato, e vada come deve andare.
Sto curiosando fra gli altri blog, giochino che mi piace sempre fare, e scopro giusto poco fa che Raymond Carver, e sto dicendo mica uno scemo qualunque, sto dicendo Raymond Carver, ebbe a dire che "è difficile essere semplici".
Quale immenso conforto mi dà sapere che non solo non sono l'unica a pensarlo... ma sono pure in OTTIMA compagnia!!!
Carver lo diceva a proposito dello scrivere, ma direi che l'aforisma si attaglia molto bene anche alla stessa dimensione esistenziale.
Devo dire anche che questa navigazione notturna si sta rivelando più fruttuosa e interessante di altre; ho già scovato due o tre blog che tra l'altro mi stanno anche un po' facendo ridere e "buttar fuori" dall'umor nero.
C'è un sacco di bella gente intelligente che sdrammatizza sulle proprie disavventure, la propria fatica, è piena di un'ironia che la aiuta a districarsi in mezzo alla melma del quotidiano. Gente da cui prendere esempio, anche per avere SEMPRE ben presente che la vita non è facile per nessuno, oppure per pochissimi con i quali comunque non farei a cambio, e che quindi non contano.
Poi mi vengono un sacco di spunti di riflessione, trovo tante citazioni interessanti, ad esempio questa: "E' meglio bruciare che spegnersi lentamente...".
L'ha detto uno di quelli che non mi hanno mai particolarmente affascinato con il loro maledettismo; che semmai mi han sempre fatto una pena immensa, detto senza cattiveria, ma anzi con grande rispetto e partecipazione. Però, ecco, non è che li abbia mai considerati delle guide spirituali, dei fari nella notte... L'ha detto Kurt Cobain. E porca vacca, forse ci sto arrivando con un po' di ritardo, forse avrei dovuto svegliarmi prima, ma mi sto rendendo conto che è vero. Oh, come è vero!!!
Ma il fatto è che in questo mondo qua, una volta che appunto si è preso coscienza del fatto che è meglio bruciare che spegnersi lentamente, come si fa ad aprirsi un varco? Voglio dire, volendolo fare con lucidità, strategia, ragionamento, non dando improvvisamente i numeri, come si fa, in un contesto così bloccato, conformista, e anche cinico?
D'accordo, si può sempre partire da una bella tagliata di capelli, come ho fatto ieri e non per decisione improvvisa, ma covata per un bel po'. E infatti ho fatto bene. Il gesto ha avuto un evidente valore simbolico.
E' chiaro tuttavia che poichè non ci muoviamo in un orizzonte adolescenziale, può aiutare, ma non basta. La ricerca e il conferimento di un senso al proprio vivere e agire abbisogna di una quantità di tempo e riflessione che non immaginavo, ma soprattutto di SOFFERENZA che immaginavo ancor meno.
Butto l'occhio all'orologio e vedo che si son fatte quasi le due.
Forse sarà ben il caso di darsi una regolata e considerare il letto. Però... ho fame!!! Per forza, oggi (ormai ieri) non ho mangiato praticamente niente... solo una fettona di torta cioccolato e pere con un the, al cinema prima che iniziasse il film. Chiaro che adesso mangerei un lupo.
Sai che c'è di nuovo? Me ne vado a vedere cosa c'è in frigo. Ieri Cristiano ha fatto la spesa, eravamo a zero totale. Qualcosa troverò...

Laura

PAESAGGIO INTERIORE

UNO SMARRIMENTO CHE GIA' ALTRI HANNO VISSUTO

Noi o troveremo una strada,
o ne costruiremo una.
Annibale

3 febbraio 2010

"Se un potere dispotico si insediasse nei paesi democratici, avrebbe certo caratteristiche diverse che nel passato: sarebbe più esteso ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli. Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare. Quando provo ad immaginare in quale sembiante il dispotismo apparirà nel mondo, vedo una folla immensa di uomini tutti simili, che girano senza posa su se stessi per procurarsi i piaceri minuti e volgari di cui nutrono la propria anima. Ognuno di essi considerato in sé è come estraneo al destino di tutti gli altri, i figli e gli amici più vicini esauriscono per lui l'intera specie umana, e quanto al resto dei concittadini, non li vede: li tocca ma non li sente. E se ancora la famiglia ha qualche significato per lui, è la società a non averne più alcuno."

