2 maggio 2011

ARIECCOMI!

Anf anf!!!
Arieccomi!
Ho perso un po' il ritmo perchè ultimamente sono stata un po' busy.
Ma ora sono pronta a recuperare.
Pasqua e 25 aprile soleggiati, contro ogni pessimistica previsione metereologica.
Ecco qui testimonianza fotografica del tripudio di fioriture di Rocca Susella, dove siamo stati la domenica di Pasqua a goderci la piccola Matilda (che fra poco fa 1 anno ed è uno SPETTACOLO):


25 aprile: tradizionale Festa dei Fiori a Sesto, organizzata dall'ANPI. Poche bancarelle rispetto all'anno scorso, però carino lo stesso. Ho comprato:
- 1 vasetto di Dipladenia che deve ancora fiorire
- 1 pianta che fa le bacche rosse a gennaio, non mi ricordo mannaggia come si chiama
- 1 piantina verde fitta fitta tipo siepe molto carina, anche questa chissssericorda il nome
- 1 magnifico rododendro rosa chiaro/bianco che mi sta fiorendo in questi giorni e sta uscendo proprio bene
Mi manca ancora qualcosina, ma il terrazzo primavera 2011 sta prendendo vita.

Invece oggi biciclettata a villa Ghirlanda di Cinisello con mega gelato con aggiunta di panna (non mi faccio mancare proprio niente, eppoi mi dovevo consolare che... HO BUCATO!!!), e giretto nel parco. Poi ci hanno raggiunti Giuseppe e Katia e siamo andati a vedere la mostra che c'è su al Museo di Fotografia. Tema: il corpo nella fotografia anni Sessanta/Settanta. Autori vari, tutti importanti (Basilico ecc.). Bella, come sempre. Il Museo non delude mai.


A margine, segnalerò che venerdì mi sono scolata L'INTERO ROYAL WEDDING su Repubblica TV. E in barba a tutti gli snobismi, MI E' PIACIUTO UN CASINO!!!
Ogni tanto fa bene alla salute sognare un po'.
Will & Kate, siete proprio FICHI!!!


Laura

22 aprile 2011

CIALTRONI ITALICI - CATEGORIA "IMPROVVISATI DI SUCCESSO"

"Grande scrittore"??? 'NCHEZENZO???

Laura

AFORISMI DEL GIORNO

I ricchi, per quanto ricchi, riescono sempre ad avere più vizi che soldi

Le situazioni hanno le loro coazioni a ripetere (tanto quanto le persone)

Laura

IERI SERA A YOGA ABBIAMO CONSULTATO GLI ANGIOLETTI PRE-PASQUALI

Ecco qua.
Questo è quello di Laura 2:

Questo è quello di Livia:


Questo è il mio, bello sciamannato:



...e questo è quello d
i Rania!!!


BELLI, EH???

20 aprile 2011

UNA PRESA DI POSIZIONE DI SCONVOLGENTE PIETAS UMANA


Leggo oggi su corriere.it:


La mia ammirazione per la presa di posizione di quest'uomo va al di là di quanto io possa esprimere a parole
(rimanendo al tempo stesso intatto il mio assoluto rispetto per chi, in analoghe terribili situazioni, non voglia comportarsi allo stesso modo o non ne sia capace).

Laura    

18 aprile 2011

FOTOREPORTAGE DAL MILANO DESIGN WEEK 2011 - FUORI SALONE - 16.04.11


I MIEI DUE GRANDI AMORI!!!

I LOVE YOU BOTH SOOOOOOOOOOOOO MUCH!!! 