Alexis de Tocqueville

2 febbraio 2010

LA VOLPE NEL WEB

Questa sera ho scoperto che esiste un blog quasi omonimo del mio:

http://roman-de-renart.blogspot.com/

che ripropone, con un inquadramento storico e molti accurati commenti, le avventure della volpe Renart narrate in versi nel Medioevo da un gruppo di anonimi cantastorie.
Da lì ho fatto un'altra scoperta curiosissima e deliziosa: ignoravo che un russo naturalizzato francese, Ladislas Starevich, avesse trasposto negli anni '30 il Roman in un film d'animazione popolato di marionette straordinariamente espressive e moderne.
Lo stesso Starevich fu un vero, geniale pioniere del "puppet cinema", e fu il primo - anticipando di un secolo Tim Burton! - a trasporre la novella di Gogol Notte prima di Natale in una versione cinematografica con pupazzi.
E sorpresa nella sorpresa: nel 1914 partecipò a un concorso per cineasti d'animazione, e vinse la medaglia d'oro, che gli venne conferita... a Milano!
Godetevi questo brano introduttivo del suo Roman de Renard, in una versione restaurata a regola d'arte:



e la serenata del micio alla sua bella:



Laura

28 gennaio 2010

ITALIANI VIRTUOSI - DUE PEZZI DA NOVANTA DELLA LETTERATURA E DEL GIORNALISMO

"È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia un cretino. [...] e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto, tutte le volte ci assalgono, che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l'olio e il vino dei contadini."

http://www.amicisciascia.it/
http://www.italica.rai.it/argomenti/grandi_narratori_900/sciascia.htm
http://www.regalpetra.it/

"È aumentata la produzione lorda e netta, il reddito nazionale cumulativo e pro capite, l'occupazione assoluta e relativa, il numero delle auto in circolazione e degli elettrodomestici in funzione, la tariffa delle ragazze squillo, la paga oraria, il biglietto del tram e il totale dei circolanti su detto mezzo, il consumo del pollame, il tasso di sconto, l'età media, la statura media, la valetudinarietà media, la produttività media e la media oraria al giro d'Italia.
Tutto quello che c'è di medio è aumentato, dicono contenti. E quelli che lo negano propongono però anche loro di fare aumentare, e non a chiacchiere, le medie; il prelievo fiscale medio, la scuola media e i ceti medi. Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l'automobile l'avrà, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l'asciugacapelli, il bidet e l'acqua calda.
A tutti. Purché tutti lavorino, purché siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l'un con l'altro dalla mattina alla sera.
Io mi oppongo. "

"No Tacconi, ora so che non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare in interiore homine.
Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.
Nell'attesa che ciò avvenga, e mentre vado elaborando le linee teoriche di questo mio neocristianesimo a sfondo disattivistico e copulatorio, io debbo difendermi e sopravvivere."

Si sposa ad aprile del 1948 e l'ottobre dell'anno successivo diventa papà per la prima volta: "Venne anche mio padre, quel giorno, accanto alla nuova culla, e parlammo della nostra vita, e di quella nuova vita [...] dovemmo concludere che avevamo fallito [...] se c'erano state due guerre mondiali con tanti morti, e la miseria e la fame, e così scarsa sicurezza di vita e di lavoro e di libertà per gli uomini del mondo. Io conclusi che non doveva più accadere tutto questo, che non volevo che mio figlio, come me e come mio padre, rischiasse un giorno di morire o di uccidere, di soffrire la fame o di finire in carcere per avere idee sue, libere. Non potevo neppure più rinunciare ad avere fiducia nel mio mondo e nei miei simili, chiudermi in un bel giardinetto umanistico e di ozio incredulo, soddisfatto dell'aforisma che al mondo non c'è nulla di vero. Dovevo scegliere, la presenza di mio figlio me lo imponeva, non potevo neppure pensare di risolvere il problema individualmente, o di rimandarlo a più tardi, cercare, al momento buono, di truffare l'Ufficio leva, o creare per mio figlio una situazione di privilegio [...] Non ci sarà soluzione sicura per mio figlio se non sarà sicura anche per tutti i bambini del mondo [...]".

http://www.lucianobianciardi.it/
http://www.fondazionebianciardi.it/pagine/chi.asp
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/01/luciano-bianciardi-uomo-solo.html
http://erewhon.ticonuno.it/primavera2005/bianciardi.htm

27 gennaio 2010

IL 2010 NEL CALENDARIO CINESE E' L'ANNO DELLA TIGRE, COME IL 1974!