MESSAGGIO DI SPERANZA

ISPIRAZIONE

Amici miei, non smarrite il cuore.
Noi siamo stati fatti per questi tempi.
Ultimamente ho sentito che molti sono profondamente confusi, e con ragione.
Sono preoccupati per le vicende del nostro mondo di oggi.
Sono tempi, i nostri, di stupori quotidiani e di rabbia spesso giustificata per il degrado ultimo di ciò che maggiormente sta a cuore alle persone civili e idealiste. Avete ragione nelle vostre valutazioni.
Il prestigio e la presunzione ai quali alcuni si sono ispirati nell’approvare atti efferati contro bambini, vecchi, la gente semplice, i poveri, gli indifesi, i bisognosi, toglie il fiato.
Nonostante ciò, vi sollecito, vi chiedo, vi domando per favore di non inaridire lo spirito piangendo questi tempi difficili.
Soprattutto non perdete la speranza.
Specialmente perché siamo stati fatti per questi tempi.
Sì. Per anni abbiamo imparato, praticato, ci siamo allenati proprio in attesa d’incontrarci esattamente sul campo di questo impegno.
Sono cresciuta nella zona dei Grandi Laghi e so riconoscere una barca capace di tenere il mare quando ne vedo una. In quanto ad anime risvegliate, in acqua non ci sono mai state barche più capaci di quanto ce ne siano ora nel mondo. E sono tutte molto ben equipaggiate e capaci di inviarsi segnali l’un l’altra come mai nella storia dell’umanità. Guardate oltre la prua, ci sono milioni di barche di anime virtuose con voi in acqua. Anche se la vostra superficie è sferzata da ogni onda in questa tempestosa agitazione, vi assicuro che le lunghe assi di legno che compongono il vostro scafo provengono da una foresta più grande. E’ risaputo che il legno ben venato tiene testa alle tempeste, resiste, regge e avanza nonostante tutto. In ogni periodo buio c’è la tendenza a perdersi d’animo per quanto è sbagliato o non guarito nel mondo.
Non focalizzatevi su questo. C’è anche la tendenza a indebolirsi indugiando su ciò che è fuori dalla propria portata, su ciò che non può ancora esserci.
Non focalizzatevi lì. Questo è mancare il vento e non alzare le vele.
Noi siamo necessari, ecco tutto quello che possiamo sapere ora.
Ed anche se incontriamo resistenza, più sarà così più incontreremo grandi anime che ci saluteranno, ameranno e guideranno, e le riconosceremo quando compariranno.
Non avevate detto di credere? Non avevate detto di ascoltare una voce più grande? Non avevate chiesto la grazia? Non vi ricordate che essere nella grazia significa sottomettersi a una voce più grande? Il nostro compito non è quello di fermare il mondo intero tutto in una volta, ma quello di prodigarsi per migliorare la parte del mondo nel nostro raggio d’azione.
Ogni piccola e pacifica cosa che un’anima può fare per aiutare un’altra anima, per assistere una parte di questo povero mondo sofferente, sarà d’immenso aiuto.
Non ci è dato sapere quale sarà l’azione o chi farà in modo che la massa critica penda verso il bene durevole.
Ciò di cui c’è bisogno per un cambiamento sostanziale è una miriade di azioni, aggiungendo, aggiungendo ancora, aggiungendo di più, in continuazione. Sappiamo che non tocca a “tutti sulla Terra” portare giustizia e pace, ma solamente a un piccolo e determinato gruppo che non si arrenderà alla prima, alla seconda, o alla centesima raffica di vento. Una delle azioni più rasserenanti e potenti che potete fare per intervenire in un mondo in tempesta è stare in piedi e mostrare la vostra anima.
Un’anima sul ponte nei momenti bui risplende come l’oro.
La luce dell’anima lancia scintille, emette bagliori, fa segnali di fuoco, attizza ciò che è appropriato.
Mostrare il faro dell’anima in tempi oscuri come questi – essere tenaci e mostrare compassione verso gli altri – sono entrambe azioni di immenso ardimento e grandissima necessità.
Le anime angosciate prendono luce dalle altre anime che sono completamente accese e che la mostrano spontaneamente.
Se volete calmare il tumulto, questa è una delle cose più potenti che potete fare. Ci sarà sempre un momento in cui vi sentirete scoraggiati. Io stessa ho provato lo scoraggiamento molte volte nella vita, ma non gli tengo il posto, non lo prendo in considerazione. Non gli permetto di mangiare nel mio piatto. Il motivo è questo: fin nelle ossa so una cosa, come la sapete voi. Ed è che non ci può essere disperazione quando ricordate il perché siete venuti sulla Terra, di chi siete al servizio e chi vi ha mandato qui. Le buone parole che diciamo e le buone azioni che facciamo non sono nostre: sono parole e azioni dell’Uno che ci ha portati qui. Con questo spirito, spero che scriverete questo sulla vostra parete:
“Una grande nave ormeggiata nel porto è indubbiamente al sicuro. Ma non è per questo che le grandi navi sono state costruite”.
Che questo vi giunga con molto amore e con la preghiera di ricordare da chi voi venite e perché siete venuti su questa bellissima e necessaria Terra.

Clarissa Pinkola Estes
Autrice di Donne che corrono coi lupi

12 aprile 2011

ITALIANI VIRTUOSI - ANCHE QUESTA UNA RUBRICHINA DA RIPRENDERE


Natalia Ginzburg, di cui Adriano Olivetti sposerà in prime nozze la sorella Paola Levi, nel romanzo Lessico famigliare, uscito tre anni dopo la scomparsa dell’amico imprenditore, lo ricorda così: «Lo incontrai a Roma, per la strada, un giorno, durante l’occupazione tedesca. Era a piedi; andava solo, col suo passo randagio; gli occhi perduti nei suoi sogni perenni, che li velavano di nebbie azzurre. Era vestito come tutti gli altri, ma sembrava nella folla, un mendicante; e sembrava, nel tempo stesso, anche un re. Un re in esilio».
E più avanti, nel ricordare i tristi giorni in cui il marito Leone Ginzburg veniva arrestato dai tedeschi e Adriano la aiutava a fuggire da Roma, la scrittrice traccia di Olivetti un altro bel ritratto: “Io ricorderò sempre, tutta la vita, il grande conforto che sentii nel vedermi davanti, quel mattino, la sua figura che mi era così familiare, che conoscevo dall’infanzia, dopo tante ore di solitudine e di paura, ore in cui avevo pensato ai miei che erano lontani, al Nord, e che non sapevo se avrei mai riveduto; e ricorderò sempre la sua schiena china a raccogliere per le stanze i nostri indumenti sparsi, le scarpe dei bambini, con gesti di bontà umile, pietosa e paziente. E aveva, quando scappammo da quella casa, il viso di quella volta che era venuto da noi a prendere Turati, il viso trafelato, spaventoso e felice di quando portava in salvo qualcuno.”
“Lei ricorda suo padre come una persona felice?” Sembra non avere dubbi la figlia Laura Olivetti, che  risponde senza esitazioni alla domanda dell’intervistatore: “No”. E ricorda suo padre come una persona che aveva certamente degli entusiasmi ma che era sempre alla ricerca di qualcosa di più, di qualcosa che non c’era.

Non riesco a ricordare dove ho trovato queste note su Adriano Olivetti. 
Comunque, mi piacciono tantissimo e parlano di un grande italiano, di quelli che riscattano, oggi come nel tempi in cui furono vivi e attivi nella società, la storia e la cultura di questo Paese. E che mi fanno ancora sentire orgogliosa della mia italianità.

Laura

PREGHIERINA

10 aprile 2011

CIALTRONI ITALICI ARE BACK

Sono tornati!!! I cialtroni italici del Roman sono di nuovo fra noi!!!  
Cominciavate a sentirne la mancanza, eh?
Ma non dovete spaventarvi, anche se per qualche tempo abbandonano la scena del Roman, POI RITORNANO, RITORNANO SEMPRE!!!
Una che da qualche tempo era sparita, e ingenuamente pensavamo di essercene liberati, è Asia Argento, la figlia ribelleanticonformistatatuatatrasgressivaaggressivavolgarealternativa del noto regggista de paura.
E invece no!!! Affari Italiani, uno dei più alti e fulgidi esempi di giornalismo italiano, ci informa che:


"Emo"???
"Travalicata"???
"Modus vivendi critico"???

Mi viene da dire come Carlo Verdone: "SSSCIOE', 'NCHE ZENZO???"
Ad ogni modo, pur nella nostra difficoltà di comprensione ci felicitiamo se Asia dopo un periodo di crisi ha ritrovato una propria dimensione artistica, dopo averla espressa baciando in bocca un cane e facendosi in diverse occasioni ritoccare le tette con Photoshop per le copertine di Max.
Attendiamo con ansia la sua prossima performance.
Intanto, vi rinfreschiamo la memoria con alcune immagini d'archivio:

Serie "Disfacimento eroinomane dell'artista intellettuale", ispirata a quell'altra stonata d'oltreoceano della moglie di Kurt Cobain. Un'altra buona, quella...