Mentre l'astrologia occidentale ha fondamento sul periodo di 1 anno per 1 orbita intorno al sole con i 12 passaggi zodiacali, quella cinese divide l’equatore in 12 regioni e da qui calcola i movimenti della luna, del sole, dei maggiori pianeti in relazione astrologica con nuove stelle o galassie mai scoperte. Sessanta anni è il tempo che Saturno impiega per orbitare due volte il sole. In questo periodo Giove orbita il sole cinque volte, cosi il ciclo può essere diviso astrologicamente in 12 anni, ciascuno rappresentante una completa rotazione dei 12 segni animali.

Durante il ciclo ognuno dei segni animali è combinato con gli elementi essenziali e primitivi:
LEGNO (in cinese: maschile CHIA, femminile Yi) dominato da Giove
FUOCO (m. PING. f. TING) dominato da Marte
TERRA [m. WU. f. CHI] dominato da Saturno
METALLO o ORO (m. KENG. f. HSIN) dominato da Venere
ACQUA (m. JEN, f. KUEI) dominato da Mercurio

Il calendario cinese e' legato al sole per quanto riguarda l'anno, mentre nei mesi segue il ciclo lunare. Questo significa che il primo giorno di ogni mese, per i cinesi, corrisponde al giorno di luna nuova.
Mentre il calendario occidentale (gregoriano) pone al primo di gennaio l'inizio di ogni anno regolandosi solo sul ciclo solare, il calendario cinese definisce in modo variabile l'inizio di ogni anno dipendendo questo da due criteri: per prima cosa i cinesi pongono il primo giorno dell'anno all'inizio della primavera e non durante l'inverno come noi occidentali. In secondo luogo e' essenziale che il primo giorno dell'anno cinese coincida con il primo giorno di luna nuova del nuovo anno.
Se il primo giorno di luna nuova del 2003 per noi occidentali cade il 20 febbraio, questo e' il primo giorno dell'anno cinese. L'unica regola che puo' accomunare i due calendari e' la seguente: il primo giorno dell'anno del calendario cinese e' sempre compreso tra il 21 gennaio e il 20 febbraio del calendario occidentale.

IL SEGNO DELLA TIGRE
Stagione e mese: inverno, marzo
Segno occidentale simile: Acquario
Elemento fisso: legno
Segni compatibili in amore: Cavallo, Cane, Maiale
Istinto e coraggio accompagnano l’avventurosa vita del segno della Tigre, dotato di una grande vitalità fisica e mentale. Vive di slanci ed entusiasmi, ha sempre bisogno di cimentarsi con nuove sfide e nuovi sogni da inseguire e perseguire. Capace di catalizzare l’attenzione e coinvolgere le persone, il segno della Tigre è per natura ribelle e passionale. Soffre nella monotonia del quotidiano e si muove sempre alla ricerca di nuovi stimoli, senza dimenticare gli altri, di cui si prende cura con grande generosità. Arguto e spiritoso, si lancia nelle diverse imprese senza salvaguardare i propri interessi, tanto che sarebbe meglio che imparasse a controllare l’imprudenza e la naturale veemenza, che possono sfociare nella superbia e nel desiderio di potenza. In amore si lancia alla conquista senza remore, forte di una personalità magnetica, che ha bisogno di persone che sappiano apprezzare la vitalità del suo segno. Nel lavoro l’ottimismo e l’energia vitale sostengono le sue scelte, e sopperisce alla mancanza di pazienza con la creatività e l'intuito.
Cliccare sull'immagine per ingrandirla

25 gennaio 2010

E BRAVO NICHI!!!

Non sai come sono CONTENTA che quegli STRONZI delle alte sfere del partito, D'Alema in testa e Bersani subito appresso, adesso stiano a leccarsi le ferite!
Aaaaahhhhh, che godimento, che soddisfazione!
Potrei quasi quasi ritornare sulla mia decisione di non votare più PD alle prossime elezioni...
Ma staremo a vedere.

Laura

23 gennaio 2010

CIALTRONI ITALICI - C'E' SEMPRE QUALCUNO DI CUI PARLARE...

... purtroppo di materiale non ne manca!
Allora, direi che vale la pena di tornare quest'oggi su una vecchia conoscenza: il nostro bel ragazzone dai capelli rossi, Lapo Elkann.