Serie "Conosco bene l'uso del corpo nell'arte, perchè se non lo aveste ancora capito sono un'artista intellettuale; inoltre gioco con il mio sensualissimo corpo" - sottotitolo "Non so più cosa fare perchè ancora una volta mi guardiate le tette (finte). Tette che peraltro mi ero già fatta gonfiare a dismisura con Photoshop anni fa... ma ve le ripropongo nel caso in cui qualcuno di voi, miei adorati fans segaioli, se le fosse perse":

Eh, ne sentivamo VERAMENTE la mancanza di 'sta ragazza così talentuosa. 

Laura 

SAGGEZZA POPOLARE

Letta in un bar di Sesto San Giovanni:

PERCHE' PASSARE LA VITA A PRENDERSELA???
MOLTO MEGLIO DARLA VIA!!! 


Cazzo, averlo capito prima!

Laura

7 aprile 2011

PROVE D'ARTISTA

La grande vita
di Silvia Simonetti,
giovane fotografa piena di creatività.
Una piccola, sensibile e un po' misteriosa
Frida Kahlo.   

E DIO?

UNIONI

...NON LE CHIEDEREMO COME E DOVE.

Laura

4 aprile 2011

SONO GIA' STATO QUI

Chiswick Cemetery - London

"I have been here before
But when or how I cannot tell:
I know the grass beyond the door,
The sweet keen smell,
The sighing sound, the lights around the shore."

Da Sudden light, Dante Gabriele Rossetti 

LA FINE E' IL MIO INIZIO


"Dobbiamo metterci a capire gli altri e tutto ciò che è altro. Il mondo è pieno di gente che non vuole vivere come noi, sognare come noi, mangiare come noi. E molta gente fra noi stessi sta diventando così, per il rifiuto del consumismo, per il rifiuto di questa globalizzazione che globalizza i principi, i prodotti e fa di ognuno di noi semplicemente dei consumatori. Bisogna seriamente prendere in considerazione questo rispetto per la diversità."
Tiziano Terzani

CUPIO DISSOLVI

LA CITTA' ETERNA


25-27 marzo 2011
A Roma per la mostra di Cristiano
Passaggi dello sciamano
presso la galleria "Il Quadrupede" 

1 aprile 2011

PAESAGGI INTERIORI



QUELLI CHE MI FANNO PENA SONO ALTRI


MA PECCATO
CHE NON CI SIA RIUSCITO!!!
...Siamo talmente intasati di stronzi
che uno in meno non poteva che farci comodo. 

31 marzo 2011

Martha C. Nussbaum, Non per profitto - Perchè le democrazie hanno bisogno della cultura,
Il Mulino  

18 marzo 2011

CI MANCAVA SOLO L'OUTLET DEL FUNERALE

..no, dico, ma questi di Google AdSense sono proprio scemi!!!
Beccatevi la pubblicità che mi hanno schiaffato qui sulla destra:

Niente da eccepire sul corso di massaggio, ma... L'OULET DEL FUNERALE!!!
Va bene che mi sono decisa a mettere la pubblicità sul Roman per farmi due soldini, ma mi viene da fare volgari gesti di scongiuro!!!
Mi sa che ben presto mi deciderò a cercare altre (più redditizie) fonti di guadagno...

Laura   

17 marzo 2011

BUON COMPLEANNO, ITALIA!

Amo l’Italia e mi riconosco nella Costituzione

“Dietro a ogni articolo della nostra Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta”.
Piero Calamandrei

DEDICATED TO NICOLO'

AL MIO COGNATINO!!!

LE GOLIARDATE DI CRI

FANTASTICA HEIDI!!! GUARDATELA NEL VIDEO:
http://www.kataweb.it/tvzap/video/lopossum-come-rex-star-della-tv-tedesca/?ref=HRESS-16
http://www.heidiopossum.com/

10 marzo 2011

"Abbi sempre presente che la natura non è Dio; che l'Uomo non è una macchina; che un'ipotesi non è un fatto: e sta sicuro che non avrai ben compreso, là dove crederai di scorgere qualcosa di contrario a questi principi"

Denis Diderot, Interpretazione della natura, 1753  

IO & CHIARA




 Uguali o diverse? Uguali e diverse!

8 marzo 2011

7 marzo 2011

IN ATTESA


E' vero. Ultimamente sono un po' sparita da questi paraggi.
Ma quando sparisco, non è che non ho niente da dire. 
Anzi.
E' che talmente tanti sono i pensieri che si accavallano in questo mio cervellino in perenne, problematica ebollizione, e tanti sono gli stimoli esterni che, volente o nolente, ti costringono a una ripianificazione, a un ripensamento, a una reimpostazione del tuo quotidiano... che alla fine si dovrebbero scrivere papiri infiniti per rendere conto di tutto ciò.
E' pur vero, però, che scrivere aiuta, sempre e comunque. Aiuta a guardarsi da fuori, ad approfondire, a fissare un qualche punto fermo in questo panorama interiore ed esterno sempre così mutevole, instabile, liquido sino alla schizofrenia.
Si può vivere così? Certamente non è facile, e ancor meno lo è per persone come me, nate con un particolare bisogno di risposte, spiegazioni, coordinate, vettori esistenziali non dico da individuare una volta per tutte e per sempre, ma insomma... di una qualche traccia da seguire della quale si possa essere ragionevolmente certi si ha pur bisogno. Temo però che sempre più si verrà tutti,  i più come i meno consenzienti/propensi/adatti, sospinti verso una dimensione esistenziale PRIVA di queste luci sulla pista. Piuttosto che ostinarsi irragionevolmente a cercarle nel buio della notte, o a tentare di riaccenderle a tutti i costi, sarà bene fare propria una strategia diversa: le luci sulla pista non le avremo più; la nostra pista sarà buia, e al buio dovremo imparare a muoverci, a sentire, a orientarci. E' ovvio che la prospettiva incuta timore. Eppure, si può vivere anche al buio. Quanto perciò, quanto nel prossimo futuro ci sarà utile il senso interiore, il terzo occhio, lo sguardo che parte da dentro! Gli occhi e la mente non smetteranno di essere importanti, ma di certo non basteranno, non bastano già più. Viceversa, sempre più importante diventerà trovare la luce DENTRO, non FUORI di sè.
Proprio in questi giorni scrivevo a Livia, la mia insegnante di yoga, donna di grande e sofferto equilibrio che non potrebbe essere più lontana dal clichè del santone del terzo Millennio, che leggo la mia personale inquietudine come il manifestarsi individuale di un travaglio cosmico, di un sobbollire di tensioni che stanno da tempo coinvolgendo tutto e tutti intorno a me. Nessuno, al momento, mi pare avere le idee particolarmente chiare su dove stia andando, su dove stiamo andando. Tutti siamo all'erta, come quando nella foresta amazzonica tutto tace, tutto si ferma, tutto si immobilizza nell'attesa della pioggia torrenziale, dell'uragano che viene preannunciato dalle nuvole basse e nere che incombono sul gran fiume dell'esistenza.
E' un Armageddon quello che deve arrivare? In molti lo pensano, e i soliti riferimenti apocalittici alla numerologia spicciola sul 2012 alle porte si sprecano. "Mille e non più mille" eccetera eccetera. Io certo non leggo quel che ci attende in questi termini. Forse perchè la mia dimensione non è quella della fede, forse perchè con il misticismo non sono mai andata un granchè d'accordo. Ma qualcosa mi pare senz'altro attenderci. D'altra parte, l'ordine costituito entro il quale sinora ci siamo mossi, chi più chi meno consenziente, chi più chi meno consapevole, porta in sè un tale numero di spaventose contraddizioni, spinte e controspinte, clamorosi squilibri, senza contare un penoso carico di universale frustrazione e infelicità, da far pensare che non si possa che passare da un drammatico quando INDISPENSABILE rivolgimento.
Nel frattempo, però, vivere bisogna. La vita, il quotidiano, i diritti da rivendicare e i doveri a cui assolvere, ci sospingono implacabilmente avanti, non ho ancora capito se purtroppo o per fortuna; ma forse la seconda che ho detto. Ed è altresì vero che serve pure darsi una tregua, darsi ossigeno con piccoli momenti di piccola felicità. Quella piccola felicità che si nutre dei gesti, delle parole, della stessa, sola magica presenza degli altri nelle nostre vite. Un abbraccio di chi ci ama, i preziosi punti di vista di chi ci circonda, che SEMPRE occorre ascoltare, SEMPRE occorre sforzarsi di capire, SEMPRE ci possono insegnare qualcosa, o quantomeno dare materia su cui riflettere; un po' di musica in