Il giovane rampollo è di nuovo sulle pagine dei giornali perchè, beccato tempo fa per la seconda volta da un paparazzo a spassarsela in quel di Parigi con un tranvone, ha sborsato 300.000 euri per insabbiare la cosa e non tornare nell'occhio del ciclone (già qualche anno fa l'avevano infatti trovato a Torino più di là che di qua dopo una nottata di bagordi a base di cocaina con un ragazzone brasiliano).
Ma la cosa bella non è tanto questa, dato che, come ho già avuto modo di precisare su questo blog, non sindaco e non giudico sui gusti sessuali della gente. Al limite posso pensare che preferire alle gnocche spaziali, che un Lapo Elkann potrebbe farsi a tonnellate con uno schioccar di dita, degli omoni depilati a viva forza e imbottiti di silicone per simulare le rotondità femminili, sia indice di scarso gusto estetico e che, insomma, si sia proprio di poche pretese. Almeno nonno Gianni, al quale il giovanotto dice di ispirarsi come modello di vita e di gusti, si dedicava sessualmente alle più belle donne del jet set internazionale; chiamalo scemo! E quando decideva di spassarsela a cocaina, cercava di fermarsi prima di doversi far portare all'ospedale in stato comatoso, e non per modo di dire.
Ma, dicevo, non è questo il punto.
Piuttosto, ecco cosa dichiarava ieri ai giornali (Repubblica) il nostro amico:
"Vivo la mia vita con dignità"
Ora, dopo esserci sfiancati dal ridere, cerchiamo di fermarci e analizzare un attimo il significato della parola "dignità", dato che secondo me non bisognerebbe mai dimenticare che, come disse qualcuno, "le parole sono pietre".
Se uno che, baciato dalla fortuna, può permettersi (bontà sua!), di vivere senza lavorare e avere tutto, ma veramente tutto ciò che vuole, sceglie di:
1. tirare di cocaina giocando con la vita
2. non sapere nemmeno parlare l'italiano, pur avendo potuto frequentare le migliori scuole d'Europa
3. occuparsi di "brand" (a tal proposito: un giorno qualcuno mi spiegherà cosa significa occuparsi di "brand", cosa fa chi si occupa di "brand" proprio materialmente, cioè quando, diciamo, "lavora")
4. produrre occhiali da sole al carbonio e felpine con scritto FIAT (che tutti gli italioti corrono poi a comprare, in originale se sono ricchi e fighetta o, se non se lo possono permettere, nella versione tarocca dei marocchini, e nel primo come nel secondo caso anche se se ne strafottono allegramente della FIAT, pur di essere "di tendenza")
5. indossare occhiali fluorescenti e pantaloni rosa confetto, e fin qui chi se ne frega; ma nella convinzione di essere originale!
6. andare alle feste e in barca, in barca e alle feste, alle feste e in barca, e anche fin qui chi se ne frega; MA FARSI PASSARE POI PER UNO CHE LAVORA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ecco, se uno così ritiene di poter dire che "vive la sua vita con dignità", allora quelli che vanno sui tetti a difendersi il posto di lavoro, o quelli che i genitori si sono svenati per mantenerli agli studi per vederli oggi nei call center, o la tanta brava gente che fa volontariato; per non dire di quelli che ho ricordato nella prima puntata della mia rubrichina sugli italiani virtuosi, e tanti altri come loro: gli Ambrosoli, gli Impastato, i Saviano ecc. ecc.
Questi qui, allora, cosa dovrebbero (o avrebbero dovuto) dire? CHE SONO DEI SANTI, O DEI MARTIRI!
Ma soprattutto:
PERCHE' I GIORNALI RITENGONO DI DARE SPAZIO A CONSIMILI STRONZATE?
FORSE PERCHE' LAPO ELKANN SI CHIAMA LAPO ELKANN, E QUINDI QUALSIASI COSA SI SOGNI DI DIRE BISOGNA PER FORZA RIFERIRCELA, E ANCHE SFORZARSI, COME UNO STITICO SUL WC, DI DARLE UNA VERNICIATA DI INTELLIGENZA?
Misteri dell'Italia dei giorni nostri.

Per la serie invece Cialtroni istituzionali, ecco un vero campione:
Il Ministro Frattini ritiene di diffondere le foto delle sue immortali imprese di esploratore attraverso Internet. E fin qui, benchè lui sia un ministro e non Pinco Pallo, passi.
Ma pensa bene di servirsi... DEL SITO UFFICIALE DELLA FARNESINA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Bene, risolto il problema del regalo di compleanno o di Natale:

Laura

19 gennaio 2010

STRANI PERSONAGGI E INCONTRI BIZZARRI

Non potevo non riservare loro un posto d'onore nella mia galleria di strani personaggi, che di solito ospito qui a fianco.
Ecco chi ho incontrato ieri a Bergamo Arte Fiera 2010:

Le bamboline pazze

L'esercito di turaccioli

L'Uomo-vortice

Un'anima addolorata

Galline & galline

Il re dei nani

La donna del turco

Le baronesse porcelline

La ciambella ben riuscita (...)

e per chiudere in bellezza Newspaper, il canguro-redattore!