compagnia, l'ingenua semplicità dei più piccoli, dei nuovi arrivati nelle famiglie, la compagnia silenziosa degli animali... A tutto questo si può, si deve forse aderire con forza per stare a galla in questo momento che mi pare così oscuro, così indecifrabile... qui stanno forse l'ancora di salvezza, il senso, la risposta, il conforto (specie per chi non sa se Dio c'è, e se c'è dove sta, cosa sa, cosa fa, come passa il suo tempo eterno). Non tanto lontano, quindi, da essere inafferrabili. La cosa forse più difficile e impegnativa è questo mio continuo oscillare fra la consolante coscienza di tutto ciò e i momenti in cui il buio intorno sembra invadermi dentro, stringersi intorno alla mia vita e toglierle l'ossigeno, oltre che il senso. Questa corruzione del mondo e delle cose, questo "avanzato stato di decomposizione", mi pare che in alcuni momenti spanda nell'aria un fetore insopportabile, che la renda ben più irrespirabile di quanto già non sia a causa dei veleni che produciamo. Non so se anche gli altri lo sentano quanto a volte lo sento io, questo fetore di disfacimento, al quale forse somiglia quello di quei terribili e orribili, schifosi fiori tropicali che fioriscono una volta ogni tanto e ammorbano l'atmosfera con l'odore della morte. Sta di fatto, però, che qualcosa di inquietante spinge la gente da un lato a isolarsi, a un autismo culturale che si esprime, ad esempio, in questo nevrotico, assurdo ricorso alle cuffie nelle orecchie, che non servono affatto ad ascoltare musica bensì a non ascoltare gli altri, e in realtà nemmeno se stessi: una sorta di velenosa autoipnosi che rende le persone delle monadi autoreferenziali anche in mezzo a una folla da stadio; e dall'altro, in evidente e irrisolta contraddizione, le spinge nel contempo a cercare spasmodicamente quel surrogato di comunicazione e contatto con l'altro che sempre più è la conversazione telefonica, via mail, via Facebook, via questo, via quello. Tutto, tranne il faccia a faccia. Onesto, sano, difficile e doloroso a volte. MA SANO, UMANO, NORMALE, PER DIO!!! L'I-Pod e il cellulare non sono altro che le due facce della medaglia di questa fuga senza meta, di questo malessere collettivo, di questo vagare in uno spazio-tempo compresso e soffocante di cui gli angusti e maleodoranti spazi della metropolitana milanese sempre più mi paiono, nei miei quotidiani andare-venire dal nulla e verso il nulla (solo uno spostamento fisico privo di profondo significato), pregnante metafora e perfetta rappresentazione scenica.
E in tutto questo, sempre meno, sempre meno il senso sta nel "fare" lavorativo... un "fare" che pochissimo e in pochi, transitori momenti corrisponde alle tue inclinazioni, ai tuoi interessi, alle tue ambizioni. Forse questo stato di cose obbliga anche a ripensare la collocazione del senso dell'esistenza, a non legarla eccessivamente alla dimensione lavorativa. A spostare il focus, per così dire. A rivolgerlo verso se stessi in modo meno "performante", per usare una parola abusata, e verso gli altri con maggiore attenzione e anche maggior abnegazione. Aiutare se stessi aiutando gli altri, ecco. Il che non necessariamente si deve fare a partire da presupposti di fede. O forse si potrebbe introdurre una distinzione un po' paradossale, ma secondo me reale, tra fede religiosa e fede... laica. Io per esempio non credo di/in una fede religiosa. Però credo. Eccome, se credo. La mia vita è sempre fortemente stata sostenuta dai "credo". Alcuni ad oggi mi appaiono sempre più lontani, sbiaditi, privi di liquidi vitali. I fossili del mio cammino esistenziale, diciamo. E mi pare evidente che sia giunto il momento di dare spazio ad altro. Ma senza rinnegare. MAI rinnegare, come Cristo stesso ci insegna. Ma piuttosto capire cosa lasciare e cosa tenere, in questo immenso inventario della nostra vita che mi è sempre piaciuto immaginare come la luna dove Astolfo, nell'Orlando Furioso, va a cercare il senno di Orlando impazzito d'amore per Angelica, e dove vanno a finire tutte le cose che si perdono in Terra:
le mille domande, le poche risposte, i sorrisi e i dolori, le immense nostalgie, il perduto e il vissuto, le grandi emozioni, le scoperte e le sconfitte, gli inaspettati recuperi e tutti quei momenti in cui si è sentito qualcosa.

Laura