Non male, eh?
Eppure, sapete che vi dico? Che sono niente in confronto al solito bestiario umano a la page che ho visto ieri in fiera!

Laura

14 gennaio 2010

FAVOLOSI SEVENTIES


Versante metafisico/surreale/malinconico

SPESE FOLLI IN LIBRERIA

Quando ci vuole, ci vuole!!!
Non è un'abitudine, ma ogni tanto mi concedo una bella spesona in libreria.
E senza lesinare, o correre subito a guardare il prezzo in retrocopertina.
Questa volta è toccato alla libreria Ecumenica di San Babila (http://www.libreriaecumenica.com/index.html), dove c'è veramente da perdersi per ore e le possibilità di acquisto sono praticamente infinite, tanti sono gli argomenti: dalle religioni alle discipline e filosofie occidentali e orientali, dai testi sacri ai manuali per la pratica dello yoga in tutte le sue varianti e forme, dello shiatzu, del tai chi, del reiki e chi più ne ha più ne metta, dall'astrologia alla magia all'occultismo, dalle discipline olistiche a tutte le più svariate attività ad esse collegate, quali per esempio la cura dell'alimentazione e quindi il mangiare sano, il giardinaggio ecc.; e ancora testi storici, biografie, intere collane su argomenti i più vari e specifici su questi temi, rarità come best seller.
Di roba ce n'è tanta che quasi non si cammina, e certo occorre saper scegliere. In mezzo a una tale quantità di proposte, ognuno sceglie in base agli argomenti che gli interessano maggiormente, al livello di conoscenza che eventualmente ne ha già maturato, alle correnti di pensiero a cui si sente più vicino e agli autori che ritiene di voler approfondire.
Io, dopo essermi avvicinata da ragazzina, del tutto casualmente e senza alcuna conoscenza di questi argomenti ma per necessità di cure psico-fisiche, ad alcuni metodi olistici di cura di disturbi posturali, dentali e di equilibrio appunto sia psicologico sia fisico (osteopatia, kinesiologia, metodi Feldenkrais e Alexander per la cura dei disturbi osteo-muscolari, nonchè fiori di Bach per il riequilibrio interiore), e qualche anno più tardi aver scoperto in autonomia lo yoga, ad oggi comincio a capire cosa mi interessa e come orientarmi, certo anche in base a consigli e suggerimenti dei miei insegnanti.
E così mi sono comprata La via dei tarocchi, di Alejandro Jodorowski, che ho già cominciato a leggere avidamente (http://www.jodorowsky.com/libri/4.html; http://www.camoin.com/diaporamas/restauration_tarot/fr/Presentation_Files/index.html); Kinesiologia armonica, di Jean Pierre Bourguet (http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__kinesiologia_armonica.php), e un libro per avvicinarmi all'astrologia, un manuale di base della De Vecchi che si intitola Il grande libro illustrato dell'oroscopo, firmato sotto pseudonimo da un certo Atman. Descritto così sembra una sola da edicola o da parrucchiere, tant'è che quando me l'hanno consigliato in libreria sulle prime sono stata un po' scettica; poi ho sbirciato il contenuto e mi sembra chiaro, ben impostato e soprattutto serio.
Son così elettrizzata che vorrei iniziare a leggerli tutti insieme. Ma poi va sempre a finire che ho troppa roba in ballo, e troppo poco tempo per concentrarmi bene su tutto.
Quindi: ho deciso di finire il testo di Moshe Feldenkrais sul suo metodo, che avevo comprato sempre all'Ecumenica la scorsa primavera, e di riprendere, se ci riesco, anche il testo di Mircea Eliade sullo yoga. Mollo il colpo invece su quello di Ramon Panikkar sul silenzio del Buddha, interessantissimo ma troppo difficile e in alcuni passi un po' noioso per chi non sia già molto addentro alla materia e particolarmente interessato ad un super-approfondimento. Fra i nuovi, per ora inizio solo Jodorowski.
Mi pare già un programmino bello tosto! Però, anche un viaggione affascinante...

Laura